Bibliografia

Sergio Roic, "La tribù del tavolo verde – Cronache locali di periferia sportiva", Tipografia Helvetica, Casa d’Arte Miler, Capolago, 2017.


Il ping-pong di quelli che ci credono

Editoria e sport - La tribù del tavolo verde torna a far parlare di sé grazie alla passione di Sergio Roic ora Commissario Tecnico dell’Associazione bellinzonese tennistavolo
/ 19.09.2022
di Manuela Mazzi

Lo chiamano Seo, ha giocato in serie B, attaccante e bloccatore. È stato presidente del Real Lugano e, per un anno, dell’Associazione Ticinese Tennis Tavolo (ATTT), poi attivo al Riva, al Lugano e al Bellinzona. È questa la biografia sportiva di Sergio Roic che nel suo libro La tribù del tavolo verde – Cronache locali di periferia sportiva (Tipografia Helvetica, 2017) accanto a un altro centinaio, inserisce anche la propria scheda in quello che chiama: Compendio incompleto del tennistavolo ticinese, giocatore per giocatore, con inevitabili lacune e omissioni.

Sergio Roic è noto ai più come scrittore, critico letterario e opinionista in forza al «Corriere del Ticino», ma in verità, e nemmeno tanto segretamente, è un appassionato (fanatico?) giocatore di ping-pong, tanto da poter vantare ben 14 titoli ticinesi nelle varie categorie (di cui 4 nel doppio assoluto), 4 medaglie ai campionati svizzeri juniori e seniori (due a squadre e due in doppio, la prima col Locarno nel 1976 per il campionato juniori a squadre svizzero assieme al compianto sindaco di Lugano, Marco Borradori). Nel cosiddetto top ranking è arrivato a essere il numero 217 in Svizzera (stranieri da noi giostranti compresi) e come classifica individuale al top B12. Pongista dal 1973 (aveva 14 anni), nel 1974 si piazzò nei migliori otto svizzeri nel campionato scolari nazionale. Una passione, la sua, che qualche anno fa lo ha portato a scrivere uno dei libretti più simpatici e divertenti, e nondimeno letterari, letti negli ultimi anni.

Si tratta di uno cosiddetto libro catalogo (conta circa 120 pagine) che, per qualità e contenuto, non fatichiamo a paragonare a opere apparentemente più importanti come il già da noi recensito Vite brevi di tennisti eminenti di Matteo Codignola, pubblicato nientedimeno che da Adelphi (v. «Azione» del 18.04.2022); per citarne uno tra i tanti.

Non deve trarre in inganno, infatti, il sottotitolo «cronache locali di periferia sportiva» che qui in verità non limita geograficamente il contenuto al Ticino, ma anzi, porta lo sguardo dalla nostra regione sul mondo intero (dal Sudamerica alla Cina, dalla Jugoslavia all’Ungheria, da Zofingen a Calcutta), alla scoperta anche di altre periferie non meno colorate e appassionate della nostra, dove talvolta si gioca a ping-pong, altre volte a tennistavolo, e altre ancora si vivono esperienze destinate a diventare incredibili aneddoti da ricordare o riportare nero su bianco, come ha fatto Roic.

S’è detto di ping-pong e tennistavolo, per cui fondamentale è spiegarne la differenza sostanziale: il primo è l’hobby che può essere giocato anche su un tavolo di sasso, il secondo è una disciplina olimpica con tutte le sue regole, e dove il tavolo è sempre verde.

Prendiamo spunto dalla Tribù del tavolo verde per parlare dunque di uno sport del quale la cronaca si occupa poco, ma che ha annoverato tra i suoi atleti personaggi locali anche molto noti, come fu il caso già ricordato di Marco Borradori (si vocifera che non fu felice di venir definito solo una «meteora» nel compendio citato in apertura), e pure di Claudio Zali, per rimanere fra i politici.

«Le squadre in Ticino oggi sono cinque (Lugano, Riva S. Vitale, Bellinzona, Tenero e Locarno) ma forse ne nasceranno altre due fra breve», ci ha spiegato proprio Sergio Roic, autore del libro e oggi Commissario Tecnico dell’ABTT Bellinzona (Associazione bellinzonese tennistavolo), che si potrebbe definire rinvigorita proprio di recente: «Siamo circa una cinquantina di soci, di cui venti tesserati (che prendono quindi parte alle varie competizioni della federazione svizzera) e una trentina di ragazzi principianti. Gli agonisti di punta sono Luca Bressan, classifica A20 svizzera (il top), Fabio Mantegazza, A18, Paolo Scartezzini, B15 maschile, Laura Bartolommei, A19 femminile, Stefan Lazic, B12, già campione ticinese assoluto, e Simone Bertoli, C10, che è anche il nostro allenatore».

L’entusiasmo di Sergio Roic è palpabile, sia mentre parla dei nuovi progetti del club di cui è CT, sia mentre leggiamo le cronache delle quali sono star indiscusse i molti pongisti che hanno costellato non solo il movimento locale, ma anche i cieli sportivi di impensabili eroi della racchetta da tavolo, di chi la impugnava all’orientale (nel libro vi sono anche boxini delucidativi, oltre che diversi qrCode che rimandano ai video di partite importanti), e chi invece le usava e la usa da mancino, come fa il nostro Mostro di Spalato, o Seo che dir si voglia. Invero non mancano di originalità i tanti, anzi tantissimi, soprannomi che si incontrano durante la lettura.

Ma stavamo dicendo dell’ABTT della capitale, che si allena tre volte alla settimana nella palestra ICEC in via Francesco Chiesa 2a a Bellinzona. «Abbiamo nove tavoli e allenamenti organizzati per attivi, giovani e diversamente abili fisici e mentali. Alcuni soci del Bellinzona abitano nel Luganese, la maggior parte nel Bellinzonese» ci spiega Roic, aggiungendo gli obiettivi che si è prefissato: «desidero far migliorare come risultati e feeling di squadra l’ABTT Bellinzona. In questa stagione (2022-23, da settembre a giugno) ci proponiamo di salire in divisione nazionale C, con la prima squadra, e di salire in prima divisione regionale con la seconda. Vorremmo fare anche un bel percorso in Coppa svizzera. Abbiamo dei giovani talentuosi che dovrebbero imporsi nelle categorie dei non tesserati. A medio-lungo termine vorremmo costituire un polo del tennistavolo nel Bellinzonese (abbiamo già una collaborazione ad Acquarossa) per far conoscere questo sport e avvicinare ancora più giovani. A livello sportivo contiamo di salire in divisione nazionale B in due anni, poi si vedrà».

Come coach e dirigente, d’altronde, Roic ha ottenuto ben due volte la promozione in serie A del Lugano (prima e unica squadra ticinese a esserci riuscita) e la promozione in serie C del Real Lugano (ai tempi la seconda squadra luganese). Già coach anche del Riva S. Vitale in serie C, nel 1985 fu pure presidente, per un anno, dell’ATTT, una delle otto associazioni regionali di cui si compone la FSTT (Federazione svizzera tennistavolo). Le società in Svizzera interna sono di fatto molte di più: circa 400 (circa 80 nella sola zona di Zurigo) che annoverano oltre 4mila tesserati.

Non è dunque così improbabile centrare gli obiettivi che il CT si è prefissato, anche perché la squadra si avvarrà di un paio di rinforzi: «Siamo riusciti a firmare due crack: Luca Bressan, numero 15 italiano assoluto, e Fabio Mantegazza, numero 35 italiano, residente a Lugano».

Nell’attesa che le conquiste si compiano, a noi varrebbe la pena rileggerci La tribù del tavolo verde, anche per la purezza dei racconti che si distinguono per buona narratività, utile a far godere anche quei lettori cui del ping-pong non è mai importato nulla, fosse anche solo per il fatto che non si parla solamente di ping-pong.