Piante dalla fioritura invernale

Chimonanthus praecox: calicanto d’inverno, con fiori bianco giallognoli molto profumanti.

Hamamelis x intermedia: amamelide, dai fiori nastriformi giallo intenso, leggermente profumati e con la suggestiva varietà «Diane» rosso cupo.

Camellia sasanqua: camelia d’inverno, a fiori rosa o bianchi molto appariscenti durante i freddi giorni dicembrini.

Sarcococca confusa: piccolo arbusto dai profumatissimi fiori bianchi.

Ellebori: chiamati anche rose di Natale, variano dall’immacolato bianco ai rosa, verdi, mattone, rossi portando tanta allegria in vasi o aiuole.

Erica carnea e Calluna vulgaris: le eriche rosa o bianche che amano terreni acidi, in grado di colorare per tutto l’inverno le aiuole di azalee e rododendri ancora spogli.

Viole, cavoli ornamentali e bulbose invernali: dai colori sgargianti e con una spesa minima si possono riempire vasche, vasi, aiuole, bordure aspettando i primi tepori primaverili. 


Il ciliegio che fiorisce nel freddo

Due varietà di Prunus rallegrano i giardini invernali con i loro fiori
/ 27.02.2017
di Anita Negretti

Chi segue questa rubrica sa che il giardino offre fioriture anche durante i mesi dell’inverno, con delicati e sorprendenti colori.

Una di queste fioriture è senz’altro quella di Prunus x subhirtella «Autumnalis», un ciliegio dai fiori bianco rosati che si schiudono da novembre fino a marzo, regalando una nota di colore.

Piantato in un angolo ben soleggiato in piena terra, si riempie di fiori che anticipano la primavera e per valorizzarlo al meglio basta davvero poco: un tappeto di narcisi, viole e muscari blu saranno in grado di creare un ottimo contrasto con i suoi fiori rosa pastello, mentre dell’Erica carnea rosa posta ai piedi del ciliegio creerà un buon accostamento.

Apprezzato fin dal 1500 nel lontano Giappone, veniva coltivato per via del suo portamento selvaggio e per i fiori i cui boccioli chiusi sono rosa porpora, mentre una volta dischiusi si presentano bianchi, semidoppi e dal delicato profumo di mandorla.

Alto non più di 5 metri presenta una chioma espansa formata da lunghi rami marrone grigiastro, dall’aspetto poco ordinato ma allegro, con foglie seghettate di colore verde brillante che in autunno, prima di cadere si tingono di arancio-rosso,lasciando posto ai fiori che si apriranno dopo poche settimane sui rami nudi.

Ai fiori seguono delle drupe sferiche, molto simili a delle grosse ciliegie, dal colore prima rosso poi nero.

Appartenenti alla famiglia delle Rosacee, vengono utilizzati sia per adornare spazi verdi ed interessanti in aiuole di città, sia per angoli informali di giardini o al limitare di zone boschive.

Poco esigente e molto rustica, si può lasciar crescere questa bella pianta liberamente, senza intervenire con potature drastiche, ma solo con leggeri tagli di pulizia di rami rovinati o cresciuti male.

Questa pianta è frutto di un incrocio, molto probabilmente avvenuto in natura, tra Prunus incisa e Prunus pendula e predilige terreno ben drenato, leggermente alcalino, leggero e moderatamente concimato, senza bisogno di protezione durante i mesi invernali visto che resiste egregiamente fino a temperature minime di –20°C.

Dalle dimensioni leggermente più ridotte, visto che si aggira sui 3 metri sia in altezza sia per quel che riguarda l’espansione della chioma, vi è un’altra varietà altrettanto interessante di Prunus x subhirtella e si tratta di Pendula Rosea .

Dalla chioma ricadente con rami rigidi ma dal portamento cascante, si riempie di fiori rosa carico, semidoppi che compaiono da novembre fino ad aprile, prima della comparsa delle foglie.

Questa varietà viene venduta come innesto (solitamente su Prunus avium), alto 200-220 cm, per lasciare la possibilità di un ampio ed arioso sviluppo della chioma che nel corso degli anni riuscirà comunque a raggiungere il suolo con i suoi lunghi rami arcuati, creando una suggestiva capanna verde in giardino.

Se volete ospitare questa festosa varietà in giardino ma volete sincerarvi dell’aspetto della pianta, vi consiglio una gita presso il giardino botanico di Villa Carlotta a Tremezzo sul lago di Como, dove si può ammirare un esemplare di pianta ormai adulta.