Ginestre giallo oro

Mondoverde - Ispiratrice di poeti, questa pianticella vanta svariati generi
/ 09.04.2018
di Anita Negretti

Con il nome generico di ginestra non si indica un solo genere di piante, bensì una tribù che comprende svariati generi, di cui i più noti sono quelli dei Cytisus e delle Geniste.

Amante di terreni aridi, Genista lydia è un arbusto che arriva fino all’altezza di un metro. Ha rami arcuati con piccole foglioline verdi decidue ed è una piccola pianta originaria di Grecia, Turchia e Jugoslavia, dove cresce spontanea sulle rive sassose, assolate e spesso sferzate dal vento. Al momento della fioritura, che avviene tra aprile e maggio la Genista lydia si ammanta di fiorellini giallo intenso, che colpiscono immediatamente lo sguardo se piantata all’interno di aiuole o alla base di siepi miste. Molto apprezzata dalle api, non richiede cure particolari, se non una potatura decisa dopo la fioritura. Durante la quale si interviene tagliando con forbici ben affilate i rami fino a un quarto della loro lunghezza per evitare che diventino legnosi, assumendo poi un aspetto disordinato e poco fiorito.

Dal portamento più compatto, Genista tinctoria «Royal Gold» raggiunge i 60 cm di altezza e il metro in larghezza. Le foglie verde scuro e caduche accompagnano i fiori gialli che si aprono ininterrottamente da aprile fino a metà agosto. Chiamata anche ginestra dei tintori, deve il suo nome al fatto che veniva utilizzata nel passato per creare delle tinte gialle da utilizzare sui tessuti e nei dipinti. Molto utilizzata in giardini rocciosi o per creare macchie di contrasti se abbinata ad altre essenze come lavanda o mirto, si adatta bene anche alla coltivazione in vaso.

Tra le tante ginestre una delle più rustiche e semplici da coltivare è Cytisus scoparius o ginestra dei carbonai; messa a dimora in piena terra nel mese di marzo, predilige terreni calcarei e ben drenati per attecchire con estrema facilità. Deve il suo nome sia all’uso fatto in passato dei suoi rami lunghi e resistenti, i quali uniti in fasci diventavano utili scope, sia all’estrema capacità di colonizzare le piazzole che i carbonai preparavano per accatastare il frutto del loro lavoro. Il fusto angoloso è color verde e cresce diritto, tendendo a divenire legnoso se non potato, le foglie piccole sono di un bel verde prato e i fiori gialli risplendono alla luce primaverile. In autunno i lunghi legumi prodotti da questa ginestra si aprono con forza lanciando nell’aria i suoi semi.

Le ginestre autoctone vengono da un punto di vista botanico classificate come piante pioniere, ovvero in grado di esplorare e preparare i terreni che hanno subito delle mutazioni, come incendi o frane, sminuzzando e ricostruendo il suolo per poi far spazio ad altre piante come i biancospini selvatici, i frassini o le querce.

Se desiderate una vera esplosione di colore, orientatevi sull’acquisto di Cytisus x praecox, un ibrido dalla fioritura spettacolare tutta concentrata nel mese di maggio, dove il metro e mezzo di altezza della pianta viene completamente ricoperto dai fiori.

Accostate esemplari dai colori differenti, come Cytisus albidus dai fiori bianchi o leggermente rosati, mentre se volete dare una nota di cultura ai vostri vasi o al giardino ospitate un esemplare di Spartium junceum, la ginestra comune, che con la sua semplicità unita allo splendore e alla forza della fioritura ha ammaliato molti amanti del giardino e poeti, divenendo la protagonista dell’opera leopardiana La Ginestra, composta nella primavera del 1836 durante una vacanza presso le pendici del Vesuvio, dove la terra nera del vulcano risplendeva del giallo oro di questa ginestra.