Frangivento sempreverdi

Mondoverde - Anche solo per creare un giocoso labirinto: è questo il periodo migliore per impiantare una siepe
/ 17.01.2022
di Anita Negretti

Sono tante le ragioni per cui si sceglie di piantare una siepe nel proprio giardino, al di là dei giocosi labirinti: per limitare i confini della proprietà, per creare uno schermo contro gli sguardi indiscreti, oppure per ripararsi dai rumori esterni. In altri casi vengono utilizzati per separare le diverse aree del giardino, creando ad esempio una zona orto, da tener divisa dalla zona relax, oppure a volte vengono piantate per coprire e nascondere strutture poco estetiche, come magazzini o garage di casa. Alcuni le scelgono, infine, per ripararsi dal vento o più semplicemente per abbellire il proprio angolo verde.

Si può optare per siepi miste o siepi regolari, formate in questo ultimo caso da una sola essenza, come quelle che vedremo tra poco.

Tra le specie più utilizzate troviamo le conifere: sono piante sempreverdi caratterizzate da un fusto diritto centrale, da cui partono i rami; le foglie sono squamiformi o aghiformi, e hanno una crescita rapida. Ne è un esempio Thuja occidentalis «Smaragd» (nella foto): dalle foglie verde brillante, è un’ottima scelta come frangivento, grazie al suo sviluppo fitto e compatto; se piantata a una distanza di 60-80 centimetri tra una pianta e l’altra. Ha una crescita lenta e raggiunge i cinque metri in molti anni, mantenendo sempre una forma elegante.

Un’altra conifera molto usata è x Cupressocyparis leylandii, un ibrido tra Cupressus macrocarpa e Chamaecyparis nootkatensis. Chiamato comunemente cipresso di Leyland, è originario del Nord America e si caratterizza per la sua crescita molto rapida, che gli permette di arrivare in pochi anni ai 15-20 metri di altezza, con una larghezza contenuta dalle potature frequenti. Molto rustico, ha foglie verde scuro e resiste anche agli inverni più rigidi o a zone di forte inquinamento urbano.

Una siepe altrettanto fitta la si può creare con Taxus baccata, il comune tasso, amante sia di sole sia di ombra, e con foglie piccole e bacche carnose color rosso fuoco.

Se invece desiderate un’essenza antintrusione, potete scegliere il ginepro, Juniperus communis, un bell’arbusto che può raggiungere l’altezza di tre metri e dalle foglie aghiformi profumate e pungenti, con frutti blu-violetti dalla forma ovoidale.

Per chi invece preferisse piante a foglia larga, la scelta si amplia ancor di più: la regina indiscussa degli ultimi dieci anni è senz’altro la Photinia x fraseri, un arbusto molto vigoroso della famiglia delle Rosaceae e dalla crescita rapidissima, in grado di raggiungere in pochi anni i 4-5 metri. Presenta foglie sempreverdi, ovali, dalla consistenza cuoiosa, che in primavera e in autunno assumono una brillante colorazione rosso fuoco. Se lasciata libera, questa pianta produce a maggio grossi fiori composti, bianchi e molto profumati; ama vivere in pieno sole e il suo largo impiego è dovuto al fatto che non si ammala di oidio, una malattia funginea che copre le foglie di una patina bianca, come invece succede spesso sul lauro, Prunus laurocerasus, pianta utilizzata fino a una decina di anni fa per recintare e delimitare quasi tutte le abitazioni.

Cambiando tipologia di piante, troviamo i Ligustri, un genere che comprende molte specie adatte a crea- re una siepe, come Ligustrum vulgare, che in 2-3 anni crea siepi molto fitte e resistenti ai geli invernali. Caratterizzati da foglie piccole e da fiori bianchi e profumati, risultano sempre essere una buona scelta per il giardino; altra specie è Ligustrum texanum, disponibile sia con foglia verde sia con foglia variegata, in grado di formare anch’esso siepi sempreverdi alte anche tre metri; altri tipi di ligustri che si trovano facilmente in vendita sono l’ovalifolium, il chinensis e lo japonicum.

Tra tutte le piante adatte a creare barriere verdi, due sono le mie preferite. Il primo è l’indistruttibile alloro, Laurus nobilis, dalle foglie eleganti, l’aroma inconfondibile e la chioma impenetrabile specie se è piantato da qualche anno. Si adatta al pieno sole come all’ombra, fermo e silenzioso rende il giardino strutturato e serio. Mentre l’altra pianta, da me amata per questo genere di schermatura, è il pitosforo (Pittosporum tobira), dal carattere più mediterraneo, che ricorda l’estate, il mare, la salsedine. Fiorisce a maggio con piccoli fiori piatti e raccolti in capocchie più grandi che profumano di arancio, sempreverde: raggiunge lentamente l’altezza di cinque metri se posto in pieno sole; anche le sue foglie sono aromatiche, ma non utilizzabili in cucina.

Dopo aver valutato le vostre preferenze, ricordatevi che il periodo migliore per mettere a dimora le piante è l’autunno-inverno o eventualmente la primavera, anche se scegliendo i mesi più freddi, le piante hanno maggior tempo di ambientarsi nel terreno, pronte a vegetare con vigore la primavera successiva.

Ricordatevi, infine, di informarvi presso il vostro comune per quanto riguarda le distanze da tenere con le altre proprietà, di sistemare alle due estremità della vostra siepe due paletti, e di stendere una robusta corda per fissare tutte le piante appena messe a dimora, evitando così di lasciarle in balia del vento. È indicato tenere una distanza media di 60-80 centimetri tra le piante, per garantire un buono sviluppo di chioma e apparato radicale, concimare a marzo e ottobre con stallatico o concime granulare e, sempre nello stesso periodo, procedere alle potature, senza dimenticare di spruzzare un buon fungicida specie sulle conifere per evitare disseccamenti dovuti ai tagli.