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Danze travolgenti in Alta Franconia

Reportage - Il secondo festival di samba più importante al mondo quest’anno ha marcato presenza online, ma un giorno tornerà per le vie
/ 12.07.2021
di Simona Dalla Valle

Migliaia di ballerini sfrenati al ritmo di una musica allegra, scandita dal rullare dei tamburi e dal suono dei fischietti. A una prima impressione si potrebbe pensare di trovarsi in America Latina, forse siamo al Carnevale di Rio de Janeiro? Basta uno sguardo all’ambiente circostante per capire che no, questi palazzi sono quelli tipici dell’architettura bavarese.

Ma quindi dove ci troviamo? Un mistero presto svelato: siamo a Coburg, una pittoresca cittadina di circa 41mila abitanti situata a poco più di 90km a nord di Norimberga.

Ogni anno, nel mese di luglio, qui si svolge il secondo festival di samba al mondo con i suoi duecentomila visitatori, un evento che da quasi trent’anni si svolge senza interruzione. O quasi. L’edizione del 2020 è stata cancellata a causa dell’epidemia da coronavirus, ma gli organizzatori avevano annunciato che i biglietti acquistati in prevendita lo scorso anno sarebbero rimasti validi per l’edizione del 2021, che ha avuto luogo online dal 9 all’11 luglio. Per dar forza a questa importante e colorata festa, abbiamo voluto ripescare dall’archivio le immagini che ne raccontano la storia dal vivo.
Nato nel 1992 da un’idea folle degli organizzatori Rolf Beyersdorf e Christof Pilarzyk, con il passare degli anni la fama del festival ha viaggiato ben oltre i confini della Germania e nel 2014 a Rio de Janeiro è stato insignito del Premio Edison Carneiro per il miglior evento di samba fuori dal Brasile.

Sono oltre tremila i performer che normalmente diffondono la festosa atmosfera sudamericana tra i vicoli e le piazze della città dell’Alta Franconia, arricchite da una decina di palchi sparsi nel centro dell’antica città ducale per dar vita a programmi ricchi di eventi che spaziano dall’atmosfera medievale dello Steinweg fino ai bucolici Hofgarten; ma il momento clou del festival è sempre l’allegra sfilata di samba di cento gruppi che si svolge la domenica pomeriggio.

Il festival è diventato anche una grande pubblicità per la città, migliorandola a livello di immagine, ma anche stimolandone l’economia: nel 2011 il festival ha ricevuto il premio bavarese per l’esportazione dal Ministero dell’Economia della Baviera. I calcoli dimostrano che nel fine settimana «ballerino» la città bagnata dal fiume Itz guadagna 4,5 milioni di euro in più, a beneficio soprattutto di alberghi e ristoranti. Ciò a dimostrazione di quanto la pandemia è costata anche a questa città, come a tante altre.
Durante il finesettimana del Festival infatti le strade di Coburg sono normalmente invase da bancarelle di articoli di abbigliamento, bigiotteria e accessori tipici, oltre che da stand dove assaggiare cibi prelibati come feijão (a base di fagioli), pasteles (frittelle di pastella accompagnate da carne o formaggio), coxinha (un antipasto simile agli arancini siciliani) e cocktail come la famosa caipirinha.

A far da cornice alle sessioni di danza sono workshop e iniziative di bellezza, oltre a programmi per bambini. E a proposito di bambini, fin dalla sua fondazione il festival ha sostenuto diversi progetti per i bambini di strada in Brasile, spesso abbandonati dai genitori a causa della povertà o di problemi di dipendenze e privi di una rete di assistenza da parte dello Stato.

Ma cosa sappiamo di questa ballo? La samba è uno stile di musica e di danza originario del Brasile e le sue origini si intrecciano alle storie di colonialismo e schiavitù. Si pensa che il nome «samba» derivi da semba, parola dell’Africa occidentale, usata per indicare una spinta dell’ombelico o del bacino, un movimento forse legato alle celebrazioni religiose e comunitarie.

Nel XVI secolo, uomini e donne dell’Africa occidentale furono deportati come schiavi nello stato di Bahia in Brasile dai commercianti portoghesi. Gli schiavi mantennero le usanze della madre patria, compresa la tradizione del tamburo e della danza, nonostante i tentativi dei colonizzatori europei di proibire tali manifestazioni, da loro considerate volgari. Per tutto il XVII e XVIII secolo la musica e la danza sono sopravvissute nelle celebrazioni private di schiavi ed ex-schiavi a Bahia. A metà del XIX secolo il Brasile abolì la schiavitù e i discendenti degli schiavi si trasferirono nelle favelas di Rio de Janeiro, i quartieri più poveri delle colline che circondano la città. Continuarono a ballare a ritmo delle percussioni e svilupparono la samba che si è tramandata fino a oggi a partire da un mix di stili tra cui il maxixe (simile al tango) e la marcha, entrambi brasiliani, l’habanera cubana e la polka tedesca. La prima registrazione della musica samba, avvenuta nel 1914, la portò a un più ampio riconoscimento.

A partire dagli anni Venti e fino all’apice dell’era radiofonica degli anni Trenta si assistette a una predilezione della melodia sul ritmo, con risultati più lenti e romantici, portando al sottogenere del samba-canção. Negli anni Cinquanta, nei morros, le zone povere delle colline, iniziò a svilupparsi uno stile più percussivo e ritmato; inizialmente chiamato samba de morro che diventò noto in seguito come samba-de-batucada ed enfatizzava i suoni poliritmici di più strumenti a percussione. Questa potente forma musicale sarebbe diventata col tempo il ritmo del carnevale di Rio, la cui diffusione avvenne grazie a gruppi organizzati ancora oggi conosciuti come escolas de samba (scuole di samba). In realtà questi gruppi sono più simili a comunità fraterne e ancora oggi rappresentano alcune delle più importanti istituzioni culturali del paese. Le escolas si preparano praticamente tutto l’anno per la sfilata del carnevale, e i membri si esibiscono in sfilate adornati da costumi elaborati.

Con lo sviluppo della bossa nova alla fine degli anni Cinquanta, l’enfasi si spostò verso gli aspetti melodici e vocali del samba in uno stile più lento e romantico la cui popolarità crebbe con artisti come Antonio Carlos Jobim e João Gilberto.

Negli anni Settanta la samba vide la sua ascesa nell’era della MPB (música popular Brasileira) quando artisti come Milton Nascimento, Djavan e Ivan Lins modernizzarono lo stile più dinamico della batucada con l’armonia e la strumentazione contemporanea, fondendo la samba con il rock, il jazz e altre forme, e portando finalmente lo stile nella musica mainstream.

Si tornerà ballare… e l’anno prossimo ricorrerà il suo trentesimo anno dalla fondazione.