Dalla parte delle mimose

Mondoverde - Il modo migliore per far durare l’importanza del messaggio sottolineato dalla Festa delle donne è prolungare la vita del simbolo dell’otto marzo
/ 07.03.2022
di Anita Negretti

Tutti sanno che il simbolo della Festa della donna è la mimosa, venduta in pianta, in mazzetti o confezionata insieme ad altri fiori recisi.

Ma come coltivare al meglio questa pianta e come far durare il più a lungo possibile i suoi fusti una volta recisi, e con essi il messaggio di cui si fanno ambasciatori? Acacia dealbata è il nome botanico di questo piccolo albero sempreverde che in natura ha il portamento ad arbusto, con rami che spuntano direttamente dal terreno, mentre in commercio si trovano prevalentemente a forma di albero, con un solo fusto che andrà a raggiungere i quattro-cinque metri d’altezza.

Appartenente alla famiglia delle Fabacee, ha origini lontane: arriva infatti dall’Australia, sebbene sia poi riuscita ad ambientarsi bene lungo le coste più meridionali dell’Europa, creando ampi gruppi di mimose selvatiche che fioriscono dalla fine di febbraio e per tutto marzo. Ama, infatti, i climi miti, per questo risulta un po’ azzardato coltivarla alle nostre latitudini. Ma se trovate un angolo assolato e ben riparato accanto a un muro, è possibile metterla in piena terra, avendo però l’accortezza di fasciarla con del tessuto non tessuto durante gli inverni più freddi, per evitare che i boccioli brucino a causa del gelo.

I grappoli gialli che tanto fanno allegria non sono dei veri fiori, ma infiorescenze sferiche, formate da piccolissimi fiorellini di colore giallo canarino, profumati e molto decorativi. Le foglie, sempreverdi, sono invece simili a delle leggere piume, essendo formate da minuscole foglioline tenute tutte vicine e dal bel colore grigio argenteo.

La corteccia, ben visibile, è di colore verde oliva, ciò permette di creare un ottimo contrasto con le foglie, mentre in estate è possibile trovare sulle piante i frutti, che sono lunghi baccelli verdi contenenti i semi.

I fiori, una volta recisi, durano pochi giorni, a volte solo alcune ore poiché tendono a seccarsi rapidamente; un trucco per farli durare più a lungo consiste nel ripulire da fiori e foglie almeno gli ultimi cinque-sei centimetri della base del rametto e martellare delicatamente il fusticino sfibrandolo in modo tale che riesca ad assorbire più acqua possibile; utilizzate acqua tiepida, non troppo fredda e cambiatela ogni giorno.

Le fortunate che riceveranno in regalo un’intera pianta di mimosa, dovranno collocarla all’esterno in vaso o in piena terra, utilizzando un buon terreno fresco, ben drenato e ricco di concime organico.

Oltre alla posizione riparata, bisognerà prestare attenzione alle bagnature, che dovranno essere costanti, lasciando la terra sempre leggermente umida specie da marzo a ottobre e procedendo con le classiche due concimazioni annuali (febbraio e ottobre) con concime a lenta cessione o stallatico maturo.

Quando la pianta avrà raggiunto un buono sviluppo, si potrà procedere con la potatura che deve essere eseguita preferibilmente verso aprile-maggio, per aiutare la pianta a mantenere la sua chioma globosa.