Dal Ticino al Giura a cavallo

Turismo sostenibile - Una lunga passeggiata che desidera promuovere una mobilità lenta e in armonia con l’ambiente
/ 17.07.2017
di Roberta Nicolò

Andare da Bogno a Saignelégier a cavallo lungo i sentieri della Svizzera. Un viaggio come si faceva in passato attraversando boschi e montagne per godere la natura. Una lunga passeggiata che vuole rinsaldare il legame tra il territorio e i cittadini e promuovere una mobilità lenta e in armonia con l’ambiente, con il fine di delineare un nuovo tipo di sviluppo turistico. È l’idea nata in seno all’Associazione Tarpan, che ha sede proprio nel Comune della Val Colla, e che da anni si occupa di creare esperienze per riflettere su vari aspetti della vita attraverso il rapporto con il cavallo.

«In Ticino non abbiamo una grande cultura equestre. L’equitazione sembra essere legata per lo più a concorsi di salto» dice Bruno Brughera, segretario dell’Associazione Tarpan «ma in Svizzera sono circa 150mila i cavalli registrati, dei quali solo il sette per cento partecipa a concorsi. Questo significa che la maggior parte degli amanti dell’equitazione desidera passare il proprio tempo libero occupandosi del rapporto con l’animale o facendo delle passeggiate nel verde. Il cavallo offre la possibilità di interagire a più livelli ed è utile nello sviluppo di attività sociali a sfondo educativo e terapeutico. Sono molte le piccole realtà equestri presenti in Ticino. Scuderie che hanno due o tre cavalli, ma che rappresentano un grande potenziale per lo sviluppo di una nuova filosofia di turismo. Un approccio diverso, che metta il territorio e il rispetto del cavallo al primo posto e che aiuti a promuovere il concetto di salvaguardia ambientale come bene comune».

Su queste basi, l’associazione Tarpan, animata anche dal legame di amicizia nei confronti del Giura, ha scelto di organizzare la traversata della Svizzera a cavallo raggiungendo il Marché-Concours di Saignelégier: quindici giorni, con tappe che non affaticheranno particolarmente i cavalli. La partenza da Bogno è prevista per sabato 22 luglio mentre l’arrivo a Saignelégier, per mercoledì 9 agosto. Tra gli scopi dell’iniziativa anche quello di monitorare l’accessibilità dei sentieri «e dei percorsi per la mobilità lenta. Inoltre si cercherà di incentivare le fattorie, le scuderie e gli enti preposti ad aprirsi e organizzarsi per sostenere lo sviluppo del turismo equestre in Ticino. Investire su un turismo lento, che incoraggi i cavalieri, potrebbe offrire nuove opportunità di sviluppo economico e sarebbe utile al sostegno di un escursionismo ecologico e attento alla salvaguardia ambientale. 

Tutta la mobilità slow favorisce il contatto tra uomo e natura e, inserire in questo rapporto un elemento di mediazione come il cavallo, stimola questo concetto e incrementa l’offerta già presente sul nostro territorio. Per poter incoraggiare gli investimenti in questo senso occorre, però, avere una mappatura chiara della situazione dei sentieri della nostra regione. Facendo dei sopralluoghi ci siamo resi conto che in Ticino molti sentieri non sono di facile accesso per i cavalieri. Per esempio, dal Motto della Croce a Gola di Lago puoi passare solo a piedi. È un tratto che un cavallo, se non è molto esperto, non può percorrere. Al Piottino invece ci siamo trovati davanti un sentiero franato. In altre zone del Ticino sei confrontato con dislivelli troppo ripidi. La nostra lunga passeggiata dovrà quindi percorrere dei tratti sul fondovalle, ma ci permetterà di costruire una carta chiara delle potenzialità presenti sul territorio e della mole di investimenti necessari al nostro Cantone per dotarsi di tutte le vie necessarie». 

L’Associazione Tarpan non è solo attenta al territorio, ma sostiene da sempre una visione di armonia con l’animale che sia rispettosa della sua natura, incentivando la ricerca di un rapporto sano. Una filosofia che non vuole soltanto ricordare la possibilità di una vacanza immersi nella natura, ma che desidera anche mettere in luce la rilevanza della scelta del cavallo adatto a questo tipo di attività all’aria aperta.

«È importante notare un altro aspetto legato a questa iniziativa, ovvero l’importanza della relazione tra territorio e specie animale. Alle nostre latitudini e con il clima che troviamo in Svizzera, la razza di cavalli più idonea è proprio quella allevata nel distretto Franches-Montagnes, di cui Saignelégier è capoluogo. 

Ecco perché la nostra meta è la cittadina nel cuore del Giura. Negli ultimi anni gli allevatori del Freiberger, la razza di cavalli originaria di quella regione, hanno avuto difficoltà a mantenere e promuovere questa specie. Il Freiberger è un cavallo rustico, energico e docile ed è particolarmente adatto al territorio montano. 

È, infatti, già utilizzato per il turismo equestre proprio per le sue doti. Il nostro viaggio sarà fatto con tre cavalli autoctoni di questa razza, perché riteniamo fondamentale ricordare che ogni animale deve essere rispettato per la sua peculiarità. Rendere lo stile di vita del cavallo domestico il più possibile simile a quello che l’animale condurrebbe in natura è importante. Il valore aggiunto del nostro approccio, rispetto alle prassi convenzionali, è dato dalla consapevolezza che il benessere del cavallo è l’aspetto principale per qualsiasi attività che si vuole intraprendere. Dotarsi in primo luogo di cavalli idonei alle lunghe passeggiate tra i boschi è quindi una buona prassi per chi desidera praticare questa attività nel modo corretto» chiarisce Brughera.