Con la casacca dei Ticino Bulls

Altri campioni - Il giocatore di basket in carrozzella Alan Mazzolini racconta la sua esperienza sportiva
/ 16.05.2022
di Davide Bogiani

Applausi, coreografie, incitamenti. L’atmosfera è decisamente vivace. L’entusiasmo è contagioso. Gli Amici dei Ticino Bulls cantano e ballano e spronano i giocatori della squadra del cuore a essere ancora più incisivi, diretti e determinati soprattutto nelle fasi offensive del gioco.

Il tabellone indica una differenza di sei canestri a vantaggio degli avversari, in trasferta dal Canton Lucerna alla palestra del Palabasket a Bellinzona per sfidare i padroni di casa nel Campionato svizzero. Ma i Ticino Bulls non mollano: gli incitamenti dei fans riempiono il campo di un piacevole frastuono. Anche i giocatori ci mettono del loro, mescolando le proprie voci secche e atletiche con il fracasso metallico degli scontri tra i giocatori. Sì, metallico, perché quando le carrozzelle di basket si scontrano e sbattono l’una contro l’altra per bloccare gli avversari nelle rispettive fasi di gioco, fanno questo rumore. Il basket in carrozzella dà spettacolo, e lo fa con una squadra ticinese, quella dei Ticino Bulls (che fa parte del Gruppo paraplegici Ticino), che ancora una volta tira fuori dal proverbiale cilindro una miscela di tecnica e tattica tali da spingerli alla rincorsa del titolo di campioni svizzeri.

Tra i giocatori, vi è anche Alan Mazzolini. Lo abbiamo incontrato a fine partita. Il 39enne di Chiasso, rimasto paralizzato alle gambe nell’aprile del 2000 a causa di un incidente, si è avvicinato a questo sport molti anni fa, dopo il rientro dal suo percorso riabilitativo svoltosi al Centro per paraplegici di Nottwil. «Sì, è andata così» ci spiega Mazzolini. «Per mia fortuna ho conosciuto un ragazzo che giocava a basket in carrozzina nel Gruppo paraplegici Ticino e mi sono quindi sempre più appassionato a questa disciplina sportiva».

Da allora la carriera sportiva di Alan Mazzolini è in continua accelerazione. Solo un anno dopo l’incidente, l’atleta prende parte al Campionato svizzero di basket in carrozzella. Trascorre qualche mese, e a soli 18 anni approda in nazionale svizzera, fino a quando alcune squadre italiane mettono gli occhi su di lui. Mazzolini per un periodo milita quindi anche nel Campionato italiano, per poi rientrare con la casacca della squadra del cuore, quella dei Ticino Bulls.

Ma vediamo in che cosa consiste il basket in carrozzella: «Si tratta di uno sport molto fisico e di contatto, con frequenti scontri tra i giocatori. Tuttavia, la sicurezza viene garantita grazie all’utilizzo di speciali carrozzelle, che sono molto diverse da quelle di tutti i giorni. La loro caratteristica principale è la campanatura delle ruote, che permette maggiore stabilità e agilità nei movimenti. Inoltre le due rotelline davanti e dietro evitano il ribaltamento all’indietro e in avanti. Infine una sorta di parafango anteriore attutisce i continui contrasti fra i giocatori. Ciascuna carrozzella è fatta su misura dell’atleta in base alla sua disabilità ed è munita di cinture per evitare che negli scontri o nelle cadute si possa essere sbalzati fuori dalla sedia».

Basket in carrozzella e per normodotati: cerchiamo di capirne meglio le differenze: «In realtà fra il basket in carrozzella e quello per normodotati c’è poca differenza, ci spiega il giocatore dei Ticino Bulls. Si gioca cinque contro cinque, l’altezza dei canestri è di 3,05 metri, il campo è quello da basket con l’area dei due punti, il tiro libero e la linea dei tiri da tre. Il tempo di gioco è di 40 minuti in quattro quarti da 10 minuti ognuno. Le differenze sono sostanzialmente nei punteggi di ogni singolo giocatore. In base alle disabilità di ciascun atleta – continua Alan Mazzolini – viene stabilito un punteggio chiamato classificazione del giocatore, cha va da zero a cinque. La somma dei cinque giocatori in campo non deve superare in 14,5 punti. Con una classificazione da 0 a 1,5 si intende giocatori con poca mobilità della parte superiore del corpo e quindi con una lesione della colonna vertebrale alta. Dal 2 al 3 la mobilità superiore è più elevata in quanto la lesione spinale è più bassa e questo permette di usufruire meglio della parte superiore del corpo. Invece dal 3,5 al 5 normalmente sono le disabilità meno d’impatto sulla mobilità, come ad esempio un’amputazione di una gamba, poliomielite o altre problematiche. Il 5 viene attribuito a chi non ha una disabilità; questo significa che una persona che cammina normalmente può giocare al basket in carrozzella».

Per quanto concerne le regole, le differenze sono minime rispetto a quelle osservate nel gioco per i normodotati. I passi nel basket in carrozzella equivalgono alle spinte in carrozzella. Quindi, dopo due spinte occorre palleggiare, oppure passare la palla o tirare a canestro.

Mazzolini rientra finalmente negli spogliatoi, accompagnato dagli applausi della tifoseria dei Ticino Bulls. Assieme a lui rientra tutta la squadra, formata da giovani leve, ex giocatori di basket per normodotati e da giocatori più navigati. Al seguito, lo staff: allenatori, massaggiatori e aiutanti.

Ma non finisce qui: ad accompagnare Alan Mazzolini nello spogliatoio sono anche i suoi obiettivi sportivi, ovvero anzitutto quello di partecipare a un Campionato europeo con la casacca della nazionale svizzera e, un giorno, forse nemmeno troppo lontano, quello di prendere parte alle paralimpiadi o ai mondiali. Un po’ di Ticino alle prossime paralimpiadi di Parigi o Los Angeles? È il nostro augurio, per i Ticino Bulls e per gli Amici dei Ticino Bulls.