Arriva l’estate con la Lagerstroemia

Mondoverde - Chiamata anche lillà delle Indie, il suo colore contiene molte «sfumature di rosso», dal rosa al viola, a dipendenza della varietà
/ 06.06.2022
di Anita Negretti

Quando i primi fiori a forma di pannocchia cominciano a schiudersi è ormai luglio, la stagione calda è nel suo massimo splendore e molte piante sono già sfiorite, ma non lei, la lagerstroemia, che aspetta proprio il solleone per decorare aiuole, viali e vasi.

Originario della Cina, questo arbusto, spesso coltivato ad alberello, appartiene alla famiglia delle Lythraceae e da molti anni viene coltivato anche al sud d’Europa per via delle sue esigenze minime e della fioritura appariscente. Il fogliame verde scuro appare in tarda primavera, negli ultimi giorni di aprile, dopo aver lasciato ben in vista la corteccia color cannella di tronco e rami, per tutta la stagione invernale.

Il periodo migliore per metterla a dimora è l’autunno, ma io vi consiglio di attendere i primi di luglio, per accertarvi dell’effettivo colore della lagerstroemia che state acquistando. Vi sono infatti molte varietà con tonalità molto simili tra loro e per andare a colpo sicuro, meglio accertarsi di persona del colore.

Queste belle piante, chiamate anche lillà delle Indie, possono esser coltivate sia in piena terra sia in vaso, con un terriccio ricco di humus e una annaffiatura abbondante almeno una volta alla settimana, specie per le piante in vaso, garantendo così una fioritura continua per l’estate.

In marzo e ottobre si interviene con una concimazione. In questo senso è da preferire quella con stallatico o con concime granulare a lenta cessione. Sempre a inizio primavera, tra febbraio e i primi giorni di marzo, si deve intervenire con una potatura forte: i rami che hanno fiorito l’estate precedente si accorciano di due terzi, secondo la loro lunghezza, lasciando solo uno-due speroni dalle ramificazioni principali e togliendo in ogni caso quelle eccessivamente fini.

Questa tecnica stimola la formazione di nuove gemme fiorali, inoltre così facendo verranno tolti i polloni e i succhioni lungo il tronco principale delle lagerstroemie allevate ad alberello. Si può decidere anche di lasciarla crescere a forma libera, con un portamento ad arbusto: se non potata, avrà una chioma un poco disordinata e fiori più piccoli, ma ugualmente belli.

Coltivata in pieno sole e all’aria, si scongiura il problema dell’attacco di oidio, un antiestetico fungo che crea una patina grigiastra sulle foglie e che viene trattato alla sua comparsa con prodotti a base di zolfo.

La scelta della varietà è chiaramente soggettiva, ma se volete differenziarvi dalle classiche bianche e rosa, vi consiglio di cercare la Lagerstroemia «Petit Red», una varietà dal portamento tondeggiante, con pannocchie rosse e con uno sviluppo ridotto, ideale da utilizzare in vaso, visto che da adulta la sua altezza massima si assesta sul metro e cinquanta centimetri. Vi è addirittura la versione più piccola, la «Nana Petit Red», che con i suoi ottanta centimetri diventa un arbusto da bordura, da inserire in aiuole sotto alle fronde di alberi più alti.

La varietà «Dynamite» ha anch’essa fiori rossi ed è arrivata sul mercato da pochi anni, è originaria del nord America dove è stata ibridata: ha pannocchie numerose, lunghe fino a venti centimetri rosso carminio vivo, raggiunge l’altezza di quattro-cinque metri, ed è ideale per giardini di piccole e medie dimensioni.