Al via un esercito di agenti

Viaggiatori d’Occidente - Prepariamoci al «più grande boom di viaggi che il mondo abbia mai visto», ma con cautela e senso etico
/ 03.05.2021
di Claudio Visentin

Un cauto ottimismo si diffonde tra i viaggiatori, sia pure con alti e bassi. Grazie ai vaccini la diffusione del Covid-19 si ridurrà fortemente, con meno probabilità d’ammalarsi e meno rischi di nuove varianti, spiegano gli esperti. A quel punto, ma solo allora, si potrà viaggiare senza timore d’infettarsi o d’infettare gli altri. Ci sono infatti anche implicazioni etiche: un Paese povero potrebbe aprire troppo presto i suoi confini spinto dal bisogno e sta a noi capire quando è il momento giusto per andarci (risposta: forse non ora, ma probabilmente tra non molto).

«Quando buona parte della popolazione mondiale sarà vaccinata, preparatevi ad assistere al più grande boom di viaggi che il mondo abbia mai visto» sostiene Konrad Waliszewski, cofondatore e amministratore delegato dell’app Tripscout, portando a sostegno della sua tesi la domanda compressa da un anno di blocco e l’aumentata flessibilità del lavoro a distanza.

Negli Stati Uniti gli agenti di viaggio stanno tornando in servizio in massa, dopo aver toccato il fondo: nel 2020 il giro affari è calato di oltre l’80% e il 60% del personale è stato licenziato. La professione dell’agente di viaggio era da tempo in lento declino, insidiata dalla diffusione delle prenotazioni online, ma ora la vecchia clientela è tornata compatta insieme a molti nuovi clienti.

Infatti l’epidemia ha introdotto una moltitudine di regole e restrizioni in costante e rapido cambiamento (protocolli di sicurezza, vaccini, assicurazioni sanitarie, frontiere chiuse, annullamenti, rimborsi eccetera) che solo un esperto agente di viaggio sempre aggiornato riesce a gestire. Uno di loro, Wendy Burk (La Jolla, California), racconta: «Alcuni clienti ci chiamano un quarto d’ora dopo il secondo vaccino, appena sono sicuri di non avere una reazione allergica, e gridano al telefono: “Prenotami qualsiasi cosa!”».

Volete un’ulteriore prova? I biglietti aerei di solito sono acquistati con largo anticipo e quindi il loro prezzo è un buon indicatore degli umori del pubblico. Negli Stati Uniti le tariffe di maggio 2021 sono ancora di poco inferiori a quelle del 2019 ma avanzando nell’estate la differenza quasi si annulla. Un segnale importante, sia pure tenendo conto della minore offerta (oggi sono disponibili 850 rotte internazionali rispetto alle 1400 dell’aprile 2019).

Il «Washington» Post parla di revenge travel, un impaziente desiderio di rivalsa, di tornare a viaggiare dopo mesi di frustrante immobilità. Quasi tutti sono d’accordo ma molti preferiscono sostituire la parola «restauro» a «vendetta». Siamo appena usciti dalle quattro mura delle nostre case, quasi abbagliati dalla luce del giorno, e prima di rifarci delle passate privazioni abbiamo bisogno di ritrovare un equilibrio, di curare le ferite dell’anima. Viaggiare è un movimento d’apertura, offre l’opportunità di rompere la routine adottata per sopravvivere alla pandemia e sfuggire ai pensieri ossessivi coltivati durante la quarantena. Abbiamo bisogno di tutta la bellezza e l’umanità del mondo là fuori.

Questo slancio però deve fare i conti con la realtà. Nel Regno Unito, il Paese per tradizione più incline ai viaggi, le prime dieci località con il maggior aumento di ricerche in rete sono ancora tutte all’interno dei confini nazionali. In particolare la piccola cittadina gallese di Saint Clears ha avuto il suo momento di celebrità registrando il miglior risultato; e considerate che la principale attrazione sono le poche e incerte rovine di un castello normanno dell’XI secolo. Insomma dall’altra parte dell’Atlantico c’è ancora aria di Staycation: se non proprio vacanze nel giardino di casa, timide esplorazioni delle campagne circostanti.

I più avventurosi sperimentano la variante della Seacation (il termine è stato coniato da Princess Cruises), ovvero crociere intorno alle coste inglesi invece dei più esotici Caraibi o del Mediterraneo. L’agente di viaggio Stefan Shillito, specializzato nel segmento del lusso, osserva stupito: «Me le chiedono con entusiasmo anche clienti che sono stati dappertutto, dall’Amazzonia all’Antartide». Il viaggio inaugurale della nave «Iona» di P&O Cruises sarà verso l’isola delle Ebridi (Scozia) dalla quale prende il nome. Qui probabilmente, intorno all’anno Ottocento, fu scritto il celebre Libro di Kells, un meraviglioso manoscritto miniato sfuggito poi alle razzie e ai saccheggi dei vichinghi. Dopo questa immersione nella storia medievale − bellissima, ma di solito non proprio la prima richiesta dei crocieristi − «Iona» cercherà il sole e l’Oriente… sul lato francese del canale della Manica. Un’altra storica compagnia di navigazione, Cunard, propone i «Viaggi del sole», sempre nei mari inglesi però, dove di sole ce n’è pochino e per questo il capitano della maestosa Queen Elizabeth deciderà la rotta giorno per giorno sulla base delle previsioni meteorologiche.

In tutte queste proposte la tecnologia aiuta a limitare i rischi con imbarco senza contatto, accesso senza chiave alla cabina eccetera. Perché accanto all’ottimismo e alla voglia di partire c’è ancora tanta, tanta prudenza.