«L’Europa è solo a un sogno di distanza», manifesto pubblicitario Pan Am del 1956 (Delta Flight Museum)

Acrobazie in cabina

Viaggiatori d’Occidente - Alla ricerca di un nuovo galateo del volo
/ 11.12.2017
di Claudio Visentin

È tornato in circolazione un video promozionale del 1958 (http://bit.ly/2AgJDJj) realizzato dalla compagnia Pan Am (Pan American World Airways). L’anno precedente il numero dei passeggeri trasportati in aereo attraverso l’Atlantico aveva per la prima volta superato quello delle grandi navi di linea, decretando il loro irreversibile declino. C’era l’entusiasmo e la rilassatezza dei nuovi inizi. Per esempio si poteva viaggiare senza documenti d’identità, presentandosi all’aeroporto una mezzora prima della partenza, accompagnati al gate da amici e parenti. Solo nel 1973 furono introdotti i controlli di sicurezza, ma rimasero assai rilassati sino all’attentato dell’undici settembre 2001.

Torniamo al nostro video Pan AM, con scene della vita a bordo di un grande aereo di linea durante una traversata atlantica: i passeggeri pranzano con diverse portate e in un salottino conversano amabilmente, fumano o giocano a scacchi. La voce narrante sottolinea la completa assenza di vibrazioni nonostante l’aereo viaggi a oltre mille chilometri l’ora. Colpisce soprattutto l’abbondanza di spazio a disposizione, tra le file di poltrone, negli ambienti comuni, nei bagni spaziosi. Naturalmente questo privilegio aveva un prezzo: un viaggio di sola andata dagli Stati Uniti all’Europa poteva costare tremila dollari di oggi. Anche per questo bastava salire la scaletta di un aereo per sentirsi parte del Jet Set, il bel mondo elegante che faceva colazione a New York e pranzava a Parigi e Roma.

Negli anni Settanta i Jumbo Jet aprirono i cieli a milioni di passeggeri a prezzi sempre più ragionevoli. Il simbolo di quell’epoca è il grande Boeing 747, la «regina del cielo», impiegato per la prima volta nel 1970; proprio in questi giorni le grandi compagnie li stanno gradualmente ritirando dal servizio per sostituirli con modelli più efficienti ma anche decisamente meno spaziosi.

In quegli anni non si avvertiva l’esigenza di particolari regole di condotta, di un galateo del viaggio aereo. Semplicemente l’abbondanza di spazio permetteva di applicare le stesse regole di buona educazione utilizzate a terra. Ma negli anni Novanta le compagnie low cost, Ryanair ed Easy Jet, hanno completamente cambiato il significato del viaggio aereo. Attraverso la radicale compressione dei costi sono riuscite a offrire tariffe minime rendendo il volo accessibile a tutti: secondo la IATA (International Air Transport Association) nei prossimi vent’anni il numero dei passeggeri trasportati raddoppierà. Ma inevitabilmente lo spazio e i servizi a bordo sono stati ridotti al minimo, anche nelle compagnie aeree tradizionali; e il tono della vita a bordo è scaduto parecchio rispetto all’austera eleganza degli anni Cinquanta.

Gli episodi più stravaganti si succedono a ritmo serrato. Pochi giorni fa un volo Qantas da Canberra a Melbourne ha dovuto interrompere il decollo e tornare al gate perché un passeggero si è rifiutato di spegnere il suo tablet. Un volo Qatar Airways tra Doha e Bali ha invece dovuto atterrare quando una donna ha utilizzato il dito e le impronte digitali del marito addormentato per accedere al suo smarphone, dove ha trovate ampie prove di infedeltà coniugale; la moglie tradita ha poi scatenato un putiferio, tanto che la coppia è stata sbarcata a Chennai, India, a cinquemila miglia di distanza dalla loro destinazione. Desta invece quasi simpatia l’anziana signora cinese che prima della partenza del volo China Southern Airlines da Shanghai a Guangzhou ha gettato nove monete nel motore per propiziare un volo fortunato. Naturalmente i meccanici hanno dovuto smontare e ispezionare attentamente la turbina con un inevitabile ritardo di ore.

Ecco perché si cercano nuove regole per la convivenza a bordo in spazi serrati. Il quotidiano inglese «The Telegraph» ha cercato di fare chiarezza. La questione riguarda soprattutto i voli di qualche ora, per i lunghi viaggi intercontinentali è richiesto inevitabilmente un maggior grado di sopportazione.

Volete mettervi alla prova? E allora pensate a cosa fareste in queste diverse situazioni. Per esempio avete il posto vicino al finestrino, dovete andare in bagno ma il vostro vicino dorme di gusto: svegliarlo o scavalcarlo con un’agile manovra? E cosa succede se si sveglia proprio mentre siete su di lui? Meglio forse concordare le diverse possibilità prima che si addormenti? Secondo un recente sondaggio di British Airways, l’80% dei passeggeri considera accettabile svegliare il vicino, ma (precisa il 40%) solo una volta per viaggio.

Un’altra questione toccata dal sondaggio: a chi appartengono i braccioli? Ciascuno il suo, si potrebbe pensare, ma molti ritengono che il passeggero nel posto centrale dovrebbe poterli utilizzare entrambi, visto che è chiaramente il più svantaggiato, senza la vista di chi sta al finestrino né la comodità di movimento del posto nel corridoio.

Si possono togliere le scarpe? Il 78% dei viaggiatori inglesi (e il 60% degli americani) è favorevole. Quasi tutti pensano invece che togliere anche le calze… no, proprio non si fa.

E se il vicino russa pesantemente? Il 66% del campione preferisce pazientare ma anche qui si fanno sentire diverse sensibilità nazionali, e gli inglesi sono molto più inclini degli americani a svegliare il disturbatore con un tocco apparentemente accidentale.

Dovreste fare un poco di conversazione con chi vi sta accanto? La questione fu posta già ai tempi della ferrovia e non è mai stata risolta. Ma sugli aerei la disponibilità e l’interesse per il dialogo sembra essere minore, dal momento che una larga maggioranza degli intervistati (83%) preferisce essere lasciata in pace dopo un saluto e un sorriso di convenienza al momento di prendere posto.

E se avete contemporaneamente un posto al finestrino, un passeggero di mezzo chiacchierone e un altro addormentato nel sedile sul corridoio? Siete finiti nella peggiore combinazione possibile e state forse scontando qualche peccato compiuto in una vita precedente: questioni di karma.