Le complesse operazioni di inversione della direzione del treno a Milies (Dimitris Vetsika)

A due passi da Volo, il trenino del Pelio

Tra natura e mitologia in Grecia, nelle terre dei centauri
/ 01.02.2021
di Simona Dalla Valle

Tra le affollate vie del centro di Volo, capoluogo della prefettura di Magnesia e terzo porto greco dopo Pireo e Salonicco, si respira un’aria rilassata. Innumerevoli sono le tsipouradika, cuore e anima della città, taverne dove si svolge il rituale dello tsipouro. Si tratta di una delle tradizioni culturali della zona, un distillato prodotto dal mosto d’uva con il 40-45% di alcool. Gli antipasti, o mezes, non si ordinano mai ma vengono serviti in automatico, a seconda della quantità di bevanda consumata. All’inizio arrivano sottaceti e torte salate, seguono poi frutti di mare in un’escalation di prelibatezze: all’aumentare del consumo arrivano gli antipasti più sofisticati e costosi.

Per risalire alle origini dell’usanza bisogna fare un passo indietro. Nel triennio 1919-1922, tra Grecia e la Turchia di allora vi fu un’aspra guerra da inquadrare all’interno degli sforzi turchi per l’indipendenza. Al termine della guerra la Turchia ottenne all’incirca i confini attuali, mentre la Grecia, sconfitta, dovette fare i conti con grandi sconvolgimenti nell’intero Paese. Nel 1923 fu firmato il trattato di Losanna, che di fatto sanciva la deportazione di quasi due milioni di civili in due movimenti opposti: uomini e donne di fede cristiana furono trasferiti dalle antiche regioni della Ionia e del Ponto in Grecia, mentre i membri della comunità islamica di Creta e altre zone della Grecia furono espulsi dal territorio e mandati in Turchia. Questo episodio è ancora oggi noto come «scambio» e sebbene abbia provocato violenti scontri in entrambe le nazioni, ha condotto anche a interessanti commistioni culturali. La tradizione dello tsipouro è una di queste, portata a Volos dai rifugiati dell’Asia Minore che si stabilirono in città dopo il 1923. A mezzogiorno, dopo il lavoro, si riunivano nella kafeneia del porto e bevevano il loro tsipouro, che accompagnavano con i mezes. Questa divenne ben presto un’abitudine quotidiana sia per la gente del posto che per i visitatori.

Volo è una destinazione della Grecia continentale incorniciata dalle onde del mare e dall’aspro sfondo del Monte Pelio. Un’area incantevole dove si incontra la linea ferroviaria che collega Ano Lechonia, a 12 km da Volo, al villaggio di Milies.

Alle 10 di mattina, orario di partenza del trenino, la stazione ferroviaria di Ano Lechonia è in fermento. Il minuscolo paese è il punto di inizio di un percorso all’insegna di storia e pae-saggio, con una natura così rigogliosa da sembrare magica. Il fischio del controllore segna l’inizio di un viaggio indimenticabile di 90 minuti.

La ferrovia a scartamento ridotto di soli 60 cm (una delle più strette al mondo!) ospita la locomotiva e i quattro vagoni del cosiddetto Μουτζούρης (il cui significato è macchiato, imbrattato): il soprannome del treno deriva da un gioco di carte tradizionale. La persona che perde – quella rimasta con una carta alla fine del gioco – deve essere «imbrattata» con il carbone.

Lo storico trenino percorreva un tempo l’intera distanza da Volo, e il tratto fino ad Ano Lechonia fu completato nel 1896. Il tratto finale fino a Milies fu costruito e messo in funzione soltanto nel 1903. Il paesaggio montuoso tra Ano Lechonia e Milies, lungo soli 16 km, è ricco di una vegetazione lussureggiante formata per lo più da platani, querce, ulivi e pini. L’altitudine e la ridotta velocità del treno, che raggiunge al massimo i 20km/ora, permettono una vista spettacolare sul Golfo Pagaseo e sulla natura circostante, oltre che sulla raffinata architettura ferroviaria fatta di ponti antichi e tunnel maestosi.

Tra questi vi sono il ponte a cinque arcate di Kalorema e il grande ponte in metallo di Taxiarchiso, noto anche come «ponte di De Chirico»: il suo progettista fu infatti Evaristo De Chirico, padre del pittore Giorgio, che nacque proprio a Volo. Qui si assiste a un’opera di ingegneria piuttosto unica perché il treno attraversa un ponte dritto, ma i binari che vi si trovano sopra sono in realtà curvi.

L’ingegnere supervisionò la costruzione dell’intera ferrovia, iniziata nel 1892. L’opera del padre fu destinata in seguito a ispirare e accompagnare i dipinti del figlio, in molti dei quali è presente la figura di un piccolo treno, spesso seminascosto dietro a muri e arcate.

Una volta arrivati a Milies si può assistere alle complesse operazioni di inversione della direzione del treno. Nel villaggio si possono ammirare la biblioteca pubblica, una delle più antiche in tutta la Grecia, e la cappella di Taxiarchis, che si raggiunge percorrendo un sentiero scavato nella roccia. Alla base della stessa roccia si trova la grotta del centauro Chirone.

Ma chi era costui? Oltre alla sua bellezza dal punto di vista naturalistico, la terra del Pelio è arricchita dal fascino della mitologia ed è da qui che bisogna partire per apprezzare del tutto questi luoghi. Soprannominato «il saggio», secondo la mitologia greca Chirone era il tutore e guaritore dei centauri, creature a metà tra uomini e cavalli. Fu lui a donare ai genitori di Achille la lancia utilizzata dall’eroe nel corso della guerra di Troia, con la quale poteva curare le ferite che essa stessa provocava.

Il mito racconta che nei fitti boschi alle pendici del monte Pelio vivevano i centauri, ma la montagna fungeva anche da dimora estiva per le dodici divinità dell’Olimpo. Proprio questa zona fece da teatro alla più famosa leggenda sui centauri, la Centauromachia: una feroce battaglia tra le creature semiumane e il popolo dei Lapiti per difendere Ippodamia dalla violenza di Euritione. La battaglia si concluse con la sconfitta dei centauri e la loro cacciata dalla Tessaglia.

Il treno riparte alle 15 per fare ritorno ad Ano Lechonia, dove l’arrivo è previsto per le 16.30. Durante la stagione estiva la corsa viene effettuata tutti i giorni, mentre si svolge solo nel fine settimana nel corso dei mesi invernali. Si consiglia di controllare il sito www.trainose.gr per gli orari, che soprattutto in questo periodo di pandemia sembrano cambiare spesso…!