Notre-Dame de Selis (Dalla Valle)


Senlis, resistente al tempo

Reportage - Alla scoperta di una città con un patrimonio culturale testimone di duemila anni di storia
/ 02.05.2022
di Simona Dalla Valle

Nel cuore del massiccio formato dalle tre foreste di Chantilly, Halatte e Ermenonville, a 40km a nord di Parigi e 25km dall’aeroporto Roissy Charles de Gaulle, si trova la città di Senlis, il cui patrimonio architettonico e culturale è testimone di duemila anni di storia. Dalla sua creazione in epoca gallo-romana, dovuta a una posizione strategica in un crocevia di scambi commerciali, Senlis non ha mai smesso di crescere. In epoca romana aveva il nome Augustomagus, mercato di Augusto, e ricopriva un’area divisa in trentasei insulae rettangolari intersecate dal cardo inaxiinus (un segmento della strada da Senlis a Lutetia, o Parigi) e dal decumanus inaxiinus (parte della strada da Beauvais a Reims). Nel II secolo crebbe l’importanza militare della città che fu circondata da un bastione, tuttora esistente, per far fronte alle invasioni barbariche.

Ai margini dell’Île-de-France e della Piccardia, la regione Senlis-Ermenonville è organizzata intorno ai grandi centri come la città reale di Senlis e le grandi tenute di Chaalis-Ermenonville, lungo il solco scavato dal Nonette e dai suoi affluenti, all’incrocio di percorsi storici e grandi itinerari ciclistici (Parigi-Londra, Trans’Oise, Amsterdam-Compostela).

Ugo Capeto fu eletto re di Francia tra le mura del castello reale nel 987: la sua dinastia condusse a una crescita della vita religiosa ed economica della città. Alla moglie, la Regina Adelaide, si deve la costruzione della cappella reale di Saint-Frambourg nell’ultimo quarto del X secolo. Nel XII secolo la città visse uno dei periodi più sontuosi sotto il regno di Luigi VI detto «il Grosso». La cattedrale di Notre-Dame fu costruita tra il 1153 e il 1191 ed andò ad aggiungersi alle tre chiese parrocchiali, le tre abbazie e la collegiata Saint-Frambourg. Nel 1173 il re Luigi VII concesse a Senlis una carta comunale, che affrancava gli abitanti dal dominio signorile e li sottometteva all’esclusiva autorità del re.

Senlis raggiunse il suo apice nei secoli XI–XIII. La città viveva del commercio di lana, cuoio e pellicce. Un confronto tra le piante del XIII secolo di Senlis e Parigi suggerisce che Senlis fosse all’epoca più grande della capitale. Si registrarono un’intensa produzione e commercio di dolci, formaggi, cesti, cuoio e bestiame. Il terreno sabbioso intorno alla città favorì lo sviluppo della viticoltura e nel XVI secolo era in voga l’hypocras, un vino con spezie aromatiche e miele

Tra il XIV e il XV secolo vi fu una brusca interruzione del periodo di relativa stabilità e ricchezza economica della città; un’epidemia di peste prima, e la Guerra dei Cent’Anni poi, decimarono la regione a partire dal 1323. Molto indebolita, Senlis si ricostruì lentamente, e all’aumento progressivo della difesa cittadina si affiancò un arricchimento della borghesia, come dimostra la costruzione di palazzi privati presenti ancora oggi.

Ma i conflitti non erano terminati per Senlis, che tra il 1585-1598 vide inasprirsi la cosiddetta ottava guerra di religione; inizialmente la città volle rimanere neutrale, ma in seguito all’assassinio del duca di Guise nel 1588 le principali città della zona aderirono a una Lega (o Unione Santa) che osteggiava il nuovo re Enrico IV, in quanto protestante, costretto dunque a convertirsi al cattolicesimo. Poiché Senlis lo aveva appoggiato e accolto tra le sue mura, il re concesse benefici fiscali alla città come riconoscimento della sua fedeltà. Oggi una targa sulla facciata del municipio ricorda la gratitudine del re: «Mon heur a prins son commencement en la ville de Senlis dont il s’est depuis semé et augmenté par tout notre Royaume» (La mia felicità è iniziata nella città di Senlis e da allora si è diffusa ed è cresciuta in tutto il nostro regno).

I secoli XVII e XVIII furono segnati dallo spostamento dei centri politici ed economici verso Parigi, mentre la corte reale si stabilì a Versailles. La zona rimase tuttavia un popolare luogo di soggiorno per gli ufficiali reali, molti dei quali avevano il loro palazzo a Senlis, e per artisti e intellettuali come Gérard de Nerval, Alexandre Dumas e Alfred de Vigny.

Il XVIII secolo vide l’inizio dello smantellamento delle fortificazioni; nonostante la crisi economica, si costruirono abitazioni di lusso. Il 1789 fu segnato dall’«attentato di Billon», dal nome dell’orologiaio che si fece esplodere nella sua abitazione al momento della sfilata degli archibugieri, irritato per la sua espulsione dalla compagnia, provocando 26 morti e 40 feriti.

La Rivoluzione passò senza lasciare tracce su Senlis e il XIX secolo fu caratterizzato da bassa natalità e scarse attività economiche, nonostante i grandi lavori urbanistici che diedero a Senlis la configurazione attuale. A metà dell’Ottocento una grave epidemia di colera colpì la città, che rimase fuori dalle principali vie di comunicazione fino al 1862, anno di inaugurazione della linea ferroviaria Chantilly-Senlis.

La città subì ingenti danni durante l’invasione dei tedeschi. Il 2 settembre 1914 il sindaco Eugène Odent fu fucilato insieme ad altri sei senlisiani e, qualche anno dopo, il maresciallo Foch stabilì a Senlis il suo quartier generale e vi preparò le offensive che lo avrebbero portato alla vittoria. Durante la seconda guerra mondiale, la città fu occupata e poi liberata dagli americani il 30 agosto 1944.

Gérald Amyot d’Inville, vicario di Senlis, membro della Resistenza con il nome di Lejeune, morì nella deportazione il 29 gennaio. Beneficiando del boom delle «Trente Glorieuses», i trent’anni di boom economico del secondo dopoguerra, Senlis si sviluppò rapidamente e oggi è un centro urbano, economico e occupazionale con più di 15mila abitanti, apprezzato da artisti e cineasti. Il pianista di origine ungherese Georges Cziffra nel 1973 acquistò e fece restaurare la vecchia collegiata di Saint-Frambourg, le cui vetrate furono installate dall’amico Joan Miró. Tra i numerosi lungometraggi girati in città vi è il film Cartouche del 1962, diretto da Philippe de Broca e interpretato da Jean-Paul Belmondo e Claudia Cardinale.