Bunker 10-Z, sala delle telecomunicazioni
Cantina del maestro di zecca; dimostrazione
Antica pianta del labirinto sotto la piazza Zelný trh; è possibile vedere su quanti livelli sono costruiti i tunnel
Sotterranei di Zelný trh: conservazione del cibo

I segreti della Brno sotterranea

Reportage - Tra gallerie e cunicoli labirintici che serpeggiano sotto la città ceca, anche prigioni e ossari
/ 11.04.2022
di Simona Dalla Valle, testo e foto

L’immagazzinamento delle merci, la produzione di vino e le ricche attività commerciali che fin dal XIII secolo interessarono la città di Brno (Repubblica Ceca) resero necessaria la costruzione di estese strutture sotterranee, scoperte soltanto nei secoli XX e XXI. Una parte della serie di gallerie e cunicoli è stata aperta al pubblico nel 2011, con sei diversi tour organizzati dall’amministrazione cittadina.

Uno di essi è quello dedicato ai sotterranei del «Mercato dei cavoli», traduzione letterale di Zelný trh, una delle piazze più antiche di Brno frequentata nei secoli da mercanti e negozianti locali e stranieri. Per scoprire i misteri del labirinto storico occorre scendere per 6-8 metri sotto la superficie della piazza.

Nel XIV secolo la città era una delle più importanti del regno di Boemia e la sua popolazione raggiungeva le 7500 unità. L’aumento di commercianti richiese spazio per immagazzinare quantità sempre maggiori di merci e generi alimentari. Gli edifici furono gradualmente ampliati e sotto di essi emersero cantine di varie dimensioni, collegate a quelle originarie da passaggi sotterranei. Con l’aumento della quantità di merci immagazzinate durante il XV secolo le cantine, costruite con metodi minerari, cessarono di rispettare i confini originali dei lotti al livello della strada e iniziarono a diramarsi sotto la piazza e le strade, disponendosi su più livelli. Nei due secoli successivi le cantine furono ulteriormente ampliate fino a oltrepassare le mura della città.

Durante la notte, le merci comuni rimanevano nei mercati sotto la supervisione di guardie cittadine, mentre le merci più rare erano immagazzinate in sale municipali o edifici destinati a questo scopo. Per le merci deperibili vi erano spazi proprio sotto gli edifici affacciati sul mercato e nelle immediate vicinanze. Erano accessibili per mezzo di scale sia dalle case, sia direttamente dalla strada o dalla piazza, attraverso una botola con un tetto e doppie porte che permettevano di spostare le merci agevolmente.

Uno degli alimenti conservati nelle cantine era il vino. La coltivazione della vite in Moravia risale al terzo secolo, quando i soldati della decima legione romana piantarono vigneti sotto le colline di Pálava, vicino a quello che una volta era il villaggio di Mušov, durante il regno dell’imperatore romano Marco Aurelio Probo. Da quel momento la viticoltura si diffuse gradualmente in tutta la Moravia meridionale. La prima testimonianza scritta del vigneto risale all’inizio del XIII secolo, ma l’uva era coltivata intorno a Brno già da diverso tempo. I vigneti si estendevano a Zidenice, Obrany e Černovice sui pendii meridionali delle colline ed erano gestiti secondo ordini speciali o leggi del vino che stabilivano il regolamento per la coltivazione dell’uva e il commercio nei vigneti: le regole, molto severe, stabilivano punizioni e multe per le infrazioni.

Tra di esse vi era la «legge del miglio», che proibiva lo stabilimento di taverne o servizi vinicoli entro un raggio di un miglio da Brno, eliminando così ogni concorrenza indesiderata. In conformità con un decreto del 1355, il consiglio comunale concesse il diritto di servire vino solo ai borghesi che possedessero una casa in città o pagassero tasse elevate, il che escludeva tutti i ceti meno abbienti. Si potevano servire solo i vini dei vigneti di Brno debitamente registrati. I vini erano esportati non solo in tutta la Moravia, ma anche nelle case nobili e altolocate di Praga, Wrocław o Cracovia. Tra i vini più famosi c’erano per esempio Moravín, Topol, Nemčina, Klenice, Bêl, poi molti altri.

A metà del XIV secolo, il prezzo di un litro di vino da tavola era uguale a quello di una gallina, da dieci a venti uova o tre libbre di carne. Un litro di vino migliore era uguale al prezzo di tre galline, ottanta uova o dieci libbre di carne.

Per quanto riguarda la conservazione del cibo, le cantine sotterranee rispondevano alla necessità di proteggere gli alimenti dal calore e dalla decomposizione. Ampie camere erano collegate con alcove o altri spazi ampliati o riempiti a seconda di ciò di cui il proprietario aveva bisogno in un determinato momento. Erano rivestite con pietre, mattoni o muratura mista e di solito coperte da tavole. Le cantine erano sempre dotate di camini di ventilazione per estrarre l’umidità e portare aria fresca.

Nella parte più bassa c’erano delle specie di congelatori, unità quadrate o rettangolari in mattoni di varie profondità riempite di cubetti di ghiaccio, che assicuravano la necessaria temperatura di 6-10°C nello spazio circostante. Il ghiaccio durava tutto l’anno ed era riempito solo in inverno. Le merci erano immagazzinate su griglie di quercia o direttamente a terra in vari contenitori, mentre alcuni alimenti erano appesi per proteggerli dai roditori.

Un’altra faccia interessante della Brno sotterranea è il bunker 10-Z, un rifugio nucleare antiaereo costruito durante la Seconda guerra mondiale come riparo dalle bombe americane e sovietiche. Completato nel 1959, il rifugio era destinato a proteggere un massimo di 500 funzionari della città per tre giorni. Per fortuna, il rifugio non è mai entrato in attività per l’uso previsto.

Nel 2016 il bunker è stato aperto al pubblico come edificio storico e oggi i visitatori possono visitarne sia la parte tecnica (generatore diesel, sala di filtraggio e centrale telefonica PBX), sia una parte più descrittiva, che include anche la porta della «cella della morte» dell’ex prigione regionale di Cejl a Brno, dove i condannati a morte durante la Seconda guerra mondiale e lo stalinismo incidevano i propri messaggi prima di affrontare la pena capitale. Per i più sprezzanti, gli spazi ospitano anche un ostello.

Oltre agli esempi citati, le visite ai tunnel comprendono il secondo ossario più grande d’Europa dopo Parigi, con un numero stimato di persone sepolte di oltre cinquantamila; la cantina del maestro di zecca, che offre la possibilità di una dimostrazione del mestiere ormai dimenticato della coniazione a Brno e in Moravia; e un lapidario con le prime cisterne d’acqua realizzate alla fine dell’Ottocento allo scopo di conservare l’acqua per la città.