Una nuova normalità più responsabile

Intervista - A colloquio con la presidente della Federcommercio ticinese, Lorenza Sommaruga
/ 08.06.2020
di Red.

L’economia del nostro cantone si rimette in marcia, dopo mesi molto difficili. Per sensibilizzare i consumatori sull’importanza del loro contributo alla ripresa, molte aziende ed enti, che sono attori sul mercato ticinese, si sono riuniti nell’iniziativa #ripartiamo. Un progetto che vuole sottolineare il contributo fondamentale offerto dal settore del commercio e della produzione alimentare alla vita economica del nostro paese. Ne abbiamo parlato con Lorenza Sommaruga, dal giugno 2018 presidente di Federcommercio.

È la prima presidente donna dell’ente ticinese e, per questo, la prima domanda che le rivolgiamo è proprio legata alla sua carica e all’esperienza che ha vissuto in questi due anni. «Sono entrata nel gruppo dirigente della Federcommercio qualche anno fa. Per me che dirigo una piccola attività è stato il modo per iniziare a collaborare con un gruppo di persone che vedevo con grande ammirazione. È stato un passo importante, perché mi ha reso chiaro quanto anche il mio punto di vista particolare mi permettesse comunque di tastare il polso della situazione economica e della politica legata al commercio in senso ampio. La piccola e la grande distribuzione, in effetti, sono settori uniti e le loro problematiche sono simili. La proposta di diventare presidente mi ha emozionata, per il senso di grande responsabilità che la carica comporta: nel comitato direttivo, di cui fanno parte altre donne, c’è stata ottima collaborazione e sostegno al mio lavoro».

La presenza di Lorenza Sommaruga ai vertici di Federcommercio ha coinciso con un momento molto importante dell’attività legislativa cantonale: l’elaborazione della nuova LAN (Legge sull’apertura dei negozi, entrata in vigore il primo gennaio scorso), e del nuovo contratto collettivo di lavoro per il settore della vendita. «Era fondamentale per noi arrivare all’elaborazione di una legge» spiega Lorenza Sommmaruga «perché la situazione precedente, legata a concessioni temporanee di aperture speciali, era difficile da gestire, laboriosa e in qualche modo poco rispettosa anche delle esigenze del consumatore, visto che le deroghe agli orari di apertura penalizzavano la grande distribuzione: io ho sempre cercato di tenere aperto il mio negozio e le posso dire che i turisti che arrivavano in negozio erano stupiti della chiusura dei grandi magazzini».

La situazione attuale configura il problema in modo diverso: «La nuova legge ha segnato l’allargamento delle zone turistiche, ciò che ha permesso anche ai grandi distributori di usufruire delle aperture speciali. La mia esperienza pratica è che quando sono aperti i grandi negozi anche i piccoli lavorano: attirano inevitabilmente il compratore e si rende viva la città. Oggi infatti è Lunedì di Pentecoste, e con l’apertura dei grandi magazzini anche noi lavoreremo di più. Tutto il tessuto economico ne guadagnerà e in questo modo oltre a garantire la continuità delle nostre aziende, si permetterà il mantenimento anche dei posti di lavoro».

Arrivando ai temi di attualità, è necessario parlare della crisi legata alla pandemia da Covid-19. «La situazione economica del commercio al dettaglio nel momento della pandemia è stata davvero molto difficile. Per gestire al meglio i propri negozi i commercianti già in precedenza avevano dovuto praticare una gestione aziendale certosina, calibrata, con acquisti ponderati e grande responsabilità imprenditoriale. In ballo c’era la vita stessa delle aziende e gli impieghi dei molti dipendenti. Dopo un gennaio e febbraio difficoltosi aspettavamo le festività primaverili per una ripresa. Invece l’attività economica di marzo è stata quasi inesistente, uno spavento. Nessuno avrebbe mai immaginato di confrontarsi con un’emergenza di questo tipo. Naturalmente ero molto sollecitata dai membri della Federcommercio. Si pensava all’inizio a una possibile riapertura per fine marzo. Poi anche quella speranza è andata delusa».

Nel quadro catastrofico Lorenza Sommaruga segnala un punto positivo: «Bisogna dire che il Governo ticinese e la Confederazione ci hanno aiutato in modo immediato. Nei primi giorni avevo contattato i responsabili del Dipartimento dell’economia per avere indicazioni, e subito erano arrivate spiegazioni su come muoversi per chiedere un sostegno. La tempestività degli aiuti è stata fondamentale, ha fatto la differenza, ci siamo sentiti protetti sia dal punto di vista sanitario che da quello economico».

Ed ora, dopo i mesi di inattività, si riparte con un’iniziativa che vuole sensibilizzare i consumatori.

«#ripartiamo è un’idea che ci è sembrata importantissima, anche perché univa le forze di tutti settori economici. Durante il lockdown, vari commercianti si erano attivati per promuovere la loro attività su diversi portali online e in varie iniziative singole, ma era sempre difficile capire che riscontro queste potessero avere presso il grande pubblico. Invece l’idea importante è che si tratti ora di uno sforzo congiunto di molti attori economici della regione, veicolato da uno slogan significativo e da una bella immagine. L’iniziativa è stata bene accolta, e ha mostrato grande voglia di collaborare da parte di molti operatori economici del cantone».

L’invito di Lorenza Sommaruga è rivolto al pubblico: «Durante il momento critico delle scorse settimane la popolazione ha mostrato un grande senso civico e una grande capacità di collaborare con le autorità per il bene della salute pubblica. Con questa campagna vogliamo fare in modo che quel senso civico si esprima anche nella coscienza che solo facendo ripartire l’economia locale potremo assicurare la sopravvivenza economica del nostro cantone, in tutti i settori. Si tratta di una presa di responsabilità importante, che deve essere chiara a tutti i consumatori. Le aziende ticinesi hanno perso due mesi e mezzo di cifra d’affari: il turismo degli acquisti è un fattore che può incidere ulteriormente sulla nostra vitalità economica».

In opposizione al turismo degli acquisti, si situa invece l’interesse per il turismo vero e proprio...

«Gli interventi messi in atto per sostenere il settore del turismo, gli incentivi offerti a chi vorrà trascorrere le vacanze nel nostro cantone, saranno di aiuto anche per noi. Quando il turista arriverà in Ticino non dovrà trovare i negozi chiusi. Mi pare molto azzeccata la proposta avanzata da un membro del Gran Consiglio al Governo di concedere per il periodo estivo delle aperture speciali e degli allargamenti delle zone turistiche in tutto il Ticino. Questo renderebbe il soggiorno ai turisti più interessante e allettante, in attesa della ripresa di tutte le importanti manifestazioni culturali che animano le città ticinesi. Anche questa è una misura che permetterà il mantenimento del lavoro delle aziende e dei posti di lavoro nel cantone».