A proposito di Sarah Kreienbühl

Sarah Kreienbühl è membro della direzione generale della Federazione delle cooperative Migros dall’inizio del 2018. In quanto direttrice del Dipartimento risorse umane, comunicazione, cultura e tempo libero è anche la massima responsabile per l’impegno sociale della Migros. Prima di lavorare alla Migros è stata membro della direzione dell’azienda svizzera di apparecchi acustici Senova, di cui era responsabile per i settori risorse umane, comunicazione e responsabilità sociale d’impresa. Sarah Kreienbühl siede anche nel consiglio di fondazione della Hear The World Foundation.

 

 


«L’impegno Migros si misura in fatti, non a parole»

Intervista - Cosa significa al giorno d’oggi per la Migros l’impegno sociale? Che ruolo ricoprono i suoi clienti a questo riguardo? Come cambierà la promozione della cultura? Lo abbiamo chiesto a Sarah Kreienbühl, responsabile dell’impegno sociale della Federazione delle cooperative Migros
/ 19.11.2018
di Daniel Sidler

Signora Kreienbühl, ma Lei ha davvero abbastanza tempo per visitare tutte le innumerevoli offerte culturali promosse dalla Migros, come ad esempio quelle finanziate dal Percento culturale?
Certo, mi prendo intenzionalmente il tempo per farlo. Prima di tutto perché m’interessa la cultura in tutte le sue sfaccettature e scopro sempre qualcosa di nuovo e di inaspettato che mi ispira. E poi perché voglio vedere cosa succede con i soldi della Migros e quale impatto ha il nostro impegno. Ovviamente, con tutta questa varietà di progetti, non posso essere presente ovunque; allora mi lascio rappresentare sul posto dai miei numerosi e competenti colleghi.

Qual è stato finora l’evento che Le è piaciuto di più?
Non mi permetto di valutare i progetti e le manifestazioni in base alle mie preferenze personali. Ci sono stati molti incontri ed eventi che mi hanno arricchito. Uno degli appuntamenti salienti è stato il recente concerto nell’ambito dei Migros-Kulturprozent-Classics eseguito dall’Orchestra filarmonica di Rotterdam, con molte giovani promesse della musica di domani nel pre-concerto e l’esibizione dell’incomparabile violinista Pinchas Zukermann e del giovane talentuoso direttore d’orchestra Lahav Shani. Quest’anno è stato indimenticabile anche il festival della danza «Steps», durante il quale ho avuto il piacere di assistere a fantastici spettacoli con ballerini straordinari.

L’anno scorso il Gruppo Migros ha finanziato progetti culturali, sociali e di pubblica utilità per oltre 138 milioni di franchi. Lei riesce ad avere la panoramica completa?
Per la Migros è un privilegio poter restituire alla società svizzera una somma così cospicua. Abbiamo eccellenti professionisti ed équipe di esperti, che si dedicano con passione e trasporto ai nostri progetti e manifestazioni. Da loro ricevo una visione d’insieme dell’impegno della Migros, che mi sorprende di continuo.

Sembra non esserci niente che la Migros non sostenga.
In effetti, dovrebbe esserci una proposta adatta ad ogni cliente. Per esempio con la Scuola Club Migros che, con le sue 50 sedi sparse in tutta la Svizzera e il motto «Formazione per tutti», permette ogni anno l’accesso alla formazione continua a molte fasce della popolazione. Il Percento culturale finanzia anche i quattro parchi divertimento immersi nel verde e la ferrovia del Monte Generoso, incluso il ristorante in vetta di Mario Botta, dove non solo si mangia divinamente ma si gode anche di una vista panoramica fantastica. Un’altra iniziativa che personalmente ritengo molto importante è «Tavolata», con i suoi pasti conviviali tra persone anziane.

Ovviamente, c’è un limite anche alle nostre risorse. Ecco perché stabiliamo delle priorità e investiamo primariamente in tre pilastri: educazione, socialità e cultura. In primo piano c’è sempre il nostro obiettivo di rafforzare la coesione sociale in Svizzera. È questo impegno che, secondo me, rende la Migros così unica.

Nel frattempo quasi tutte le aziende hanno iniziato a impegnarsi per qualche buona causa.
Effettivamente, si tratta di una tendenza volta a ottenere credibilità. Indipendentemente da questo, lo reputo un fatto prezioso, perché l’impegno sociale del settore economico promuove la coesione nazionale. Posso senz’altro immaginare che la Migros serva da modello per qualche altra azienda. Il nostro impegno a favore della collettività risale al nostro fondatore Gottlieb Duttweiler ed è iniziato negli Anni 60, un’epoca in cui l’interesse per la socialità da parte dell’economia era ancora poco diffuso. Questo impegno a favore della collettività ha radici profonde e rappresenta un dovere permanente fissato negli statuti della Migros, che non è vincolato ad alcuna controprestazione.

E cosa significa in concreto?
Contrariamente a molte imprese, la Migros non si limita a investire una parte dell’utile, ma ogni anno versa volontariamente per il bene comune una percentuale del suo fatturato globale. Ciò significa che non versa un importo calcolato sui franchi che restano dopo aver dedotto tutti i costi, ma che una parte di ogni franco che entra alla Migros viene restituita alla collettività. Più i margini sono ridotti, più questo investimento pesa. È un compito che svolgiamo per convinzione e dobbiamo ringraziare i nostri clienti. Con ogni loro acquisto, anche il più piccolo, la Migros può restituire alla comunità qualcosa da destinare a una buona causa.

Quindi i clienti pagano il Percento culturale attraverso prezzi maggiorati? Ciò significa che alla Migros il pane o il latte costano di più?
Una cosa del genere sarebbe totalmente in contraddizione con i principi di Migros e del suo fondatore Gottlieb Duttweiler. E rappresenterebbe una politica sociale controproducente. È invece nel DNA di Migros offrire ai propri clienti il miglior rapporto prezzo/qualità con l’aggiunta di un ampio impegno sociale. Di conseguenza i clienti ne approfittano doppiamente. È ciò che Gottlieb Duttweiler ha instillato nella Migros sin dall’inizio ed è per questi valori che tutt’oggi ci battiamo con convinzione.

Conosce bene le 15 tesi di Gottlieb Duttweiler?
Naturalmente ho dimestichezza con gli ideali di Gottlieb Duttweiler, anche se non conosco a memoria ogni singola frase. Tuttavia mi piace citare quella riguardante l’impegno sociale: «L’interesse generale va anteposto a quello delle cooperative Migros. Per questo dobbiamo affiancare alla nostra crescente potenza materiale prestazioni sociali e culturali ancora maggiori».

Come interpreta questa affermazione se riportata ai nostri giorni?
Per me questa tesi è una pietra miliare della Migros ed è più attuale che mai. Essa significa che un successo sostenibile si può ottenere solo mantenendo l’equilibrio tra interesse economico e responsabilità sociale. Crescita e successo sono legati direttamente agli obblighi sociali che la Migros si è data. L’impegno sociale dipende dalla crescita e viceversa. Un aspetto è legato all’altro.

In che modo questo effetto ricade sui clienti?
Per i clienti l’effetto è duplice: da un lato, sanno che con la Migros una parte di quello che essi pagano per gli acquisti nei negozi del Gruppo Migros viene riutilizzata per una buona causa e ciò – come detto – senza alcun aumento di prezzo. Contemporaneamente, i nostri clienti approfittano di proposte convenienti, come ad esempio i corsi della Scuola Club, le nostre strutture per il tempo libero o i concerti a prezzo ridotto. Ritengo straordinariamente visionario il fatto che Gottlieb Duttweiler e sua moglie Adele abbiano ancorato negli statuti questo ideale già nel lontano 1957, facendone uno scopo aziendale.

Lei afferma che si può fare la spesa alla Migros con la coscienza tranquilla. Ma il Percento culturale e tutto il resto non sono solo un mezzo intelligente per farsi pubblicità?
Ad un’analisi superficiale si potrebbe anche pensarlo. Ma non è così. Non misuriamo l’efficacia del Percento culturale, del Fondo di sviluppo e del Fondo di sostegno Engagement Migros con le parole, ma con i fatti. Negli ultimi 60 anni, solo con il Percento culturale la Migros ha messo a disposizione 4,6 miliardi di franchi. Questi soldi non sono confluiti in pubblicità, ma in iniziative concrete e visibili, come ad esempio i concerti a prezzo ridotto, i progetti di sviluppo sociale ed ecologico oppure le offerte di formazione sovvenzionate. Si tratta di un reale valore aggiunto, non di parole al vento. Se con le nostre campagne pubblicitarie raggiungiamo un vasto pubblico in tutta la Svizzera, siamo invece piuttosto riluttanti a rendere noto il nostro grande impegno sociale. Diciamo pure che facciamo un sacco di bene, ma parliamo relativamente poco della dimensione del nostro coinvolgimento. Il fatto stesso che il Percento culturale sia fissato negli statuti Migros sin dal 1957 sottolinea come si tratti di un impegno reale.

Il Percento culturale è noto a molti, ma cosa fa il «Fondo di sostegno Engagement Migros»?Questo fondo è stato creato nel 2012 quale espressione dell’impegno volontario delle aziende del Gruppo Migros, come Denner, Banca Migros, Migrol e Migrolino. Il Fondo di sostegno Engagement Migros si concentra su progetti pionieristici legati alla trasformazione sociale. Nel far ciò teniamo conto del fatto che sviluppi quali la digitalizzazione o la mobilità svolgono un ruolo importante per gli esseri umani e trasformano la società. Attraverso il fondo, l’anno scorso abbiamo sostenuto 55 differenti progetti con quasi 15 milioni di franchi.

Cosa intende per «progetti pionieristici legati alla trasformazione sociale»?
Ne fanno parte, ad esempio, la Startup Academy che sostiene giovani imprese innovative con l’assistenza di coach e di esperti durante due anni. Un altro esempio è l’organizzazione Foodbridge, una piattaforma online che serve a distribuire in modo efficiente generi alimentari alle persone bisognose. In iniziative del genere noi vediamo un beneficio sociale molto concreto.

In base a quali criteri la Migros decide chi e cosa va o non va sostenuto?
Per quanto riguarda il Percento culturale, i contributi possono essere sollecitati semplicemente con una richiesta via Internet. Esistono chiare direttive a seconda dell’argomento e dell’ambito del finanziamento, che spaziano dal teatro per giovani e bambini alla musica o al cinema. Per quanto riguarda invece il Fondo di sostegno Engagement Migros, i nostri esperti cercano attivamente i progetti adatti. Sintetizzando si può dire: il fattore decisivo è che il progetto offra un valore aggiunto per la società, vale a dire per la popolazione.

E come fa la Migros a controllare che i progetti patrocinati siano effettivamente utili alla collettività?
È una domanda importante. Infatti, verifichiamo regolarmente che tutti i progetti soddisfino il loro scopo e raggiungano i loro obiettivi. Avviene così anche per la Startup Academy, nell’ambito della quale giovani imprenditori con idee avveniristiche ricevono un supporto secondo il principio «aiutati che ti aiuto». Dopo la fase costitutiva, quando i pionieri riescono ad andare avanti da soli, interrompiamo le nostre prestazioni. E contemporaneamente si liberano fondi per nuovi progetti.

Lasciamo che i nostri lettori diano uno sguardo al futuro. Migros potrà sempre permettersi un Percento culturale?
Per quel che mi riguarda, non c’è alcun dubbio. Una Migros senza questo impegno a favore della collettività non sarebbe più la Migros. Posso comunque immaginarmi che alcune priorità si stiano in parte spostando, perché stanno mutando le condizioni quadro della società e le esigenze legate alla cultura. Mi sembra importante impegnare i mezzi a disposizione laddove la Migros può fare il più possibile per la coesione della popolazione svizzera.