Tutti pazzi per i monopattini

I mezzi a propulsione elettrica sono sempre più diffusi anche alle nostre latitudini ma buona parte della popolazione ignora le regole che li riguardano. Ce le spiega il portavoce della Polizia cantonale Renato Pizolli
/ 02.08.2021
di Romina Borla

Una tranquilla mattina d’estate a Lugano. Camminiamo sovrappensiero per le vie del centro e all’improvviso… Colpo al cuore. Lo vediamo arrivare fulmineo. Non capiamo nemmeno bene di cosa si tratta. Riusciamo però a lanciarci sul lato, rasenti al muro, evitando per un secondo una rovinosa collisione frontale, proprio lì, sul marciapiede. Luogo che consideravamo sicuro. E invece no, mai abbassare la guardia. Perché anche in Ticino si moltiplicano monopattini elettrici, segway (pedane con due ruote parallele e un manubrio centrale) e hoverboard (pedane senza manubrio). Si incontrano soprattutto nei centri urbani, magari cavalcati da uomini in giacca e cravatta oppure donne in tailleur.

«I mezzi a propulsione elettrica hanno successo anche tra i meno giovani», dice Renato Pizolli, portavoce della Polizia cantonale e capo progetto di Strade sicure, il programma di promozione della sicurezza stradale del Dipartimento delle istituzioni. «Come mai? Si trasportano facilmente, riducono la fatica e i minuti necessari per percorrere il tragitto tra il parcheggio o la fermata del mezzo pubblico e il posto di lavoro». Il problema – sottolinea il nostro interlocutore – è che buona parte della popolazione ignora le regole che li riguardano. Ad esempio monopattini elettrici e mezzi simili possono viaggiare solo dov’è permesso il passaggio di biciclette ed e-bike, quindi strade e piste ciclabili, mentre se ne vedono molti sfrecciare sul marciapiede anche se non è consentito. Il motivo? Capita che chi li conduce si senta insicuro e preferisca quindi evitare la carreggiata.

Il nostro interlocutore sottolinea come sia spesso difficile la convivenza tra i diversi utenti della strada: «Da un lato ci sono gli automobilisti che hanno difficoltà a percepire in maniera corretta i monopattini sulla carreggiata, dall’altro i pedoni che si vedono sfrecciare accanto dei mezzi elettrici che possono arrivare a toccare i 20 km/h…». Mezzi che a volte rimangono coinvolti in incidenti. L’Ufficio prevenzione infortuni (Upi) indica che in Svizzera, nel 2020, gli incidenti che li hanno visti protagonisti hanno causato 139 feriti lievi e 55 feriti gravi. In ogni modo, rassicura Pizolli, studi dimostrano che la maggior parte delle situazioni non coinvolge altri utenti della strada. Le ruote di un monopattino sono molto più piccole rispetto a quelle di una bicicletta, perciò basta una minima asperità del fondo stradale per provocare una caduta.

Altre importanti regole: i minori di 14 anni non possono utilizzare il monopattino elettrico su suolo pubblico (ma solo in uno spazio privato, ad esempio un piazzale cintato) e fino ai 16 anni per farlo è necessaria la licenza di condurre per ciclomotori o mezzi agricoli. Ora affrontiamo il capitolo velocità. In Svizzera questi mezzi elettrici possono circolare a 20 km/h al massimo. Pizolli spiega: «È possibile che venga acquistato, soprattutto online, un articolo non omologato nel nostro Paese con una velocità superiore a quella consentita. In altre Nazioni vigono infatti regole diverse. Esistono monopattini elettrici venduti negli Stati uniti che riescono a sfiorare i 90 km/h. Noi consigliamo di controllare prima di comprare: il mezzo in questione deve essere a norma, altrimenti si rischia una contravvenzione e si creano seri pericoli sulla strada». La targhetta e il casco – per monopattini elettrici e simili – non sono obbligatori ma il portavoce della Polizia cantonale consiglia caldamente di considerare quest’ultimo, come di indossare anche di giorno capi ad alta visibilità, per esempio un gilet fluorescente o abiti con catarifrangenti. Fondamentale inoltre stipulare un’assicurazione di responsabilità civile privata che potrà coprire gli eventuali danni causati a terzi in caso di incidente.

Allarghiamo lo sguardo al mondo delle biciclette elettriche. «Le e-bike – che devono circolare su ciclopiste e corsie ciclabili – si suddividono in due categorie», specifica Pizolli. «Quelle lente (pedalata assistita fino a 25 km/h) e quelle veloci (fino a 45 km/h). L’età minima per circolare con entrambe è di 14 anni. Le biciclette elettriche lente possono essere guidate senza licenza dai 16 anni, prima è necessario il patentino dei ciclomotori. Per quello che riguarda le e-bike veloci, sono obbligatori licenza di condurre, targa, vignetta e casco». Una buona regola, anche in questi casi, è il rispetto del contesto e degli altri. Pensiamo ad esempio ai sentieri di montagna un tempo riservati agli escursionisti. Chi oggi li percorre con un’e-bike deve regolare la velocità, prestare attenzione alla segnaletica e ai viandanti ecc.

Cosa rischia chi guida un mezzo elettrico di qualsiasi tipo infrangendo le norme? «Si valuta caso per caso», afferma il nostro interlocutore. «I provvedimenti possono andare dalla multa al ritiro del mezzo di trasporto. Da parte delle forze dell’ordine non c’è la volontà di seguire una linea repressiva, cerchiamo piuttosto il dialogo educando la popolazione a un uso consapevole di monopattini e simili. Anche per questo a metà giugno è stata lanciata la campagna Meno fatica, più attenzione: anche per i monopattini elettrici il rispetto è la prima regola».