Sei ticinesi in cerca di gloria

Sport - Ci perdoni, barone de Coubertin, siamo felici di partecipare, ma se ci fosse la possibilità di portare a casa un diploma olimpico, non diremo certo di no
/ 26.07.2021
di Giancarlo Dionisio

Sei giovani, due ragazze e quattro ragazzi. Sei storie di lotta, impegno, sacrificio, passione. Non accadeva da decenni di avere così tanti partecipanti ticinesi a un’edizione dei Giochi Olimpici. Siamo tornati ai fasti di Sydney 2000, da dove rientrammo con l’ultima medaglia estiva della storia del nostro sport cantonale, quella del malcantonese Michel Ansermet nella pistola da 50 metri. Chi pensa in grande a volte si illude. Viene tacciato di megalomania. Ciò nonostante, l’avventura dei nostri ragazzi in Giappone ce la godremo fino in fondo, con la convinzione che sapranno sorprenderci.

Noè Ponti e Maria Ugolkova nel nuoto, Ajla Del Ponte e Ricky Petrucciani nell’atletica leggera, Filippo Colombo nella Mountain Bike e Michele Niggeler nella scherma non sono favoriti per la conquista di una medaglia individuale, tuttavia la loro costante e progressiva marcia di avvicinamento a buoni livelli internazionali ci fa pensare che non fungeranno da semplici comparse.

Cominciamo dall’ultimo atleta menzionato. Michele Niggeler è uno spadista, impugna quindi l’arma che incarna la tradizione elvetica, quella che ci ha regalato delle soddisfazioni immense. Qualcuno ricorderà l’oro olimpico di Marcel Fischer nel 2004 ad Atene. Oppure il titolo mondiale conquistato dal quartetto rossocrociato nel 2018. A Tokio tutto si giocherà su equilibri sottili. Questione di centimetri, di frazioni di secondo. Perché quindi escludere l’ipotesi di avere un ticinese sul podio accanto ai tre compagni d’armi?
Discorso analogo per Ajla Del Ponte. Alcuni tecnici sostengono che la nostra staffetta 4x100, di cui lei è imprescindibile prima frazionista, abbia un potenziale da podio. La lotta sarà asperrima. Alle spalle di statunitensi e giamaicane, sarà una questione di briciole, quindi sognare è lecito. Ajla ha ottenuto la selezione anche per la prova individuale. Quest’inverno dopo il suo oro sui 60 metri agli Europei Indoor, ci si attendeva la sua esplosione anche sui 100. C’è stata, con l’ottenimento del primato personale. Ma la sua avanzata è stata solo parziale, poiché la ragazza di Losone ha dovuto fare i conti con il Covid 19, che l’ha bloccata per alcune settimane. Il virus però appartiene al passato. La condizione sta tornando. Prepariamoci!

Ricky Petrucciani è un pianeta ancora tutto da scoprire e da esplorare. Il suo recente titolo europeo Under 23 sui 400 metri, con un tempo vicinissimo al primato svizzero assoluto di Matthias Rusterholz, dice molto sulle sue possibilità attuali, ma non racconta tutto sul suo straordinario potenziale. A soli 21 anni, Ricky potrebbe permettersi di considerare la trasferta in Giappone come una sorta di apprendistato, per poi recarsi fra quattro anni a Parigi, da grande protagonista. Non sarà così. Il suo temperamento e la sua crescita continua dicono che già quest’anno vorrà giocarsi le sue carte fino all’ultimo metro.

I nostri due nuotatori si portano appresso due storie diverse. Per Maria Ugolkova, moscovita, ticinese di adozione, potrebbe trattarsi dell’ultimo grande appuntamento, del coronamento, a 32 anni, di una luminosa carriera che l’ha vista anche laurearsi campionessa europea giovanile e che le ha regalato altre tre medaglie continentali. Noè Ponti, a dispetto dei suoi quasi due metri di statura, è il cucciolo della spedizione. Le sue unghie sono tuttavia già perfettamente affilate, pronte a graffiare le acque giapponesi. Dominatore con quattro ori ai Campionati Nazionali, più volte finalista agli Europei di Budapest, il ragazzo della Nuoto Sport Locarno punta alla partecipazione a un atto conclusivo. Ciò equivarrebbe a un diploma olimpico. La sua progressione costante lascia presagire storie con Happy End.

Filippo Colombo è un ragazzo tutto classe, talento e volontà. Teme un solo avversario: la malasorte, che in ottobre gli aveva forato una gomma agli europei di casa, sul Monte Ceneri. La stessa che lo aveva catapultato a terra in Coppa del mondo, costringendolo a un lungo stop. I tecnici federali gli hanno dato fiducia. Sarà lui ad affiancare Nino Schurter e Mathias Flückiger sul difficile tracciato giapponese. Se la malasorte volgerà lo sguardo a Occidente, il sogno di disputare una buona prova potrà avversarsi. Una certezza: in Ticino, in molti, saremo davanti ai teleschermi a vibrare con lui e con tutti gli altri. Se poi la loro sarà solo una semplice partecipazione in perfetto stile decoubertiano, li apprezzeremo comunque. Maria Ugolkova a parte, sono tutti giovanissimi. Avranno altre possibilità per mettersi in luce. Inoltre, il loro impegno e la loro dedizione, meritano rispetto. In bocca al lupo.