Escursioni e sport senza barriere

Disabilità – Nei boschi del Monte San Giorgio è stato creato un percorso circolare adatto anche a speciali bike a tre ruote, ne abbiamo parlato con l’atleta paralimpico Murat Pelit fondatore dell’associazione Ti-Rex Sport
/ 19.07.2021
di Guido Grilli

Se c’è qualcuno che si prodiga quotidianamente per abbattere barriere e avvicinare alla natura le persone con disabilità motorie, questi è senz’altro Murat Pelit, sciatore paralimpico, 39 anni, nato e cresciuto a Stabio, costretto in carrozzella dal 2006 dopo un tumore maligno, ma che non si è mai dato per vinto. «Ero di carattere positivo prima della malattia e lo sono anche oggi» – sorride inneggiando alla vita l’atleta. Nel 2018 ha fondato Ti-Rex Sport, associazione che ha fra i suoi scopi quello di «stimolare il maggior numero di persone con disabilità motorie alla pratica di sport impensabili».

Lo scorso 30 aprile gli è stato intitolato il percorso circolare che parte e ritorna a Serpiano, sul monte San Giorgio, della lunghezza di 3,7 chilometri dedicato alla mountain-bike e adatto ai disabili, nonché percorribile con delle bike a tre ruote – una prima a livello svizzero. Il sentiero è stato realizzato dall’Organizzazione turistica regionale (Otr) del Mendrisiotto e Basso Ceresio in sinergia con l’Hotel Serpiano, dove da due mesi a questa parte affluisce un buon numero di turisti e di ticinesi alla scoperta del sentiero e dove è possibile noleggiare gli enormi «tricicli» pedalabili con la forza delle braccia, grazie alla fondazione Carozza che ha finanziato l’acquisto di 4 bike a tre ruote e 2 bici elettriche disponibili sul posto.

Partiamo da qui. Come nasce questa iniziativa e quali peculiarità possiede il percorso? «L’idea – spiega Murat Pelit – è quella di far rinascere la montagna, in situazioni di condivisione fra amici, familiari e persone disabili. Finora non era mai esistito nulla del genere. Così con l’associazione Ti-Rex Sport abbiamo iniziato a cercare e creare percorsi adatti a soddisfare questa esigenza – perché si tratta proprio di un’esigenza – e con l’intento di conferire al progetto del Serpiano sin da subito una vocazione turistica accessibile per tutti. Di qui è nata la collaborazione con l’Otr del Mendrisiotto e Basso Ceresio, che grazie alla sua direttrice Nadia Fontana-Lupi ha da subito sposato l’iniziativa, che si concilia bene oltretutto con il loro motto “Una regione da scoprire” e quindi con il coinvolgimento dell’Hotel Serpiano. La persona con disabilità può cimentarsi in una attività sportiva con le bike a tre ruote e addentrarsi in un sentiero boschivo allargato, del quale è stato conservato il suo manto naturale – sassi, radici, alberi – e le sue difficoltà – discese e tornanti per renderlo un percorso semplice ma “molto grintoso” come amo definirlo, dove sono stati pure posati dei cartelli-guida».

L’Otr ha inoltre in cantiere un nuovo sviluppo del sentiero di recente inaugurazione che si allargherà prossimamente a un percorso circolare tra Capolago, Rancate, Serpiano, Alpe di Brusino, Riva San Vitale e ritorno a Serpiano, anche se occorrerà dapprima superare alcuni ricorsi tuttora pendenti.

Ma quante barriere sono ancora di intralcio in ambito escursionistico e ricreativo? A suo avviso si potrebbe fare di più per abbatterle? «Senz’altro. Ad oggi un disabile non ha ancora grandi possibilità di usufruire della montagna. Andrebbe proprio favorito un maggiore sviluppo: tutte le Organizzazioni turistiche regionali dovrebbero prendere esempio da Mendrisio e creare dei loro percorsi adatti alla mountain-bike, a carrozzine con sentieri sterrati e con meno pericoli. Manca – anche a livello nazionale – proprio questa accessibilità alla montagna. Sono stati realizzati tanti progetti – penso ad esempio, sul fiume Vedeggio, le piazzuole per i pescatori in carrozzina o all’idea analoga al Laghetto del Ghitello di Morbio Inferiore o ai percorsi per le carrozzine promossi da Svizzera Mobile – ma non c’è veramente la volontà di realizzare progetti in sinergia tra normodotati e disabilità. Il problema è che si pensa di dover fare qualcosa di adatto ai disabili, in realtà non è così: bisognerebbe proprio abbandonare questa mentalità e riuscire a rendere semplicemente frequentabili i luoghi pensando alla dovuta accessibilità per tutti».

La sua associazione Ti-Rex Sport si prefigge proprio di abbattere le barriere. «Sì, di spingere per creare percorsi accessibili in Ticino. Ad Airolo, un altro esempio riuscito, sono stati allargati quest’anno i sentieri delle piste dove possono passare anche le nostre mountain bike a tre ruote, grazie alla buona risposta della stazione sciistica, che ha fra l’altro in progetto di marcare il percorso con i cartelli come al sentiero di Serpiano, il quale sta riscontrando un ampio successo da parte di tutto il pubblico amante delle mountain-bike, sia da parte delle persone con disabilità sia dei normodotati. Il percorso è stato testato attraverso un corso anche dalla Fondazione svizzera per paraplegici».

Il sentiero di Serpiano rientra fra le proposte degli sport «impensabili» promossi dalla sua associazione? «Sì, è uno di questi, di facile uso e in sicurezza contrariamente a quanto si potrebbe pensare. D’inverno invece ad Airolo c’è una buona proposta di sci per disabili e lo stesso vale per l’estate. Con Ti-Rex Sport, sodalizio che tengo ad evidenziare è attivo a titolo di volontariato, senza scopo di lucro e di pubblica utilità, abbiamo inoltre in progetto di realizzare una scuola di sci nautico sul lago di Lugano. L’idea è ancora allo stadio embrionale e richiederà ancora tempo. Ma non è niente d’impossibile» – assicura con l’ottimismo che lo contraddistingue l’atleta paralimpico.

Appena oltre confine, un’altra iniziativa di inclusione è stata inaugurata a Verbania, nel comune di Caprezzo, il cui significato si riassume sin dal suo titolo: «Sentiero per tutti». Si tratta di un itinerario di un chilometro immerso nella natura all’interno di un bosco misto di conifere e latifoglie e in assoluta sicurezza all’interno del Parco nazionale della Val Grande. Ma in tema di accessibilità per tutti, tornando alle nostre latitudini, gli Uffici turistici ticinesi, in collaborazione con inclusione andicap Ticino, hanno fra l’altro reso disponibile sul proprio sito Internet (alla voce, turismo accessibile) la cartina «paramap» con le strutture praticabili con la carrozzella, consigli di itinerari, manifestazioni, musei e strutture alberghiere presenti in Svizzera. Bellinzona e Valli propone dal canto suo due sentieri senza barriere: si tratta dei circuiti, Dongio-Satro e Dongio-Motto.

Inclusione andicap Ticino è attiva da anni per abbattere antichi e nuovi ostacoli architettonici, per garantire accesso, mobilità e utilizzo di servizi e infrastrutture da parte di tutte le persone con andicap. Molte le battaglie: dal grado di accessibilità degli edifici ai posteggi per disabili, dalle fermate dei bus ai trasporti pubblici, fino appunto ai sentieri senza barriere, con l’identificazione di nuovi percorsi, per i quali basterebbero semplici interventi di miglioria per renderli frequentabili a tutti. Un altro esempio, creato nel 2018 dall’Ente regionale di sviluppo del Bellinzonese e Valli, riguarda il circuito di Acquarossa, itinerario turistico, didattico e culturale dedicato principalmente alla mobilità lenta.

«Svizzera mobile» promuove invece sul proprio portale Internet 76 proposte che si inseriscono nell’ambito dei sentieri senza barriere. Con indicati i chilometri, i tempi di percorrenza e il grado di difficoltà dei diversi percorsi. E ancora: le immagini e le peculiarità di ogni escursione descritte in brevi e schede che invitano al viaggio e a nuove scoperte.