All’aria aperta si apprende di più

Wwf - Dal 13 al 17 settembre la quarta edizione di «Scuola all’aperto – imparare nella natura», rivolta alle scuole elementari e dell’infanzia
/ 02.08.2021
di Guido Grilli

«Stare in un ambiente naturale stimola l’apprendimento dei bambini, promuove le loro competenze sociali e la loro capacità di muoversi e orientarsi nello spazio». Sono questi solo alcuni dei benefici del progetto «Scuola all’aperto – imparare nella natura» promosso dal Wwf, quest’anno al suo 60esimo anniversario, nella settimana dal 13 al 17 settembre rivolto alle classi di scuola dell’infanzia e delle elementari. Quale migliore prospettiva per tuffarsi nella natura e progettare lezioni «en plein air»! L’input deve arrivare dal docente di classe (le iscrizioni sono possibili entro il 9 settembre a www.wwf.ch/scuola-all-aperto) che potrà così prenotare uno o più momenti didattici all’esterno, sia nelle vicinanze dell’istituto scolastico sia in una località immersa nella natura.

«Quello che chiediamo ai docenti è che sull’arco della settimana di azione del Wwf almeno mezza giornata sia dedicata alla scuola all’aperto» – spiega Nadia Klemm, responsabile delle attività del settore scuola di Wwf Svizzera. «Diversi possono essere i luoghi scelti: un bosco, un biotopo, il fiume o anche solo il cortile della scuola. Ai docenti che aderiscono all’iniziativa forniamo gratuitamente un dossier didattico che contempla un’ampia serie di spunti per svolgere tutte le discipline d’insegnamento all’aperto: attività di movimento – passeggiate, esplorazioni – lezioni di italiano, matematica e altre discipline d’insegnamento. Ma offriamo anche la possibilità di appoggiarsi a consulenze esperte di educatori ambientali, scegliendo fra le nostre diverse associazioni partner: Pro Natura, il Centro natura Valle Maggia; Silviva; Alleanza territorio e biodiversità; L’Orto a scuola; la Scuola nel Bosco di Arcegno e il Gruppo educazione ambientale della Svizzera italiana (Geasi)».

Per le sedi scolastiche si tratta di un investimento in termini finanziari? «No, partecipare alla settimana di “Scuola all’aperto – imparare nella natura” è assolutamente gratuito. Per l’accompagnamento con l’esperto le condizioni dipendono invece dai vari partner. Il Wwf offre inoltre in regalo un «kit» per gli allievi utile per svolgere alcune attività ludiche e didattiche». Come si svolgono, in concreto, le lezioni «en plein air»? «L’idea è quella di sfruttare quanto offre l’ambiente naturale che si trova nel luogo prescelto: ci si siede su un tronco d’albero, piuttosto che in cerchio su un prato. Si può inoltre optare per una delle aule nel bosco presenti in Ticino, dove si trovano tavoli o «nidi d’aquila» come sono stati battezzati, piccole e comode aree a forma di cerchio create con i legni».

Vario si preannuncia il repertorio didattico possibile all’aria aperta. «Già solo nel cortile della scuola è possibile con gli allievi approfondire nozioni legate all’ambiente circostante: si possono ad esempio determinare le specie delle piante, misurarne il tronco o cercare di ricostruirne brevemente la storia e l’età. L’interessante è che in una lezione all’aperto l’insegnamento diventa immediatamente pratico, sensoriale e dunque richiama elementi concreti, reali, che si possono proprio toccare con mano». Falso, dunque, immaginare che i bambini all’aperto possano distrarsi maggiormente che in classe? «Direi piuttosto che l’insegnamento all’aperto offre agli allievi possibilità di esplorazione e osservazione concrete. All’aperto ci sono stimoli che in classe non si trovano».

«Scuola all’aperto – imparare nella natura» giunge alla sua quarta edizione. Qual è il bilancio? «Molto soddisfacente» – risponde Nadia Klemm, che evidenzia: «Il progetto non si svolge soltanto in Ticino ma in tutta la Svizzera, dove lo scorso anno sono state più di 1300 le classi che vi hanno aderito. Le iscrizioni sono ancora aperte, ma già sin d’ora presumiamo di poter raggiungere, se non superare, queste buone cifre, dal momento che ogni giorno entrano nuove iscrizioni. In Ticino calcoliamo l’adesione di un centinaio di classi».