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Per consigli e informazioni anche sulla giornata del 20 settembre al Palacongressi di Lugano consultare il sito: www.reumatismo.ch/ti


7 persone su 10 hanno dolori al collo

Medicina - L’artrosi alla colonna cervicale è frequente con l’età che avanza
/ 23.08.2021
di Maria Grazia Buletti

«Artrite, artrosi, osteoporosi, dolori alla schiena e reumatismi delle parti molli sono le patologie reumatiche più frequenti: esistono 200 diversi quadri clinici reumatici che interessano schiena, articolazioni, ossa, muscoli, tendini e legamenti». Questo si legge sul sito della Lega svizzera contro il reumatismo. Per l’intera giornata del 20 settembre 2021, al Palacongressi di Lugano l’omologa Lega ticinese contro il reumatismo punta i riflettori su una specifica patologia reumatica: il mal di schiena dovuto all’artrosi della colonna vertebrale, con attenzione particolare sulla colonna cervicale.

«L’artrosi è un processo degenerativo progressivo delle superfici articolari. Una patologia osteoarticolare dovuta al deterioramento della cartilagine che permea le superfici ossee articolari a contatto fra loro. In parole povere, con l’avanzare dell’età la cartilagine che ricopre le superfici articolari vive un processo di invecchiamento naturale e fisiologico e si assottiglia. Così pure le vertebre si deteriorano perché non più protette da essa». A parlare di questa «usura dovuta all’invecchiamento articolare» è il reumatologo Mauro Lucini, vicepresidente della Lega ticinese contro il reumatismo, che spiega come tutti possiamo esserne toccati, semplicemente perché tutti invecchiamo: «Tutte le persone svilupperanno con il tempo l’artrosi, ma la sua manifestazione clinica normalmente avviene con l’avanzare dell’età (a partire dai 50 anni in poi). Più rari sono i casi in cui vi è una componente genetica o famigliare che causa dei sintomi più precocemente».

Questa patologia ha «sedi tipiche» come le mani, le ginocchia, le anche e i tratti della colonna lombare e cervicale, dove si sviluppa in maniera primaria (non dovuta ad altre patologie). Essa, dice lo specialista, può dunque colpire anche la colonna cervicale che è composta da sette vertebre che sostengono la testa (fra le quali le prime due si articolano in modo diverso). Grazie al tratto cervicale possiamo compiere movimenti rotatori, flessori ed estensori del capo, movimenti che potrebbero a un certo punto risultare dolorosi: «Più frequentemente l’artrosi colpisce le superfici articolari delle vertebre C5 o C6».

L’incidenza è notevole: «Si stima che quotidianamente sette persone su dieci provino dolori cervicali con intensità più o meno marcata alla nuca e al collo: una sensazione di rigidità e difficoltà nel compiere semplici movimenti come girare o piegare la testa, in un quadro che lascerebbe presupporre che possa trattarsi di artrosi cervicale». A queste degenerazioni conseguono movimenti meno sciolti della colonna cervicale: «Ne deriva una possibile infiammazione di muscoli e legamenti che sostengono la colonna stessa. Il corpo interviene per cercare di autoripararsi: le superfici articolari possono produrre “osteofiti”» (ndr: protuberanze ossee che bloccano maggiormente i movimenti di flessione e torsione del collo, impedendo ulteriormente i movimenti vertebrali).

Possono allora insorgere contratture muscolari e, negli stadi avanzati, danni ai nervi spinali: «Nel dolore cervicale sono coinvolte strutture ossee, muscolari, vascolari e/o legamentose». Lucini sottolinea che la maggior parte delle volte l’artrosi è riconducibile a problemi degenerativi influenzati da uno stile di vita non propriamente consono, ma talvolta non si possono escludere cause secondarie dovute ad altre patologie: «Fra queste, annoveriamo cause traumatiche (micro e macro traumi), problemi più specifici come ernia discale, malattie infettive o infiammatorie (patologie che favoriscono l’artrosi come problematica accessoria in modo secondario, più acuto e perciò dannoso, che devono essere subito individuate)».

Vi sono anche cause microcristalline come la pseudogotta che «si può riscontrare fra prima e seconda vertebra cervicale e può causare dei dolori acuti». Al vaglio del medico di famiglia a cui arriva il paziente sta l’eventualità di una visita reumatologica, secondo i sintomi: «Dolore di tipo meccanico dovuto al movimento di rotazione della testa, alla flessione laterale, in avanti e indietro: tutti movimenti che creano fastidio e dolore progressivo, fino a diventare così costante che nei casi avanzati si manifesta anche la notte». Per la diagnosi «è importante raccogliere la storia clinica del paziente ed eseguire una visita accurata, che darà molte informazioni sul dolore e le sue cause, permettendo di escludere altre problematiche più serie o acute (come un’ernia cervicale o altre patologie). Solo se necessario, a complemento, si potranno fare esami mirati come radiografia, TAC o Risonanza magnetica».

La terapia è individualizzata e dipende dalle comorbidità, dall’età e dalla storia clinica del paziente: «Nella maggior parte dei casi i dolori possono essere ridotti con farmaci antinfiammatori non steroidei assunti per bocca, eventualmente seguiti da trattamenti farmacologici più mirati secondo il decorso». L’artrosi cervicale è una malattia cronica e quindi tende a ripresentarsi nel tempo con fasi più o meno acute: «Le recidive sono facilitate da posture scorrette mantenute per tempi prolungati, sforzi eccessivi, esposizione al freddo o posizioni errate durante il sonno». Un atteggiamento di prevenzione e riabilitativo fa la differenza: «Lo stile di vita è importante e, ad esempio, ci si può informare su programmi riabilitativi mirati per rinforzare la muscolatura, esercizi specifici e fisioterapia».

Contro l’artrosi disponiamo di poche armi: «È un’usura articolare e possiamo solo cercare di diminuire e togliere i sintomi ad essa legata: nella fase acuta con una terapia farmacologica, poi con un atteggiamento di prevenzione e riabilitazione». La prevenzione può fare molto: «Adattare la postura ergonomica sul posto di lavoro è essenziale; coloro i quali svolgono attività particolari (muratori, elettricisti e via dicendo) dovranno compensare con esercizi per sciogliere le contratture muscolari; una sana attività fisica regolare (20 o 30 minuti due o tre volte alla settimana) è sufficiente per mantenere una muscolatura tonica che a sua volta contribuisce alla salute della nostra colonna cervicale».