Il presente come storia

Un’antologia «verde» da riscoprire
di Orazio Martinetti

Le sempre più numerose e gremite manifestazioni per il clima potrebbero far pensare, soprattutto tra i giovanissimi che le promuovono e le animano, che l’ecologia sia una scoperta recente, diffusa e amplificata dalla grande rete in cui siamo tutti immersi, noi e loro. In realtà...

Approdi e derive

Cambiare le parole per cambiare il mondo?
di Lina Bertola

È senz’altro apprezzabile la sensibilità di chi chiede di esprimere, laddove sia possibile, anche il femminile delle parole con cui ci si rivolge alle persone. «Tutte e tutti», «ascoltatrici e ascoltatori», avvocata, architetta, e via dicendo. L’uso di queste forme linguistiche...

La società connessa

La mela intelligente
di Natascha Fioretti

È strano che con i progressi fatti nel campo dell’intelligenza artificiale per dare i comandi al computer oggi usiamo ancora la tastiera e non la voce, ha detto Alessandro Curioni, direttore del laboratorio IBM e ricerca a Zurigo durante la tavola rotonda organizzata da USI, SUPSI e...

Le parole dei figli, home page rubrica

Like
di Simona Ravizza

Il like per la Generazione Z è il buonumore che torna se l’influencer di turno a cui è dedicata la fanpage sui social mette il cuoricino sul post («L’ha visto!»), il sorriso sul viso quando il proprio account è menzionato nelle storie Instagram degli amici («Mi hanno taggata!»), il...

Editoriale

Che l’unicorno ci aiuti
di Alessandro Zanoli

Capita andando avanti con l’età che ci si ritrovi svegli di notte a guardare il soffitto con un turbine di pensieri nella testa. Allora sorge spontaneo un desiderio di fare ordine, calmare le idee e magari riagganciare il sonno con tranquillità. Ma il sonno non è detto che arrivi....

A due passi, home page rubrica

La confiserie Wodey-Suchard a Neuchâtel
di Oliver Scharpf

L’arte di guardare il paesaggio dal treno è come una specie rara, va protetta. E allenata, con metodo e abbandono totale. Stamattina catturo un gatto in un prato, il movimento della bruma che si leva adagio dai boschi, la prima neve sulle montagne, pecore ouessant, uno sprazzo di...

Quaderno a quadretti

Le nuove povertà (25)
di Lidia Ravera

Erano le quattro del mattino, e Betta non riusciva a dormire. Von Arnim era stato impeccabile con lei: l’aveva ascoltata mentre se la prendeva con la sua bellezza, mentre malediceva maternità e matrimonio, mentre esaminava, scartandolo, ogni possibile, dicibile, narrabile senso...

A video spento

Le ipocrisie salutiste
di Aldo Grasso

È ipotizzabile un mondo senza Internet? «Nessuno aveva Internet, da nessuna parte. E non sapevamo perché. Quella sera andammo a dormire senza ricevere e-mail, senza che gli status fossero aggiornati. E milioni di uomini in tutto il mondo controllarono quello scompartimento segreto...