Scendere a patti con il tempo
di Angelo Ferracuti

Prima della clausura, quando uscivo da casa, vedevo soprattutto persone e automobili e andavo di fretta, i rumori erano i rombi dei motori, lo stridio dei freni, il suono dei clacson, quei rumori di sottofondo che m’impedivano di ascoltare il canto soave degli uccelli, la musica o le...

Le nostre finestre sono diventate tappeti volanti
di Francesca Mannocchi

Mi sono chiesta spesso in queste settimane cosa avrebbe scritto Pierluigi Cappello di quello che stiamo vivendo. Friuliano, poeta, mancato nel 2017 a cinquant’anni. Un incidente stradale da giovane gli causò la recisione del midollo spinale e nessuna delle operazioni cui si...

Oltre la siepe, la vita e l’Unheimliche
di Sandro Veronesi

Fuori dalla mia finestra c’è una siepe. Niente di eccezionale, anche se una siepe, dopo l’Infinito di Leopardi, è una grande ricchezza per lo sguardo: uno specchio, un telescopio, una sfera di cristallo. Perciò guardo la siepe dalla mia finestra e non ho nemmeno la più pallida...

Chiamiamoci come tanti barone Lamberto
di Nadia Terranova

«L’uomo il cui nome è pronunciato resta in vita»: Gianni Rodari, in C’era due volte il barone Lamberto, mette in scena un personaggio che prende molto sul serio questa frase. Il plurinovantenne Lamberto vive su un’isola nel lago d’Orta, un’isola tutta sua, perché è ricco, molto...

Sul ponte sventola bandiera gialla
di Björn Larsson

La prima volta che andai in Scozia in nave fu nel 1986, prima dell’apertura delle frontiere europee. Al nostro arrivo, al termine di tre giorni sfiancanti attraverso il Mare del Nord, non fummo legittimati a scendere a terra prima di avere ricevuto la visita della dogana marittima....

La lingua batte - Il patrimonio della scrittura a mano
di Laila Meroni Petrantoni

Immaginate. State sfogliando questo numero di «Azione». Immaginate. Ogni singolo articolo è scritto a mano: da ciascun redattore o redattrice, ognuno con la sua grafia. Fareste certamente fatica a capire ogni singola parola alla prima occhiata, dovreste soffermarvi qua e là: «cosa...

In attesa di quel cappuccino
di Paolo Di Stefano

Eravamo usciti di casa, avevamo percorso non più di una decina di metri verso via Pacini, quando dall’angolo, proprio davanti al bar-tabacchi dei cinesi, ci venne incontro uno starnuto fragoroso e libero, senza riparo di mani né di gomito, senza tradire nessuna delle preoccupazioni...

Isolati, ma non soli
di Luigi Forte

Là fuori tutto tace. Forse avrei dovuto raccogliere un po’ di realtà prima che arrivasse il perentorio invito a non uscire di casa per evitare qualsiasi contagio da coronavirus. Fissare voci, volti, sensazioni che ci fanno sentire in mezzo agli altri, nel frastuono quotidiano,...