Un racconto a ingranaggi

Pubblicazioni - Il nuovo romanzo di Gianfranco D’Anna
/ 06.07.2020
di Alessandro Zanoli

Cosa c’è di più romanzesco della storia della scienza? Non sono veramente drammatiche, shakespeariane, le peripezie di Galileo Galilei? E che dire del mito che si è costruito attorno ai grandi inventori della storia, Galvani, Volta, Marconi? Sono dei veri eroi, che impegnano tutte le loro forze per affermare le proprie intuizioni e realizzare opere d’ingegno inusitate. Se si aggiunge che la concezione di tali scoperte comprende una lunga gestazione, la soluzione di problemi tecnici e concettuali di grande difficoltà, magari un’illuminazione improvvisa scaturita dal caso, ecco come lo scrittore di turno che esamini le loro biografie possa in un momento trovarsi tra le mani un canovaccio perfetto, da cui trarre un racconto ben più che verosimile: reale!

La forma romanzesca richiede naturalmente abilità nell’orchestrare i dati biografici. Una volta che siano stati fissati i punti principali della vicenda è poi possibile mescolarli a elementi di fantasia che ne raccordino i passaggi, rendano piacevole lo svolgimento. Il continuo zigzagare tra dato storico e invenzione letteraria solletica il lettore, che viene così invitato a stringere il famoso patto di «sospensione dell’incredulità» con lo scrittore. Il bravo romanziere scientifico deve, in altre parole, possedere due doti da mettere in armonia: la competenza nella materia e la capacità di raccontare.

Gianfranco D’Anna possiede chiaramente queste due capacità. Crea un meccanismo narrativo in cui si alternano vari elementi e che assomiglia agli ingranaggi messi in opera dal suo personaggio, l’orologiaio svizzero vissuto nel XVI secolo Jost Bürgi. Il libro è caratterizzato da un continuo intersecarsi dei dati storici e di quelli fantastici, movimento che impartisce un ritmo dinamico e piacevole alla lettura. Un «tic-tac» che finisce per coinvolgere il lettore, trascinandolo attraverso una galleria di personaggi in parte veri e in parte inventati e, soprattutto, attraverso una riflessione tra la scienza e la religione, tra la magia e l’astronomia.

D’Anna, che nella sua vita reale è docente, è del resto molto bravo a inserire nel racconto passaggi didattici in cui al lettore sono fornite nozioni e spiegazioni molto concrete, ancorché tutt’altro che romanzesche: il meccanismo di funzionamento della lancetta dei secondi di un orologio, ad esempio. Oppure una semplice ma efficace messa a confronto dei sistemi planetari tolemaico e copernicano. E persino una buona ricetta per i biscotti di pan pepato fa parte del racconto.

Al lettore, incuriosito, non resta che andare a cercare gli altri romanzi di D’Anna, Il falsario, Il neutrino anomalo, L’elettrone dimezzato, sperando di ritrovarci lo stesso piacevole gioco tra storia della scienza e fiction.

Bibliografia
Gianfranco D’Anna, Il meccanico delle stelle, Ed. Dedalo, 2019.