Dove e quando
François Bonjour. L’intelligenza segreta delle cose. Biblioteca Salita dei Frati, Lugano. Fino al 14 agosto 2020. Orari: me, gio e ve dalle 14.00 alle 18.00. www.bibliotecafratilugano.ch


Racconti d’arte

La Biblioteca Salita dei Frati di Lugano espone le opere di François Bonjour
/ 27.07.2020
di Alessia Brughera

Non poteva esserci luogo migliore di una biblioteca per ospitare le opere di François Bonjour. Da sempre, per l’artista nato a Cham e ticinese d’adozione, il libro e la pagina scritta, la carta e la parola costituiscono un imprescindibile punto di riferimento all’interno della propria ricerca.

Quello di Bonjour è un costante peregrinare nell’universo letterario per afferrarne gli elementi principali da trasporre nel proprio fare artistico, mantenendo viva la loro efficacia espressiva e la loro forza evocativa. Nei lavori dell’artista il libro è contenitore di saggezza e di ciò che si è fatto memoria, la pagina scritta è codice da decifrare, la carta è prezioso supporto al conoscere, la parola è traccia indelebile del sentire: audace sperimentatore, Bonjour sa che questi componenti sanno valorizzare il potere narrativo di un’opera d’arte.

Fin dai suoi esordi negli anni Settanta, difatti, ciò che più interessa all’artista è fare dei propri lavori piccoli racconti dell’esistenza, brani dalle trame accuratamente composte con frammenti della realtà, capaci di «entrare nell’intimo di questo mondo con le sue bellezze e le sue rovine», come lui stesso sottolinea.
Ecco dunque che nella cornice raccolta della Biblioteca Salita dei Frati di Lugano le opere di Bonjour diventano storie che conducono lo spettatore in una dimensione sospesa tra verità e visione, in un luogo dove le impronte dell’essere umano si caricano di nuovi significati facendosi portatrici di esperienze e riflessioni da condividere.

La mostra espone una selezione di quaranta lavori che coprono un arco di tempo di mezzo secolo, testimonianza di un percorso artistico che se da una parte è sempre stato sensibile a contaminazioni e stimoli differenti, dall’altra è rimasto fedele a una precisa poetica d’intenti, caratterizzata dalla peculiarità dei mezzi e da una profonda spontaneità affabulatoria.

Per questo la rassegna di Bonjour ben si introduce nel programma espositivo della biblioteca luganese, da anni impegnata nella realizzazione di mostre dedicate al libro d’artista nella sua accezione più ampia, coinvolgendo figure che hanno fatto dell’esplorazione della pagina scritta una costante creativa della propria attività.
Non a caso, pur nella solida autonomia che l’ha sempre contraddistinta e che non ha mai permesso di ricondurla a un contesto specifico, l’arte di Bonjour ha tra i suoi richiami più evidenti quello alla Poesia Visiva, proprio per la tendenza a mescolare segno verbale e segno iconico, alla ricerca di nuovi rapporti tra parola, immagine e spazio.

In questa contaminazione di linguaggi, i lavori dell’artista divengono territori popolati da libri, da pagine di volumi antichi, da fogli rari e preziosi (spesso scovati nei bauli del padre, ingegnere cartario), da ritagli di giornale e da eleganti segni calligrafici a cui si accostano fili di spago e di ferro, pezzi di cera e di legno, brandelli di stoffa, cocci di vetro, pigmenti. Il tutto combinato secondo un’armonia e un ordine perseguiti con meticolosità, affinché ogni dettaglio raggiunga la sua piena efficacia all’interno dell’opera e assuma il ruolo preciso che Bonjour gli ha affidato nello svolgimento del racconto.

Questi oggetti non vengono prelevati dalla realtà con l’intento di conferire loro una nuova vita, piuttosto l’artista ne è attratto per la loro capacità di farsi tramite del suo intimo sentire e per il valore che rivestono per l’uomo. Il libro, in primis, incarnazione del sapere e custode del grande potere della parola, è per Bonjour una vera e propria reliquia del quotidiano a cui egli consegna le sue riflessioni sull’esistenza. In esso cerca quelle «risposte che sono nelle cose e nella loro polvere, nelle tracce di una vita fossile che la velocità della storia contemporanea rischia di cancellare».

La devozione dell’artista al libro, alla pagina e alla carta, soprattutto in piena rivoluzione digitale, ha il sapore di una nostalgica meditazione sul tempo e sulla memoria, su ciò che va custodito e protetto dall’oblio, minaccia della civiltà e del progresso.

Il sedimentarsi dei diversi elementi diventa così il sedimentarsi del pensiero dell’artista. La loro accurata stratificazione schiude molteplici livelli di narrazione, tra consonanze e alternanze, tra relazioni e contrasti, generando uno spazio dinamico e palpitante. Questi materiali si fanno per Bonjour contenuti da interrogare, come se egli volesse coglierne l’essenza, sviscerarne il senso più profondo.

Il libro viene rinchiuso in gabbie o ricoperto con cera rossa, imprigionato per essere difeso o nascosto per rinascere nuovamente; la pagina viene annichilita da segni vigorosi e da scritture indecifrabili, tramutata in un’enigmatica superficie da reinterpretare; la carta viene sfregiata, alterata nella sua perfezione dalla mano dell’artista per farsi terra vergine da esplorare. E proprio nei candidi fogli setosi dei lavori più recenti Bonjour insinua piccoli fili di spago che paiono percorrerne segretamente l’intera estensione, facendo poi capolino con le loro punte dipinte di un rosso vivo come fossero i germogli di inediti racconti di vita.