Informazioni

Castello di Masnago – Museo Civico d’Arte Moderna e Contemporanea, Varese.
Orari di apertura: da ma a do dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00.
www.comune.varese.it


La fortezza dell’arte

Musei - Una visita al Castello di Masnago a Varese tra affreschi medievali e collezioni di opere lombarde
/ 02.08.2021
di Alessia Brughera

Anche se il Covid non sembra volere allentare la presa, con l’arrivo dell’estate abbiamo finalmente potuto ritornare ad assaporare un po’ della tanto agognata normalità, progettando anche piacevoli gite oltre confine alla scoperta di piccoli gioielli artistici.

Uno di questi è sicuramente il Castello di Masnago a Varese, suggestivo complesso architettonico posto su un’altura naturale che degrada verso il lago, la cui fisionomia così come oggi ci appare è il risultato di diversi ampliamenti avvenuti nel tempo.

La parte più antica è costituita da una torre di avvistamento risalente al XII secolo, epoca in cui doveva essere inserita in un sistema difensivo ben più ampio, in diretta relazione visiva con le non lontane torri di Velate e di Santa Maria del Monte.

A questo nucleo militare è stato annesso nella prima metà del Quattrocento il corpo di fabbrica principale, una porzione che ha incominciato a conferire all’edificio l’aspetto di una dimora signorile. Questa aggiunta viene fatta costruire dalla potente famiglia Castiglioni, casata a cui sono appartenute note personalità della letteratura e del mondo politico e religioso, basti pensare a quella del cardinale Branda, colui che nel Rinascimento ha reso la località di Castiglione Olona (altra meta in provincia di Varese che vale sicuramente la pena di visitare) «un’isola di Toscana in Lombardia», come ebbe a dire Gabriele D’Annunzio.

Ulteriori ampliamenti al castello sono stati poi effettuati nel corso del Settecento, con un’ala innestata sul lato ovest e un grande parco che rendono la fortezza medioevale simile a una vera e propria villa di delizia, in cui la svettante torre originaria diventa adesso simbolo del potere del signore.

Gran parte dell’edificio quattrocentesco è affrescata con scene a carattere profano di grande raffinatezza, collocabili nel contesto del revival dell’arte gotica (il cosiddetto Gotico Internazionale) tanto in voga in Lombardia e nelle corti di mezza Europa nei decenni centrali del XV secolo.

Gli avvincenti cicli pittorici di Varese vengono scoperti nel 1937 dall’allora proprietario del castello, Angelo Mantegazza, a cui la famiglia Castiglioni aveva venduto pochi anni prima l’intero immobile. Sebbene l’autore resti a tutt’oggi ignoto, gli affreschi vengono considerati affini per qualità e tematiche ad alcuni degli esiti più riusciti della pittura lombarda di gusto cortese, come ad esempio i dipinti murali di Palazzo Borromeo a Milano.

A commissionare i cicli di Masnago era stata tra il 1443 e il 1453 Maria Lampugnani, moglie di Giovanni Castiglioni, intellettuale e bibliofilo, proprio per abbellire la dimora con opere che potessero rappresentare lo status della casata. Nella Sala degli Svaghi, al pianterreno, le pareti illustrano i passatempi a cui la piccola corte varesina era dedita nella quotidianità, testimoniando la fortuna che i soggetti aristocratici e profani stavano riscuotendo in quel periodo. Ecco che sullo sfondo delle Prealpi lombarde si assiste a una gita in barca di tre dame intente a scambiarsi dei fiori, alla colazione sull’erba di un gruppetto di gentiluomini, a una partita al gioco dei tarocchi, alla partenza per la caccia con il falcone e a un delicato brano in cui una dama, probabilmente la stessa Maria Lampugnani, è intenta a suonare l’organo sotto una tenda riccamente decorata; tutte scene, queste, eseguite con un’accurata resa dei dettagli e un’intensa caratterizzazione fisionomica dei volti.

Al primo piano, invece, il più suggestivo degli spazi è la Sala dei Vizi e delle Virtù, che affronta un tema di ispirazione filosofica e morale attinto dalla cultura classica. Su un prato fiorito si susseguono a gruppi di tre le personificazioni delle Virtù e dei Vizi, con una figura femminile collocata in posizione centrale a rappresentare la Virtù e altre due ai lati a incarnare i Vizi a lei opposti per eccesso o per difetto. Questi affreschi dal soggetto allegorico hanno molto incuriosito i critici, che hanno rintracciato precisi riferimenti alla letteratura a sfondo moraleggiante della metà del Quattrocento, attestando gli ampi interessi culturali della famiglia Castiglioni.

Nel 1981 il Castello di Masnago viene acquistato dal Comune di Varese e nel 1995 aperto al pubblico come sede del Museo Civico d’Arte Moderna e Contemporanea, cosicché oltre ai cicli pittorici appena descritti è possibile visitare la nutrita collezione di dipinti, sculture e grafiche costituita negli anni grazie agli importanti lasciti di alcune illustri famiglie del territorio e al sapiente lavoro del celebre critico d’arte Giovanni Testori. Le opere spaziano dal XVI al XX secolo e sono realizzate perlopiù da artisti di area lombarda, tra cui spiccano Francesco Hayez, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giacomo Balla e il ticinese Vincenzo Vela, solo per citarne alcuni.

Dopo la visita agli affreschi e al museo ci si può rilassare nel grande giardino che circonda il castello. Non è più quello originario del Settecento (di cui però si conservano a testimonianza due leoni di pietra in cima ai pilastri dell’ingresso) ma il più recente parco all’inglese dominato dalle possenti chiome di faggi, ippocastani, querce, cedri e carpini: una cornice ideale per svagarsi come faceva la famiglia Castiglioni secoli or sono.