Dove e quando

Rinascimento visto da Sud, Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata (Palazzo Lanfranchi), Piazzetta G. Pascoli 1. Orari: lu-do, 9.00-20.00, fino al 19 agosto

Salvador Dalì. La persistenza degli opposti, Complesso rupestre di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, Via Madonna delle Virtù (Sasso Barisano). Orari: lu-do, 10.00-20.00, fino al 30 novembre. www.daliamatera.it

Panem, Ipogeo Matera Sum, Angelo Aligia, Recinto XX Settembre 7. Orari: 9.00-13.00 / 15.00-19.00, fino al 14 settembre. www.ipogeomaterasum.com

Ars Excavandi. Utopie e distopie, Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola. Via Domenico Ridola 24. Orari: lu. 14.00-20.00 / ma-do, 9.00-20.00, fino al 31 luglio.

MUSMA, Palazzo Pomarici. Via San Giacomo. Orari: 10.00-14.00 / 16.00-20.00 (lu chiuso). www.musma.it


In mostra, l’arte nell’arte

Una ricca offerta di opere, dal rupestre al contemporaneo, dal Rinascimento alle avanguardie – Quarta e ultima parte
/ 15.07.2019
di Tommaso Stiano

Matera è conosciuta e riconoscibile, come detto, per il paesaggio edificato a cielo aperto e soprattutto grazie ai numerosi ipogei: le case-grotta, le chiese rupestri con gli affreschi del tardo Medioevo e le cisterne. Quest’anno, grazie alla promozione dell’UE a «Città della cultura 2019», la città pullula di offerte culturali aggiuntive che sono elencate nel sito ufficiale www.matera-basilicata2019.it. Spiccano per importanza due mostre d’arte, una sul Rinascimento nel Sud Italia, l’altra sul surrealismo di Salvador Dalì. Inoltre, ci sono diverse esposizioni d’arte contemporanea nelle chiese rupestri già segnalate. Di seguito la presentazione di alcune mostre.

Il Rinascimento nel Meridione d’Italia tra ’400 e ’500
È il più grande evento di «Matera 2019», imperdibile per i cultori dell’arte rinascimentale. Questa esposizione temporanea, divisa in otto sezioni, intende presentare il Rinascimento italiano con opere del Meridione dal 1438 al 1535, un’epoca di grandi navigatori, di mercanti, di mecenati, di notevoli artisti che ruotano attorno al Regno di Napoli e al Mediterraneo. Nelle sale troverete più di duecento tra dipinti, miniature, sculture, stampe, oreficerie, mappe geografiche, tutte opere che testimoniano l’eccellenza artistica di quel secolo nel Sud Italia, crocevia tra le grandi città della Penisola, il «Mare Nostrum» e l’Oriente.

Nella medesima sede, vale la pena soffermarsi anche nella Sala Carlo Levi ad ammirare la grande tela Lucania ’61 (18.50 x 3.20 m). Questo lavoro è custodito negli spazi dedicati allo scrittore-artista assieme ad altre sue 41 opere. L’opera fu commissionata a Levi dal Comitato per le Celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia al fine di rappresentare la Basilicata (Lucania) alla mostra Italia 61 allestita a Torino in quell’anno. Il pittore decise di ispirarsi alla quotidianità della regione meridionale dove era stato confinato dai gerarchi fascisti tra il 1935 e il 1936, periodo che aveva raccontato nel celebre Cristo si è fermato a Eboli, pubblicato per la prima volta nel 1945 e riedito in continuazione fino ai nostri giorni.

Il surrealismo di Salvador Dalì nella concretezza delle chiese rupestri
Entrando in Piazza Vittorio Veneto a Matera ci si imbatte in un grosso elefante con zampe lunghissime e con una piramide vuota sul groppone. È in qualche modo l’incipit della grande esposizione Salvador Dalì. La persistenza degli opposti che presenta qualcosa come duecento opere autentiche del poliedrico artista spagnolo. Come spiegavamo, Matera è la patria dei contrari: la vita sotto terra (case-grotta) e sopra, la miseria del secolo scorso e la ricchezza dei luoghi oggi, la luce del sole e la tenebra delle spelonche, il sotto che è pavimento per gli uni e tetto per gli altri. Richiamando la peculiarità di Matera come città degli opposti, gli organizzatori degli eventi hanno pensato a un artista che ha perseguito tutta la vita una filosofia fatta di contrasti: Salvador Dalì (1904-1989).

Per aumentare l’effetto surrealista, la sede principale della mostra di Dalì si trova nelle antiche chiese rupestri di Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci (XII secolo); con questa ubicazione l’arte contemporanea si sposa con quella medievale delle chiese e degli affreschi rupestri, qui le sculture fuse nel bronzo sono ospiti delle nicchie scolpite nel tufo. Si può ben dire che la sede scelta si presta a esaltare il contrasto tra l’arte sacra rupestre che richiama le realtà terrestre ed eterna (l’essere) e l’espressione surrealista del maestro catalano che invece punta sul sogno, sull’effimero, sul tempo che fugge, sull’essere in continua metamorfosi. Contrasti che però convivono, opposti che si fondono nelle opere scultoree esposte suddivise in quattro tematiche: il tempo, la religione, la metamorfosi e il dualismo duro/esterno e molle/interno.

La maggior parte dei lavori in mostra sono sculture in bronzo, ma ci sono pure accessori d’arredamento stravaganti, sale con dipinti, disegni, litografie, matrici per stampe, piccole sculture e filmati esplicativi. Quanto basta per passare almeno un paio d’ore tra surrealismo e rupestre. L’esposizione è disposta su tre livelli interni e uno esterno che guarda verso il Parco della Murgia; inoltre ci sono cinque sculture monumentali, tre delle quali piazzate nei punti cruciali della città lucana.

Un ipogeo per l’importanza del pane
Si tratta di installazioni d’arte contemporanea del calabrese Angelo Aligia esposte nel grande ipogeo Matera Sum (1200 mq, percorso audioguidato) vicino a Piazza Vittorio Veneto. Dalla terra al grano, dal grano al «Panem», di generazione in generazione si tramandava l’arte di preparare il pane consegnando alla novella sposa il lievito madre, un dono prezioso per la continuità della vita. Ecco perché in una delle installazioni gli uomini vestiti di bianco-farina recano luccicanti pagnotte d’oro come augurio di fecondità, una fecondità che non è solamente materiale ma pure segno culturale identitario di un popolo, che rimane nel tempo e che l’artista intende riproporre nel presente con le sue opere.

Il multimediale al servizio dell’arte dello scavo
Questa mostra temporanea ripercorre la storia dell’uomo e della sua arte di scavare e di lavorare la pietra lungo i secoli creando architetture d’ogni genere a partire dalle grotte trogloditiche passando per le sculture d’ogni epoca, fino alla scultura per eccellenza, che è la Città dei Sassi. Il percorso si svolge in una galleria spazio-temporale multimediale e in cinque tappe cronologiche dal paleolitico fino a Matera 2019. A orari fissi, oltre la mostra, una guida porta i visitatori a esplorare gli ipogei sotto Palazzo Lanfranchi. Nel medesimo museo è esposta la collezione permanente di reperti greci e la ricostruzione di un villaggio neolitico del Parco della Murgia.

Sculture contemporanee e avanguardie tra gli ipogei
Il Museo della scultura contemporanea di Matera (MUSMA) è una fondazione privata nata nel 2006 che si occupa solamente di scultura contemporanea italiana e internazionale. L’esposizione si sviluppa su 2000 mq e su due livelli, uno sotterraneo. Suggestiva è la collocazione delle opere in sette ipogei che in origine erano un convento domenicano trasformato in seguito dalla famiglia Pomarici in magazzini per cereali, cantine, stalle e carbonaie. Dal livello ipogeo si raggiunge il piano superiore (con un lift) dove in dieci sale sono esposte altre sculture dal XIX secolo fino alle avanguardie recenti.