Idee da leggere, per le vacanze

Piccola rassegna di novità librarie, tratte dalla ricca produzione ticinese
/ 17.12.2018
di Alessandro Zanoli

Gabriella Corti, Adriano Crivelli, Florario & Gattario, Edizioni d’autore Gadri
Un libro delicato: parlandone si ha paura di sciuparne la leggerezza d’invenzione. Leggerezza floreale da un lato, anche se in realtà le immagini del Florario di Gabriella Corti sono frutto di un lavoro molto complesso di composizione: sia per la scelta del soggetto, che viene poi elaborato e ritagliato; sia per l’abbinamento a uno sfondo pittorico, che fa da contraltare e da contrasto; sia per il considerevole periodo di tempo che ha richiesto la preparazione dei 52 quadri.

E d’altro canto non si può negare che la leggerezza sia anche il tratto distintivo dell’umorismo di Adriano Crivelli, uno dei migliori vignettisti ticinesi, capace di combinare il tratto agile della penna con un sovrappiù di poesia, tanto che anche le scene più arrischiate, graffianti, si trasformano in disegni innocenti. Il suo Gattario non è un vero catalogo umoristico a tema: si tratta forse solo di esercizi di stile in cui il gatto diventa un pretesto per strappare un sorriso. Tutte queste note di leggerezza e naturalezza, reali o presunte, fanno di Florario & Gattario un libro strano, fuori dagli schemi, con una prospettiva tutta sua, che cerca lettori altrettanto svagati, disposti a un’esperienza estetica trasversale, ai margini della logica.

Francesco Lepori, Il Ticino dei colletti sporchi. I processi bancari dagli Anni Settanta ad oggi, Dadò
Nell’epoca in cui il racconto poliziesco è il modulo vincente e onnipresente nella creatività letteraria e cinematografica, un libro come questo si presta a fornire soggetti narrativi in abbondanza agli autori, ticinesi e non. Francesco Lepori, giornalista che segue da decenni la cronaca giudiziaria nostrana, ha raccolto in questo suo lavoro alcuni fra i più clamorosi casi di crimini patrimoniali occorsi nel nostro cantone negli ultimi 40 anni. È un catalogo che per certi versi può apparire scontato, almeno per una generazione di lettori «over 50» che ha seguito le vicende ticinesi degli anni 70-90.

Una ricostruzione che, per quanto sintetizzata e schematica, finisce per risultare molto intensa e concentrata, tanto da ispirare una sorta di vertigine milionaria. Insomma, nella sua accuratezza e nella sua precisione giornalistica il resoconto di Lepori riesce a farci capire che, in fin dei conti, i gialli ci piacciono davvero perché sono irreali, mentre la realtà è molto meno facile da digerire. Il volume, con il suo carico di situazioni intricate e scabrose, si vorrebbe come una sorta di vaccino che possa fornire anticorpi sia alle istituzioni bancarie sia all’autorità giudiziaria. E in questo senso c’è da sperare che diventi presto un manuale in uso nelle facoltà di economia...  

Alex Kalatchoff, Quantica, Grafica Marelli
Un romanzo di fantascienza, molto ben scritto e costruito con abilità. È raro trovare libri capaci di coinvolgere e sedurre il lettore con una scelta del genere: tra serie televisive, film, cartoni animati e fumetti, in tema di thriller futuristici sembra ormai di aver già visto tutto. E anche gli ingredienti di questo Quantica sono più che sfruttati: la pervasività delle tecnologie di controllo sull’individuo, il conflitto tra il creatore di robot e l’androide, che diventa sempre più umano e sfugge al suo controllo, i rischi e le malversazioni legati alla manipolazione genetica, ecc.

Se non che, il romanzo di Kalatschoff, nei continui spostamenti dei suoi personaggi attraverso i quartieri di una Parigi distopica, finisce per disegnare un’irresistibile rivisitazione dei Miserabili: la cosa si svela già in apertura di racconto, con la descrizione di una drammatica fuga nelle fogne della città. Il libro dunque propone una narrazione serratissima, con un dettato calibrato e lineare, dichiaratamente frutto di un lavoro di editing molto approfondito. E il lettore non può che farsi coinvolgere nella vicenda, architettata con grande cura, piena di colpi di scena. Vi serve un libro per giustificare un Natale trascorso sul divano a leggere? Eccolo.

Tito Tettamanti, Flash, Dadò
Tito Tettamanti ci sorprende lasciandoci vedere il suo lato più umano, affidando alla penna i ricordi (spesso spassosi, come quando ci racconta dello scimpanzé Max che, per inaspettato affetto, durante un lungo viaggio in auto gli salta in grembo e non lo molla più) di una vita per molti versi straordinaria, e soprattutto avventurosa. Come si evince da questi Flash – che, lo dichiara lo stesso autore, vogliono solamente essere una sorta di istantanea di un forziere traboccante di ricordi – Tettamanti non ha mai avuto paura della vita, anzi.

In tempi lontani già si avventurava in Africa o in Nuova Caledonia seguendo il proprio proverbiale istinto di grande investitore e cercando di captare la mentalità e le usanze del luogo. Ampio spazio è dedicato anche ai ricordi di una gioventù movimentata e dai tratti goliardici, che lo vedeva spesso al Lido di Lugano, circondato da quegli stessi amici che insieme a lui ancora oggi una volta all’anno affrontano la traversata del Lago di Lugano a nuoto (dal punto più stretto) ma che, per motivi anagrafici, ogni anno diminuiscono.