Dentro le miserie di Beirut
di Francesca Mannocchi

«Ho chiamato qualcuno per aiutarmi. E sicuramente ha più conoscenze di quante ne abbia io, così sono riuscita ad avere un po’ di carburante e quindi un po’ di elettricità. Si chiama Zakaria, senza di lui ora sarei al buio, come tutti gli altri nel mio quartiere». A parlare è Samah,...

«Non c’è più un posto sicuro»
di Francesca Mannocchi

Giovedì scorso l’aeroporto di Kabul è stato colpito da attacchi kamikaze, rivendicati dallo Stato islamico, che hanno causato la morte di un centinaio di persone. Una decina di soldati statunitensi e molti più civili che tentavano di scappare dall’incubo incarnato dal ritorno dei...

Se essere donna è una colpa
di Francesca Mannocchi

«Non era solo una giornalista, Malala era una scrittrice, un’oratrice, sapeva parlare alla gente e trovava le parole giuste per descrivere la loro pena, la loro vulnerabilità. Malala era un tesoro, una gemma della società afgana che ora non c’è più». Gul Mullah ha 51 anni, il viso...

C’è ancora odore di morte
di Francesca Mannocchi

Um Alzuhr entra nella stanza con suo figlio. Lei tiene sei cornici strette tra le braccia, lui uno striscione bianco lungo tre metri. Um Alzuhr lo srotola, lo sistema con cura lungo la parete in fondo alla stanza, poi dispone le cornici, come un altare. Ognuna contiene un volto...

Gli unici davvero innocenti
di Francesca Mannocchi

Da un anno Roula Khalaf vive in una tenda del campo di Jeddah, nella piana di Ninive, Iraq settentrionale, con i suoi 4 figli. Ha 40 anni. Gli ultimi 3 prima di arrivare al campo li ha passati in prigione, con i bambini. Dopo la fine della guerra di Mosul, nel 2017, ha provato a fare...

Uno scherzo di Rivoluzione
di Francesca Mannocchi

Nariman Zorgui ha 21 anni, grandi occhi neri che spuntano dalla mascherina che copre il volto. Che sorrida si capisce dalle pieghe che le circondano gli occhi mentre osserva la piazza, quando le centinaia di giovani che affollano il sabato pomeriggio Avenue Bourguiba, in centro a...

Sognando l'Europa
di Francesca Mannocchi, foto Alessio Romenzi

Il freddo in Bosnia ha due colori, quello dell’ora appena dopo il sorgere del sole,  bianco ghiaccio, e quello delle nove del mattino, ocra, fatto dell’alternarsi delle ombre.  Strisce allungate dalla luce, sagome che si muovono cercando il primo raggio di sole. Sono i...

Balochistan, riflettori sulla pulizia etnica
di Francesca Marino

Chissà perché viene sempre in mente la voce di Billie Holiday, ogni volta che una nuova notizia o un nuovo rapporto di Amnesty International viene pubblicato. Una voce roca, scura, che canta di «strange fruits», strani frutti che compaiono tra i rami degli alberi. Frutti dalle...

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