Un modello per la Svizzera?

Brexit - L’accordo di libero scambio britannico è molto diverso da quello bilaterale con la Svizzera, che è già molto integrata nel mercato europeo. Resta però aperta la questione della sovranità del diritto svizzero
/ 04.01.2021
di Ignazio Bonoli

L’avvicinarsi dell’accordo fra la Gran Bretagna e l’Unione europea sul tema della Brexit ha attirato molte attenzioni anche negli ambienti politici ed economici in Svizzera. Infatti, l’esito di negoziati, conclusisi alla vigilia di Natale, avrebbe potuto avere qualche influsso anche sulle trattative in corso con la Svizzera per un accordo quadro con l’UE. Lo scopo di questo nuovo accordo per la Svizzera è quello di salvaguardare quanto raggiunto con i singoli accordi bilaterali, senza andare oltre sul tema del rispetto formale degli stessi sul piano giuridico, mentre per l’Europa è chiara la tendenza ad imbrigliare sempre più la Svizzera nel diritto europeo.

Ora, a prima vista, l’accordo con la Gran Bretagna permetterebbe di superare alcuni aspetti scabrosi che restano tuttora in discussione tra Berna e Bruxelles. Molti si sono quindi chiesti se il modello di accordo ottenuto da Londra non possa essere applicato tout court anche per la Svizzera.

Esso risolverebbe in gran parte i problemi che mantengono le singole posizioni ancora distanti. Si tratta in particolare di due temi principali: la Corte europea di giustizia potrà decidere inappellabilmente su eventuali disaccordi fra Svizzera ed UE. Dal canto suo la Svizzera adatterà le sue leggi progressivamente al diritto europeo (adeguamento dinamico). Ora i negoziatori inglesi sono riusciti ad escludere entrambi i principi nell’accordo di libero scambio con l’UE. E questo ha fatto esultare gli scettici svizzeri sull’accordo proposto da Bruxelles.

In realtà, però, ci sono parecchie differenze tra il modello britannico e la via bilaterale scelta dalla Svizzera. Già nel principio l’approccio è diverso, poiché la Gran Bretagna si allontana completamente dall’UE e dal suo mercato interno, mentre Berna sta percorrendo la strada opposta. Infatti, l’accordo di libero scambio con l’UE è in vigore fin dal 1972 e ha creato lo scambio senza dazi e limitazioni quantitative dei prodotti industriali con la Svizzera.

Dopo il voto popolare negativo sull’accordo sullo Spazio economico europeo nel 1992, la Svizzera si è in realtà sempre più avvicinata all’UE e al suo mercato interno. Avvicinamento che ha poi codificato con i vari accordi bilaterali, giungendo perfino a integrare parte del diritto europeo nelle sue leggi nazionali in materia.

Gli approcci sono quindi molto diversi anche se lo scopo finale tanto di Berna, quanto di Londra, è quello di avere un accesso facilitato al mercato interno europeo. Bruxelles conferma comunque che un accesso completo al mercato europeo non è possibile tramite unicamente un accordo di libero scambio. Sotto questo aspetto l’accordo concluso dalla Gran Bretagna è peggiore di quello della Svizzera, ma Londra evita così di doversi sottoporre al giudizio della Corte europea di giustizia e di integrare progressivamente il diritto europeo nelle sue leggi.

Questa via resta ovviamente aperta anche per la Svizzera, ma a costo di rinunciare ad alcuni vantaggi già ottenuti negli scambi bilaterali. Questi ultimi trattati consentono in pratica alla Svizzera un accesso, anche se non ancora completo, al mercato interno europeo. La Gran Bretagna, pur avendo ottenuto lo scambio di prodotti senza dazi, si troverà invece confrontata con una serie infinita di discussioni sugli ostacoli non tariffari, che creeranno un’immensa burocrazia e rallenteranno eventuali progressi. Cadrà, infatti, l’importante accordo sul riconoscimento reciproco dell’origine dei prodotti. Infine, vi saranno problemi anche sugli aiuti pubblici alle aziende per l’esportazione, nonostante la Gran Bretagna abbia accettato di adeguarsi in parte al diritto europeo.

In conclusione: gli accordi bilaterali come quelli svizzeri limitano la sovranità in alcuni settori determinati, ma offrono la possibilità di partecipare al mercato interno europeo. Sul piano economico offrono sostanzialmente molto di più di un accordo di libero scambio (come quello britannico). Per contro concede molta più libertà e sovranità rispetto a un’adesione all’UE. La Svizzera deve decidere a partire da questi valori. Se riesce a concludere un accordo-quadro che garantisca un accesso al mercato bilaterale e perfettibile, avrà ottenuto molto di più della Gran Bretagna.

Parecchie questioni restano comunque aperte. Anche se per i più ottimisti in Svizzera la Gran Bretagna dimostra che l’UE è interessata a trovare soluzioni, non è detto che sia disposta a fare nuove concessioni. Soprattutto a un paese già molto integrato nel suo mercato, del quale – anche per questioni non solo economiche (studi e ricerche, per esempio) – non può praticamente fare a meno.