Si passa dal Libor al Saron

Confermata una notizia dell’anno scorso: la BNS abbandona dal 2021 il London Interbank Offered Rate; il nuovo tasso è basato sulle transazioni effettive in un giorno determinato e non più su un accordo fra banche
/ 09.11.2020
di Ignazio Bonoli

Confermando una notizia già diffusa nel giugno dello scorso anno, la Banca nazionale Svizzera ha deciso di abbandonare il tasso «Libor» (London Interbank Offered Rate), che serve per applicare parecchi tassi di interesse, tra cui anche quello ipotecario, a partire dal 2021. Questo tasso viene fissato sul mercato di Londra con un accordo fra 12 grandi banche. Per questo motivo, uno dei rimproveri che gli vengono fatti è quello di prestarsi ad eventuali manipolazioni. È quanto si era temuto già nel 2011 quando una banca componente del gruppo decise di autodenunciarsi, per evitare pesanti conseguenze, qualora si fossero scoperti eventuali accordi fra interessati. Furono avviate parecchie inchieste, anche in Svizzera, che indussero l’Agenzia britannica di sorveglianza dei mercati finanziari a chiedere la fine del sistema e passare a nuove regole.

Questo deve avvenire entro la fine del 2021, con il Libor che verrà sostituito da un riferimento a singoli tassi nazionali. La Banca Nazionale Svizzera ha quindi deciso di passare al «Saron» (Swiss Average Rate Overnight), in pratica il tasso di interesse a giorno sul mercato svizzero. Questo tasso è utilizzato già da oltre una decina d’anni, benché il Libor rimanga molto diffuso. Il vantaggio essenziale del tasso svizzero sta nel fatto che si basa su tassi effettivi delle transazioni finanziarie e non su un accordo tra banche come il Libor.

Il cambiamento di sistema non è senza conseguenze, poiché molte transazioni si basano ancora sul Libor. A livello mondiale si calcola che siano in atto contratti finanziari per 350 bilioni di dollari, ancora basati sul Libor. Ma anche sul mercato ipotecario svizzero il suo impiego è molto diffuso: si tratterebbe – su un mercato globale di 1’100 miliardi di franchi – di 220 miliardi di franchi, cioè circa il 20% di questo mercato. Si dovrà perciò utilizzare il nuovo metodo per un notevole volume di crediti.

Quali sono le principali differenze fra i due sistemi? Come già detto, la differenza principale sta nel fatto che il Libor viene fissato tramite un accordo fra le banche sulla piazza di Londra, il Saron invece deriva dalle transazioni giornaliere effettivamente realizzate nel mercato svizzero. Il che significa che il tasso è noto solo alla fine delle operazioni e non già all’inizio.

Con l’accensione di un credito ipotecario basato sul Saron, il debitore sopporta quindi anche il rischio del tasso di interesse. In caso di aumento del tasso, le banche offrono però generalmente la possibilità di cambiare il tipo di ipoteca. Alcune offrono anche la possibilità di un’assicurazione contro questo rischio. Il modo di calcolare il tasso di interesse diventa importante quando i tassi salgono sopra lo zero (oggi sono sotto). Le banche fisseranno probabilmente un tasso minimo dello 0% e il debitore pagherà solo il margine concordato, come avviene anche con il Libor.

Sul mercato attuale – di fronte alla prospettiva di cambiamento – le banche hanno reagito più o meno rapidamente. Alcune attendono tranquillamente l’avvicinarsi della scadenza annunciata, altre si sono già adeguate e reagiscono in modo attivo. Il gruppo Raiffeisen, per esempio, offre per le nuove ipoteche o per quelle che devono essere rinnovate, già oggi una soluzione Saron Flex, al posto dell’attuale contratto basato sul Libor. La Banca cantonale di Zurigo offre pure un nuovo prodotto detto «Saron – Rollover». Si tratta di un’ipoteca con durata illimitata e tasso di interesse variabile, che si orienta al nuovo tasso di interesse. Tasso che viene fissato ogni volta due giorni prima del termine stabilito con addebito al debitore, alla fine del periodo concordato. Il debito ipotecario può essere denunciato con un preavviso di sei mesi, ma può essere trasformato in ogni momento in un altro tipo di ipoteca offerto dalla banca.

Le grandi banche offrono pure due tipi di ipoteche basate sul Saron. L’ipoteca Saron, con libera scelta della durata da due a tre anni e periodicità da uno a tre mesi. L’interesse viene conteggiato alla fine. Oppure il tipo «Rollover» per il quale il tasso di interesse viene stabilito all’inizio. Il debitore conosce così il costo dell’ipoteca fin dall’inizio. Costo che comprende anche il costo della garanzia. La durata può essere di uno o due anni e la periodicità degli interessi di un mese.

I due modelli si differenziano soprattutto per la flessibilità. Per il modello «Saron Flex» il debitore può denunciare l’ipoteca entro il termine di un mese e ha la possibilità di eseguire ammortamenti straordinari ogni trimestre. Il modello «Saron» è invece simile a quello degli altri debiti ipotecari. Entro il passaggio al nuovo sistema vi saranno probabilmente altri adeguamenti, che possono differenziarsi da banca a banca. In ogni caso la tendenza è quella di approfittare del cambiamento per allontanarsi dal sistema di ipoteca con tasso variabile (o fisso con scadenze stabilite) con o senza ammortamento per una durata molto lunga.