Thomas Pentsy è analista di mercato e dei prodotti presso la Banca Migros


Persiste la richiesta dell’oro

La consulenza della Banca Migros
/ 03.02.2020
di Thomas Pentsy

A metà gennaio il prezzo dell’oro era di circa 1550 dollari. Sulla scia delle tensioni tra Iran e Stati Uniti, dall’inizio dell’anno il metallo prezioso giallo è leggermente aumentato. L’oncia troy d’oro si è così attestata al livello dell’agosto 2019, quando i timori di recessione e l’escalation del conflitto commerciale tra la Cina e gli Stati Uniti hanno talvolta causato una sostanziale incertezza tra gli investitori.

L’anno scorso l’oro ha registrato un rincaro di oltre il 18%. È stato uno degli anni migliori per gli investitori dell’oro dalla crisi economica e finanziaria globale del 2008/2009. L’oro ha tuttavia beneficiato di un contesto ottimale: il rallentamento della congiuntura globale e l’inversione di marcia delle banche centrali hanno fatto scendere i tassi in tutto il mondo, causando un netto aumento della domanda del metallo giallo. Infine, ma non meno importante, l’incertezza derivante dal conflitto commerciale ha avuto un ruolo centrale nel notevole aumento del prezzo dell’oro. Gli investitori avevano riscoperto l’oro come bene rifugio.

Nell’anno in corso alcuni di questi fattori continueranno a stimolare il prezzo dell’oro, a differenza di altri che non lo faranno più. Il livello dei tassi negli Stati Uniti dovrebbe diminuire ulteriormente. Il dollaro tenderà ad avere un andamento laterale o a indebolirsi leggermente. Entrambi gli andamenti sosterranno il corso dell’oro. Tuttavia, in previsione di una certa distensione del conflitto commerciale e di una leggera ripresa congiunturale, l’oro non sarà più richiesto come rifugio sicuro come nel 2019.

Questo contesto dovrebbe sostenere il prezzo dell’oro ad un livello di 1500 dollari, ma ciò non basta per proseguire la corsa al rialzo dell’ultimo anno. In fasi di incipiente insicurezza sui mercati e/o di ulteriori allentamenti della politica monetaria delle banche centrali, una temporanea spinta verso l’alto delle quotazioni è senz’altro possibile. Tuttavia, alla luce del minor rischio di recessione, nel 2020 il potenziale di guadagno del metallo prezioso ci appare limitato.