Grace getta scompiglio in Sud Africa

Fra cronaca e crisi internazionale – La moglie del presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe è accusata di aver picchiato una modella in Sud Africa. Il caso dovrà essere gestito diplomaticamente dai due governi
/ 21.08.2017
di Pietro Vereonese

La sera di domenica 13 agosto una signora di una cinquantina d’anni elegantemente vestita, accompagnata da un certo numero di guardie del corpo, attraversa a passo spedito la hall del Capital 20 West, un albergo a cinque stelle del quartiere più danaroso di Johannesburg, in Sud Africa. Il personale dell’hotel sa benissimo chi è e nessuno si sogna di chiederle dove sia diretta. La signora e la sua scorta si infilano in un ascensore scomparendo alla vista.

Qualche piano più su, tre ragazze giovanissime e un loro amico si stanno rilassando sul divano di una piccola suite. Aspettano altri due ragazzi conosciuti appena la sera prima, di nazionalità zimbabweana. Il programma della serata non è chiaro, ma dai ritratti postati sui social da almeno una delle tre, ventenne di professione modella, è facile supporre che tutti siano lì riuniti con il preciso scopo di divertirsela.

All’improvviso la porta della suite si spalanca ed ecco irrompere la signora vista poco prima nella hall. «Dove sono i miei figli?», grida come una furia, e incomincia a malmenare i presenti. Di fronte alla reazione spaventata, confusa delle ragazze e del loro accompagnatore, la sua ira non fa che montare. Afferra la prolunga elettrica di un lume, la fa roteare a mezz’aria e ne usa la pesante spina come una mazza che piomba ripetutamente sulla testa di una delle malcapitate. Le altre riescono a darsela a gambe, ma la giovane vittima finisce a quattro zampe sulla moquette, sanguinando da profonde ferite alla fronte e al cuoio capelluto. Le guardie del corpo assistono impassibili.

Alla fine anche l’ultima ragazza si mette in salvo in qualche modo. Finisce al pronto soccorso, dove rimedia almeno 14 punti in varie parti del capo. Ma non si accontenta di suture e cerotti: firma anche una denuncia per lesioni personali aggravate. Ed è così che la storia diventa un caso internazionale. Perché la responsabile dell’aggressione ai danni di Gabriella Engels, ventenne modella sudafricana, altri non è che Grace Mugabe, consorte di Robert, presidente dello Zimbabwe. Al momento in cui scriviamo la first lady zimbabweana è, almeno ufficialmente, latitante. Le autorità sudafricane pretendono di non sapere dove si trovi, pur dicendosi sicure che non abbia ancora lasciato il Paese. La polizia di frontiera è stata posta in allarme rosso, schede segnaletiche sono state inviate a tutti i valichi di confine. Nel frattempo è arrivato in Sud Africa anche il marito, novantatreenne, per presenziare a un vertice dei capi di Stato dell’Africa australe.

Grace Mugabe non è un personaggio molto amato. Faceva la dattilografa al palazzo presidenziale quando divenne l’amante del presidente, che ha 41 anni più di lei. I due si sposarono dopo che Mugabe era rimasto vedovo; anche Grace è al secondo matrimonio. L’hanno soprannominata DisGrace, o Gucci Grace, per le spese folli che faceva durante le visite ufficiali in giro per il mondo, finché la coppia presidenziale non è stata oggetto di un bando Onu e si è ritrovata costretta a non farsi quasi più vedere in giro. Anche se non lo ha mai proclamato apertamente, lei non nasconde l’ambizione di succedere al marito alla guida dello Zimbabwe, un momento che non può essere troppo lontano considerata l’età di lui. Di recente, in un comizio, gli ha chiesto pubblicamente di nominare un successore.

Grace Mugabe non è nuova alle intemperanze fisiche. Almeno un paio di volte negli ultimi anni, sempre mentre si trovava all’estero, ha aggredito violentemente dei fotografi. In quest’ultimo caso tuttavia la vittima è una ragazza giovanissima, e ci sono di mezzo anche due dei tre figli della coppia presidenziale: Robert junior, 25 anni, e Chatunga, 21. I due si trovano in Sud Africa ufficialmente per studiare, ma è notorio come preferiscano dedicarsi alla bella vita.

Per quanto imbarazzante, il caso dell’aggressione al Capital 20 West potrebbe essere gestito diplomaticamente dai due governi, non fosse che entrambi sono di questi tempi estremamente indeboliti e sottoposti ad attento scrutinio interno ed internazionale. Il presidente sudafricano Jacob Zuma è appena sopravvissuto d’un soffio all’ennesimo voto di sfiducia in Parlamento; è coinvolto in numerosi scandali e accusato da più parti di considerarsi al di sopra della legge. Se dovesse concedere l’impunità alla manesca Grace – la quale peraltro ha mancato di rispetto alla giustizia sudafricana evitando di presentarsi davanti al tribunale che l’aveva convocata all’indomani dell’aggressione – la sua popolarità già in caduta libera soffrirebbe di certo un altro brutto colpo.

Dal canto suo Robert Mugabe regna da quasi 40 anni su un Paese preda della violenza e della fame. Le intemperanze della moglie in uno degli alberghi più lussuosi del Sud Africa, per giunta impegnata a dare la caccia a due rampolli che conducono vita da playboy mentre i loro concittadini sono in miseria, non migliorano certo l’opinione di cui gode nel suo Zimbabwe. Ci dispiace non poter raccontare ai lettori di «Azione» come sia andata a finire la vicenda. Possiamo solo anticipare che l’unica a poter contare di guadagnarci qualcosa è la malcapitata Gabriella Engels. La sua domenica sera è finita in un incubo; ma le sue ferite si rimargineranno e la sua fama sui social è assicurata.