ReportageĀ - In esplorazione dietro le quinte della Grecia delle spiagge da sogno
CittĆ e luoghi abbandonati hanno colpito a lungo lāimmaginazione umana. Il fenomeno del turismo Urbex (urban exploration ā esplorazione urbana), che in anni recenti ha registrato una vera e propria esplosione in tutto il mondo, ha portato una curiositĆ crescente per decadenza e degrado.
Pochi passi al di là delle spiagge più rinomate e dei borghi pittoreschi del Peloponneso, la penisola separata dal resto dello stato ellenico dal canale artificiale di Corinto, accanto alla Storia ufficiale dei grandi condottieri vi sono le storie sussurrate delle persone comuni. Storie che si annidano tra le pieghe di tende ormai distrutte, nei chiodi arrugginiti di un relitto, nelle travi di legno di un soffitto sfondato.
Gythio era lāantico porto di Sparta, la porta dāaccesso alla penisola del Mani. Il paese fu distrutto dagli ateniesi nel 455 a.C. e ricostruito da cima a fondo dagli spartani. Nel 195 d.C. cadde sotto lāoccupazione dei Romani. Al largo, connesso alla terraferma da un lungo e stretto molo, si trova lāisolotto di Marathonisi, dove Paride gettò lāĆ ncora dopo aver rapito Elena dal palazzo di Menelao a Sparta, e dove i due trascorsero insieme la notte che diede inizio alla Guerra di Troia.
Capitale ufficiale del Mani, Gythio ĆØ un paese grazioso, la cui lunga passeggiata sul lungomare ĆØ affollata di taverne, bar e negozi in edifici neoclassici dai colori pastello. Qui, allāombra della catena montuosa del Taigeto, i Fenici commerciavano la tintura di porpora di Tiro estratta dalle lumache marine che catturavano in mare; questa colorazione veniva poi utilizzata per tingere gli abiti reali.
Per osservare gli edifici abbandonati di Gythio basta salire una delle grandi scalinate che dal lungomare portano al cuore del paese. Qui, fra alberi di fico e viste mozzafiato sul golfo, le modeste case dei locali si alternano a edifici dai tetti sfondati e hotel abbandonati che esibiscono dettagli inquietanti, da alcune bucalettere spunta posta vecchia di chissĆ quanti anni.
Per ritrovarsi faccia a faccia con qualcosa di ancora più insolito si può prendere lāauto e seguire la Eparchiaki Odos Skala-Gythiou lungo una manciata di km in direzione nord: quella di Valtaki non ĆØ solo una bella spiaggia di sabbia, ma ospita anche il relitto della nave Dimitrios. Secondo il testo Ta Navagia stis Ellinikes thalasses (Ā«I naufragi dei mari greciĀ»), la nave da carico ā utilizzata probabilmente per il trasporto di sigarette illegali tra la Turchia e lāItalia ā attraccò in emergenza nel porto di Gythio perchĆ© il capitano necessitava di cure mediche. A causa di problemi finanziari, la nave fu lasciata alla deriva nel porto e, dichiarata pericolante nel 1981, fu in seguito sospinta nella posizione attuale dal mare in tempesta.
Affacciata sul Golfo Argolico si trova invece la fascinosa cittĆ di Nafplio, capitale del Regno di Grecia fra il 1823 e il 1834, che vanta una splendida architettura veneziana e strutture ottomane. Come nel caso di Gythio, anche qui decine di edifici storici stanno per crollare a causa dello stato di abbandono e per la negligenza delle autoritĆ , che provocano le lamentele dei residenti. Tra questi edifici vi ĆØ la storica caffetteria-gelateria lungo la spiaggia di Arvanitia, ora ridotta a una carcassa abbandonata in mezzo alla pineta.
Al km quattro della strada costiera che da Nafplio conduce a Nea Kios, costellata da night-club che hanno vissuto tempi migliori, si trovano i capannoni della vecchia ĪĻγοĻĻάĻιο ΠελαĻĪ³ĪæĻ (Fabbrica Pelargos). La storia della Pelargos ĆØ di notevole interesse. Fondata nel 1930 da Gerasimos Karamelis, rifugiato giunto a Nafplio dallāAsia Minore alla fine del 1922, nei primi anni fu adibita principalmente allāinscatolamento di okra, fagioli e piselli sgusciati a mano. Dopo qualche anno, la produzione si espanse alle foglie di vite di Vrachati, zucchine della vicina Argos, dolmades, marmellate e composte. Le merci erano inviate a destinazione in treno dalla stazione di Argo o in barca dal porto di Nafplio.
Poco prima della Seconda guerra mondiale, iniziò la produzione del concentrato di pomodoro, che fece decollare la fabbrica. Ma Karamelis morƬ poco dopo, allāetĆ di 54 anni, forse per lo stress di due spedizioni andate perse. La moglie Marika e il figlio Tassos portarono avanti lāattivitĆ , con mille difficoltĆ a causa dellāoccupazione tedesca. Negli anni Sessanta la fabbrica si specializzò nella produzione di concentrato di pomodoro e si affermò sul mercato alle spalle della moderna Kyknos, tuttora esistente.
Oggi, gli impianti appartengono allāUnione delle Cooperative Agricole dellāArgolide e tra il 2016 e il 2019 sono stati utilizzati per un festival musicale estivo. Nel 2020, la superficie delle mura esterne ĆØ stata presa di mira dal gruppo di conservazione della vicina zona palustre di Nea Kios, che le hanno decorate con graffiti.
Molti edifici abbandonati del Peloponneso hanno a che fare però con infrastrutture ferroviarie. La società ferroviaria greca SPAP, fondata nel 1882, gestiva una linea a scartamento ridotto che collegava Atene al Peloponneso. La rete collegava città come Corinto, Argo, Nafplio, Tripoli, Megalopoli, Patrasso, Kalamata, Kyparissia e Pyrgos. La stazione di Myloi, sul lato ovest della baia di Nafplio, era uno snodo importante in questa rete. Nel 2011 la crisi economica ha portato alla sospensione di tutti i servizi passeggeri e merci sul sistema ferroviario del Peloponneso.
La stazione di Myloi appare oggi invasa dai resti arrugginiti di treni e locomotive a vapore che giacciono sui vicini binari di manovra. A Kalamata, invece, la stazione ĆØ stata trasformata in un parco ferroviario municipale, lāunico museo allāaperto del suo genere in Grecia. Completato nel 1990 a ridosso della vecchia stazione Kalamata ā Limin, il parco include quattro binari, una torre dellāacqua, tre locomotive con rimorchio e una passerella di 28 metri oltre a sette locomotive a vapore e una carrozza diesel, un verricello a manovella del 1890, due draisine (una a pedale e una manuale), tre veicoli passeggeri di prima classe e cinque di prima-seconda classe risalenti al 1885. Il parco si trova a pochi minuti dalla piazza centrale di Kalamata, seguendo la via Aristomenous verso il porto.










