Carceri sovraffollate? Detenuti liberati in anticipo

by Claudia
4 Dicembre 2023

Per ovviare al problema le autorità britanniche pensano anche al trasferimento dei criminali stranieri nei Paesi di origine

Delinquenti a piede libero nel Regno Unito: il sovraffollamento delle prigioni sta costringendo il Ministero della giustizia britannico a liberare i detenuti in anticipo. Entro fine anno, infatti, migliaia di galeotti condannati in Inghilterra e Galles per reati puniti con pene detentive fino a 4 anni saranno rilasciati prima dei termini. L’alternativa? L’implosione del sistema penitenziario. La popolazione carceraria infatti, lo scorso ottobre, ha toccato la cifra record di 88’225 detenuti e le proiezioni del Governo indicano che salirà fino a 94’400 unità entro marzo 2025 e fino a 106’300 entro marzo 2027. Secondo quanto riportato da «The Times», inoltre, ai tribunali penali sarebbe stato chiesto di rinviare i verdetti di condanna nei confronti di imputati in libertà provvisoria su cauzione in attesa che i penitenziari si svuotino, con il pericolo di lasciare in circolazione autori di reati gravi come stupro o furto con scasso.

Il Guardasigilli britannico Alex Chalk ha negato le accuse del quotidiano, pur riconoscendo di avere disposto misure emergenziali per far fronte al sovraffollamento. «Abbiamo deciso di utilizzare i poteri previsti nel paragrafo 248 del Criminal Justice Act del 2003 per far uscire su licenza i detenuti a basso rischio fino a 18 giorni prima della loro automatica data di rilascio», ha spiegato Chalk alla Camera dei Comuni. «Che sia chiaro: questa misura non si applicherà a quanti siano stati condannati all’ergastolo o a pena detentiva di lunga durata, né agli autori di reati violenti o di particolare gravità o ai condannati per terrorismo o crimini di natura sessuale», ha aggiunto il ministro, precisando che i detenuti così rilasciati avranno comunque obbligo di braccialetto elettronico. L’iniziativa alla fine non è molto dissimile da quella adottata dal precedente Governo laburista fra il 2007 e il 2010 quando in questo modo furono scarcerati anticipatamente circa 50mila prigionieri. Tuttavia i Tories a suo tempo erano stati molto critici nei confronti di questo provvedimento, tacciando i Labour di essere «morbidi con i criminali». Senza contare che l’impegno di aumentare di almeno 20mila posti la capienza delle prigioni entro il 2025 era proprio una delle promesse elettorali enunciate dai Conservatori nel manifesto del 2019, e chiaramente non sta venendo mantenuta.

La situazione è particolarmente critica: i detenuti sono sempre di più a fronte di uno staff carcerario in costante diminuzione. I numeri sono poco rassicuranti: l’arretrato dei costi di manutenzione dei penitenziari già nel 2001 era stato stimato a un miliardo di sterline, mentre intanto nella sola Inghilterra due terzi delle prigioni strabordano. C’è chi osserva che forse in Inghilterra e Galles si fa un uso eccessivo del carcere: con 159 detenuti ogni 100mila abitanti hanno il tasso di incarcerazione più alto fra i Paesi dell’Europa occidentale. I detenuti in custodia cautelare hanno raggiunto il picco massimo degli ultimi 20 anni e molti di loro, soprattutto donne, scontano condanne piuttosto brevi per crimini non violenti, ma sufficienti a mandare all’aria la loro vita con perdita di alloggio e mezzi di sostentamento, senza tuttavia fornire alcun tipo di riabilitazione. Per non parlare delle degradanti condizioni di detenzione. Secondo un’inchiesta di «The Guardian», molti carcerati sono ormai costretti a dividere con altri celle predisposte per un singolo occupante e sprovviste di gabinetto, con il risultato di dover espletare di notte i loro bisogni dentro a un secchio. Non stupisce pertanto l’impennata di suicidi e atti di autolesionismo registrata nelle prigioni di Inghilterra e Galles. Secondo gli ultimi dati del Ministero della giustizia, sono 92 (+24%) i detenuti che si sono tolti la vita fra settembre del 2022 e lo stesso mese del 2023. Nello stesso periodo, si sono anche verificati oltre 64mila atti di autolesionismo (+21%) con un incremento dell’8% nei penitenziari maschili e addirittura del 65% in quelli femminili. Sono anche aumentate del 13% le aggressioni nei confronti del personale carcerario. «Le prigioni sono nel caos», ha dichiarato la laburista Shabana Mahmood, ministra ombra della Giustizia. «I penitenziari traboccano e sono diventati terreno per ulteriori crimini. Nonostante sia stato ammonito più volte, il Governo ha dimostrato dopo 13 anni alla guida del Paese di avere completamente fallito nell’affrontare questo problema, che di fatto ha solo aggravato».

Come risolvere dunque questa situazione? Oltre al rilascio anticipato, Alex Chalk intende rimandare nel Paese di origine i detenuti stranieri. «Ci sono oltre 10mila persone di nazionalità estera nelle nostre prigioni. Non è giusto che stiano nelle carceri britanniche quando potrebbero essere espulsi dal Regno», ha dichiarato il Guardasigilli alla Camera dei Comuni, annunciando provvedimenti per trasferirli nei penitenziari dei loro Paesi di appartenenza, seguendo l’esempio di altre realtà come Belgio, Norvegia e Danimarca. Ogni detenuto infatti costa allo Stato circa 47mila sterline all’anno. Il Ministero della giustizia ha anche stanziato 400 milioni di sterline per realizzare 800 celle prefabbricate e ulteriori fondi per individuare e acquistare nei prossimi 12 mesi terreni sui quali edificare nuove prigioni. Il Governo sta valutando pure misure per ridurre i detenuti in custodia cautelare, passati da circa 9mila nel 2019 ad oltre 15mila quest’anno. La chiave è quella di incoraggiarli ad accettare sconti di pena considerevoli in cambio della dichiarazione di colpevolezza. Al momento, lo sconto massimo è fino a un terzo della pena. Scure infine sulle condanne alle pene detentive inferiori a 12 mesi, che verranno commutate in condanne a lavori socialmente utili. I dati snocciolati da Chalk parlano chiaro: il 58% delle persone uscite di prigione dopo aver scontato meno di 12 mesi dietro alle sbarre ha nuovamente commesso reati, mentre solo il 22% di chi ha visto commutata la pena ha fatto altrettanto.