Meglio soli. In diversi Paesi occidentali prende piede il viaggio in solitaria. Non abbiamo dati complessivi, ma molti indicatori sono convergenti. Per esempio nel Regno Unito una ricerca di ABTA, la principale associazione britannica delle agenzie di viaggio e dei tour operator, registra una progressione evidente: la quota di persone che aveva fatto almeno una vacanza da sola nei dodici mesi precedenti era il 13% nel 2014, il 17% nel 2024 e il 19% nel 2025.
Spesso si comincia a viaggiare soli per necessità , ma si continua poi per scelta, quando si scopre la libertà di seguire i propri desideri e interessi senza dover negoziare continuamente con qualcun altro. Da soli, poi, si è più attenti a ciò che ci circonda e può diventare più facile entrare in relazione con gli sconosciuti; insomma, il rapporto con il luogo è più profondo e diretto. Naturalmente questo viaggio è anche una prova di autonomia; partire senza compagni significa assumersi interamente la responsabilità delle proprie decisioni, degli errori, degli imprevisti.
All’interno di questa tendenza, il viaggio femminile in solitaria ha assunto un rilievo particolare. Negli Stati Uniti, secondo un’indagine della società di ricerca Future Partners, alla fine del 2024 il 40% delle donne dichiarava il proprio interesse a viaggiare da sole nel 2025, contro il 32% dell’anno precedente. E sempre nel 2024 Hostelworld, la piattaforma internazionale specializzata nella prenotazione di ostelli, ha rilevato che il 60% dei viaggiatori solitari intervistati erano donne. In Italia, secondo un sondaggio Booking.com/SWG, ancora del 2024, il 61% delle donne desidera un viaggio senza accompagnatori. Anche le ricerche su Google di «solo female travel» sono aumentate di cinque volte in pochi anni.
Quando però si cerca di mettere in pratica questi propositi di indipendenza, emerge subito un problema: la sicurezza. In ambienti estranei cresce il timore di aggressioni, molestie sessuali o attenzioni indesiderate. Di conseguenza, le donne modificano il loro comportamento prima ancora che sia accaduto qualcosa.
La Safer Tourism Foundation, che approfondisce proprio questi temi, ha documentato che in un viaggio all’estero il 56% delle donne si tiene alla larga dalle zone percepite come poco sicure, rispetto al 37% degli uomini. Il 64% delle donne evita di rientrare da sola a piedi al proprio alloggio di notte, contro il 43% degli uomini. E quasi una donna su due (48%) rinuncia del tutto a esplorare la destinazione nelle ore notturne. Inoltre alcune viaggiatrici escludono Paesi nei quali ritengono più elevato il rischio di molestie o più restrittive le norme che riguardano le donne. Talora forme tradizionali di ospitalità e protezione possono ridurre il pericolo, ma al prezzo di accettare codici sociali sgraditi; si crea così una tensione non facile da risolvere tra sicurezza e libertà . Altre scelgono di partire senza compagnia, ma si aggregano poi a piccoli gruppi organizzati, spesso di sole donne, con le quali condividono interessi particolari.
Un’altra conseguenza è l’aumento dei costi, una sorta di tassa invisibile sui viaggi al femminile. Infatti le donne sono più propense degli uomini ad acquistare assicurazioni di viaggio, a prenotare voli più costosi che arrivano di giorno, a scegliere alberghi in quartieri centrali, a servirsi regolarmente del taxi al posto dei mezzi pubblici. Piccole somme se considerate separatamente, ma consistenti quando si sommano nell’arco di un viaggio.
Per esempio la giornalista della BBC Lorin Bozkurt ha raccontato che in un hotel a Piccadilly Circus la sua stanza nel piano riservato alle donne, accessibile soltanto con la chiave elettronica, costava dieci sterline in più della stessa stanza nel piano misto. In casi simili i gestori hanno negato che si trattasse di un’aperta discriminazione, sostenendo che le richieste di camere in spazi per sole donne superino regolarmente l’offerta e che questo faccia lievitare i prezzi. In astratto, la sicurezza delle donne non dovrebbe mai essere un valore aggiunto legato a un sovrapprezzo; ma, almeno per qualche tempo, questo principio andrà temperato con una certa dose di realismo.