Per le Nazioni Unite il 2026 è l’Anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile, un’occasione per riflettere sulle nuove modalità di partecipazione nella società contemporanea
Quello in corso è stato proclamato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite Anno internazionale dei Volontari per lo sviluppo sostenibile, un riconoscimento che celebra l’impegno di milioni di persone nel mondo e sottolinea l’importanza del volontariato come motore di cambiamento e coesione sociale. A venticinque anni di distanza dal primo Anno internazionale dei volontari, l’ONU richiama così l’attenzione sul contributo prezioso dei volontari nella costruzione di comunità inclusive, resilienti e solidali e sul loro ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.
Anche Volontariato Ticino (il portale della Conferenza del volontariato sociale, che riunisce le organizzazioni impegnate nelle varie forme di aiuto volontario nella Svizzera italiana) è parte di questa ricorrenza, riguardo alla quale così si esprime Erika Sutera Fogliani, collaboratrice dell’ufficio di informazione e coordinamento: «In una società in continuo movimento, nella quale ci troviamo confrontati con instabilità e incertezze a livello globale, trovo necessario ancorarsi a qualcosa che rappresenti un caposaldo della società: la solidarietà, l’attenzione verso l’altro e il senso di appartenenza».
Volontariato Ticino ha tra gli scopi principali del suo mandato proprio la sensibilizzazione sul tema dell’impegno sociale, oltre al sostegno alle più di 80 organizzazioni iscritte e la promozione della formazione continua di volontari e coordinatori. «In quest’ottica, già nel corso della prima metà del 2025, è stato creato un gruppo di lavoro per l’Anno internazionale dei volontari ed è stata implementata una sezione del nostro portale dedicata ad una agenda dinamica dell’AIV – spiega Erika Sutera Fogliani – oltre a ciò, è nostra intenzione facilitare la presenza delle associazioni in occasione di eventi già previsti o da organizzarsi in collaborazione con Comuni ed enti, in modo che esse possano presentarsi al pubblico, coinvolgere nuovi volontari e tessere legami che rafforzino la vitalità del volontariato nel nostro Cantone».
Informare per coinvolgere
In generale, nel mettere a punto il ricco programma di eventi ed iniziative per celebrare l’anniversario, l’intento è fin da subito stato quello di coniugare momenti dedicati alla riflessione sulla situazione attuale (dunque per gli «addetti ai lavori»), allo scambio di idee e strumenti e altri dedicati all’informazione destinata a chi desidera avvicinarsi a questa forma di aiuto. «Un primo importante evento che abbiamo organizzato è stato il convegno Volontariato in movimento, che si è tenuto lo scorso 27 marzo al Palazzo dei Congressi di Lugano. Si è trattato di un momento di approfondimento e di condivisione delle testimonianze di alcuni volontari, il che ha permesso il passaggio a doppio senso fra gli aspetti teorici e pratici dell’agire del volontariato», racconta la collaboratrice dell’ufficio di informazione e coordinamento di Volontariato Ticino. L’evento si è rivelato essere un’interessante opportunità per riflettere sulle trasformazioni del volontariato e le nuove modalità di partecipazione nella società contemporanea.
«Al momento abbiamo in agenda alcune serate informative rivolte invece a chi sta pensando di entrare nel mondo del volontariato e desidera ricevere alcuni suggerimenti o conoscere le diverse realtà attive sul territorio; per favorire la partecipazione degli interessati, le serate si svolgono nelle diverse regioni del Cantone – racconta la nostra interlocutrice – continueremo poi per il resto dell’anno a promuovere iniziative e sostenere eventi per valorizzare il lavoro delle associazioni, incoraggiare nuove adesioni e favorire il confronto sul futuro dell’impegno volontario».
Guardare al futuro
Nel corso della stesura del presente articolo è emerso più volte il tema del futuro del volontariato, dal momento che nemmeno la decisione di mettersi a disposizione di altre persone o della comunità è sconnessa dal contesto in cui viene presa. «A detta dell’Assemblea Generale dell’ONU, i rapidi cambiamenti delle società e delle economie ci pongono di fronte alla necessità, ma anche all’opportunità, di ricercare modalità innovative e al passo coi tempi per far sì che anche il volontariato sia una componente importante delle strategie di sviluppo nazionali e regionali – spiega Erika Sutera Fogliani che è anche referente cantonale per l’Anno internazionale del volontariato – il che, nel nostro quotidiano, significa, ad esempio, ricercare nuove modalità di strutturazione delle attività, flessibilità nell’ingaggio e nell’impiego dei volontari, per poter rispondere in modo concreto e funzionale alle richieste di intervento e di sostegno».
Tematiche, queste, che erano al centro pure del citato convegno tenutosi alla fine di marzo a Lugano, il cui sottotitolo era infatti Sfide e opportunità delle nuove forme di impegno. «Gli interventi hanno mostrato come il volontariato stia evolvendo, con una crescente diffusione di forme di impegno più flessibili, rapide ed episodiche, in particolare tra le nuove generazioni», aggiunge Erika Sutera Fogliani. Attualmente in Svizzera il 21% della popolazione è attivo nell’ambito del volontariato cosiddetto «formale» mentre il 26% è coinvolto nel «volontariato informale», in forme cioè di aiuto come il sostegno al vicinato o le reti sociali spontanee. «È stato anche sottolineato come queste due forme di volontariato convivano e si trasformino, rispondendo a nuove esigenze sociali. A riguardo, esperienze recenti hanno inoltre mostrato l’importanza di coordinare azioni spontanee e organizzate, valorizzando la partecipazione civica e la collaborazione sul territorio».
In Ticino
Nel nostro Cantone le possibilità per mettersi a disposizione del prossimo non mancano. Ciascuno, secondo le proprie aspirazioni e sensibilità e la propria disponibilità di tempo, può infatti trovare il tipo di impegno che più gli si addice, che sia in ambito sociale, artistico e culturale, della salute, della cooperazione internazionale, della protezione ambientale o ancora delle attività giovanili e sportive e a favore di bambini e ragazzi, anziani, persone disabili e malate, richiedenti l’asilo e rifugiati, e altro ancora. «Ciò nonostante, una delle maggiori sfide alle quali le associazioni si trovano confrontate è proprio la ricerca e l’inserimento di nuovi volontari – afferma Erika Sutera Fogliani – si nota come negli ultimi anni siano cambiati aspetti come il tempo a disposizione, gli ambiti di ingaggio e le motivazioni per cui ci si vuole rendere utili. Visti i ritmi frenetici dell’attuale quotidianità, si privilegiano impegni più a breve termine o con tempistiche più flessibili per quel che riguarda orari o giorni. È altresì vero che determinate attività continuano giocoforza ad aver bisogno di continuità e disponibilità a lungo termine. Di conseguenza, riflessioni in questo senso sono in corso e come Volontariato Ticino abbiamo in programma dei momenti di scambio, dove le organizzazioni potranno confrontarsi». Con la speranza – aggiungiamo – che la ricorrenza globale che celebra il 2026 come Anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile possa rappresentare anche per il nostro Cantone un’opportunità per dare nuovo slancio ad un gesto così bello e umano.
