La terza età tra Madrid e Tangeri

by azione azione
29 Aprile 2026

Esce «Calle Málaga», tenero ritratto della vecchiaia ambientato in Marocco e incentrato sulla performance della grande attrice spagnola Carmen Maura

Maria Angeles ha 74 anni e vive da sempre nella stessa casa a Tangeri, nella via che dà il titolo al film, come numerosi spagnoli della sua generazione che sono rimasti affascinati dal non troppo lontano Marocco, rimasto per molto tempo un protettorato della Spagna. Ogni giorno Maria Angeles va a fare la spesa e conversa con i mercanti che hanno le bancarelle per strada, e li conosce tutti talmente bene che li chiama per nome, senza mai scivolare nel formale.

Maria Angeles sceglie dove e come invecchiare, opponendo alla logica famigliare la sua ostinata volontà di restare sé stessa

È una routine quotidiana che fa parte di un’esistenza molto ordinaria, fino al giorno in cui Maria riceve una visita inattesa della figlia Clara. Quest’ultima, segnata da un divorzio, ha disperatamente bisogno di soldi, e per questo motivo vuole vendere la casa, un diritto concessole dal padre quando le ha lasciato il controllo amministrativo dell’abitazione prima di morire. Maria è tutt’altro che contenta, poiché quel quartiere è praticamente tutta la sua vita, e deve scegliere tra due opzioni: tornare in Spagna e vivere a Madrid con la famiglia di Clara, o rimanere in Marocco e trasferirsi in una casa di riposo per residenti di origine spagnola (dove la stanza sarebbe gratuita per via del numero di anni che lei ha vissuto a Tangeri). La donna, ormai rassegnata, opta per la seconda alternativa, sebbene non sia disposta a cedere alle aspettative legate alla sua situazione anagrafica. Ha ancora intenzione di vivere, se possibile con tutti gli oggetti accumulati nel corso degli anni.

Calle Málaga è il terzo lungometraggio di Maryam Touzani, uno dei nomi di punta del cinema marocchino contemporaneo insieme al marito Nabil Ayouch (che produce i film della consorte, e i due lavorano insieme ai copioni dell’uno e dell’altra). Sicuramente è quello più accessibile al grande pubblico, come dimostrano i premi assegnati dagli spettatori alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (dove era in programma nella sezione Spotlight, il cui unico riconoscimento è votato da chi assiste alle proiezioni) e al Tromsø International Film Festival, ma non per questo meno sincero e personale: i titoli di coda iniziano con una dedica alla nonna della cineasta, e si sente il legame profondo che Touzani ha con Maria, personaggio a tutto tondo che, come un’altra bella figura cinematografica di lingua spagnola (Gloria, protagonista dell’omonimo film cileno premiato alla Berlinale e presentato in Piazza Grande a Locarno nel 2013), sfida i preconcetti su come dovrebbe comportarsi una persona quando ha raggiunto o superato l’età della pensione.

Una filosofia verosimilmente condivisa dall’interprete del personaggio, la grandissima attrice spagnola Carmen Maura, di poco più anziana di Maria, ma altrettanto grintosa e attiva tra cinema e televisione (nel 2025, lo stesso anno in cui questo film debuttava nei festival, è stata anche protagonista di un horror iberico). Come lei, Calle Málaga è una pellicola vitale, vibrante, che affronta l’argomento della vecchiaia con gioia e a tratti irriverenza, con tanto di sottotrama a sfondo sessuale che è un’evoluzione di riflessioni simili già avanzate da Touzani nel precedente Il caftano blu, sul rapporto di coppia tra due coniugi che si vogliono bene nonostante lui sia segretamente omosessuale. E, come in quel film, anche qui, dopo due ore passate in compagnia di queste figure che popolano il microcosmo immaginato dalla regista, viene subito voglia di tornarci e stare nuovamente con loro, come se fosse la nostra vera famiglia.