Cinema, concerto e gastronomia per celebrare l’ottantesimo dalla nascita del frontman dei Queen, domenica, 19 aprile, sotto la guida del capodicastero Cultura Alfredo Soldati
Ottant’anni fa nasceva a Zanzibar Freddie Mercury, una delle voci più riconoscibili della storia del rock. A distanza di decenni, la sua eredità musicale continua a circolare ben oltre i luoghi in cui l’hanno vista nascere e affermarsi, arrivando anche qui, sotto forma di una serata che mette insieme cinema, musica e convivialità . Domenica 19 aprile, al Centro La Torre di Losone, grazie a Queenight si rende omaggio al leggendario gruppo inglese con un’iniziativa che sorprende proprio per l’assenza di legami diretti con il territorio, ma che rivendica una dimensione più ampia, culturale e popolare insieme. Ne abbiamo discusso con il capodicastero Cultura di Losone, Alfredo Soldati, municipale dal 2012 e da anni tra i principali promotori della politica culturale del comune locarnese.

Alfredo Soldati, Capodicastero Cultura Losone
La serata mescola cinema (con la proiezione di Bohemian Rhapsody), gastronomia e concerto: è una formula pensata per creare comunità , trasformando la cultura in un’esperienza condivisa?
Sì, è una formula che abbiamo creato già nel 2016. L’idea è nata grazie al collettivo Blu 2147, capitanato dal pianista Gabriele Pezzoli di Losone – musicista piuttosto conosciuto e attivo tra jazz, improvvisazione ed elettronica. All’epoca avevano tenuto un concerto a Besso, assieme a un gruppo estone. E, infatti, per la prima edizione degli eventi al Centro La Torre, nel 2016, erano stati invitati uno chef dall’Estonia e il gruppo Verbarium, che hanno poi dato forma a una serata combinata di gastronomia estone e musica. L’anno dopo abbiamo organizzato una serata irlandese e, l’anno dopo ancora, una di flamenco, sempre con la gastronomia legata al Paese rappresentato. Fino alla pandemia, che ha interrotto quella che stava diventando una tradizione. Quest’anno abbiamo però voluto riattivare il progetto: ci saranno fish and chips, all’inglese; prima la proiezione del film Bohemian Rhapsody, e poi il concerto della tribute band dei Queen, che rappresenta il momento conclusivo della serata.
Che tipo di pubblico vi aspettate? È solo intrattenimento o c’è anche la volontà di avvicinare nuove generazioni?
Arriva sempre un pubblico piuttosto eterogeneo. I giovani giovanissimi magari meno, perché la musica proposta è più tradizionale rispetto a quella che ascoltano oggi, ma non è da escludere che con il rock riusciremo ad attirarne di più. L’obiettivo è proprio quello di proporre un’offerta diversificata e di raggiungere tutte le fasce della popolazione. Arrivano anche persone da fuori Losone, dipende molto dalla promozione: quest’anno stiamo cercando di divulgare l’evento anche a livello cantonale, nella speranza di raggiungere un pubblico più ampio. Se arrivassimo a un centinaio di persone sarebbe già un buon risultato, perché non è un classico concerto di piazza, ma qualcosa di diverso.
Resta originale che un Comune celebri i Queen, pur non avendo mai avuto, Freddie Mercury, un legame diretto con il territorio…
I Queen sono un’icona della musica rock, ma soprattutto non interessano solo a una tipologia di ascoltatori: anche chi ama una musica più melodica li ascolta con piacere. Le loro canzoni sono ancora oggi nelle orecchie di tutti.
Quanto è importante, per un Comune, uscire dai riferimenti locali e guardare a icone globali?
Negli anni abbiamo organizzato anche altri concerti rock, spesso legati ai miei gusti personali, come il prog-rock: Genesis, Jethro Tull e altri gruppi di quell’ambito, sempre con cover band. Per noi è infatti molto importante soprattutto diversificare. Con il budget che abbiamo – che non è quello delle grandi città – cerchiamo di fare il meglio possibile offrendo proposte varie.
Losone, paese della musica tutta, vien da pensare: un impegno non da poco, nel panorama cantonale dove spesso i Festival principali mettono al centro soprattutto il Jazz o la classica…
È così: tutti i nostri incontri danno respiro e continuità a un progetto più ampio; non per forza focalizzato su un evento unico, ma disteso durante l’intero anno: ad esempio, il prossimo 5 settembre, ad Arcegno, tornerà la tradizionale camminata musicale, che è sempre un grande successo: passeggiando nei boschi si incontrano quattro postazioni musicali con proposte diverse, dalla musica antica al punk, passando per strumenti particolari come il sitar o l’arpa celtica, da quella gregoriana a quella più moderna. È un’iniziativa molto apprezzata che permette di avvicinare pubblici diversi, famiglie comprese. Un appuntamento di cui andiamo orgogliosi, accanto al quale proponiamo comunque anche musica classica e jazz – attraverso ad esempio iniziative come il Six O’Clock, di cui pure in questo caso è promotore il collettivo Blu 2147; si tratta di una rassegna di aperitivi musicali organizzata alla Fabbrica (e da noi sostenuta), con concerti dal vivo che si tengono il primo mercoledì di ogni mese. Per non dire del concerto gospel che il Municipio organizza (in collaborazione con Bibo Verda) già dal lontano 2010 nella chiesa di San Lorenzo (sempre l’8 dicembre, Festa dell’Immacolata). Cerchiamo, insomma, di essere aperti a ogni genere, al di là delle preferenze personali. Sono tutte iniziative che, nel nostro piccolo, contribuiscono a costruire una proposta culturale ampia e accessibile.
Tra Six O’Clock, concerti di generi diversi e la camminata musicale di Arcegno (il prossimo 5 settembre), Losone punta su un’offerta culturale diffusa e accessibile
Avete scelto di chiudere la serata con una tribute band; compito non facile, quello di interpretare un gruppo leggendario come i Queen.
The Queen Tribute è un gruppo di musicisti italiani che abbiamo già ascoltato in un’altra occasione e ci sono sembrati molto bravi. Sono riconosciuti anche a livello internazionale. Ovviamente non possiamo avere l’originale, quindi ci si affida a una cover band. Chi vuole può vedere solo il film, o partecipare solo alla cena oppure può godersi l’intero programma; resta che il concerto è il culmine della serata.
Si dice che lei sia un grande appassionato di rock: se dovesse spiegare a un giovane di oggi perché ascoltare i Queen, cosa gli direbbe?
Credo che un giovane potrebbe ancora rimanere sorpreso dalla complessità della loro musica. È sempre stata una band molto particolare, capace di spaziare tra diversi generi e con forti influenze di musica classica – basti pensare a Bohemian Rhapsody o alla collaborazione di Freddie Mercury con Montserrat Caballé, con cui registrò l’album Barcelona. Negli anni Settanta e Ottanta si faceva una musica più ricca e articolata dal punto di vista armonico rispetto a oggi. È una ricchezza che vale per i Queen, ma anche per altri gruppi di quell’epoca.
Il rock è stato ribellione: oggi contro che cosa si esprime?
La ribellione è sempre stata una componente della gioventù. Valeva per i Beatles, per il rock degli anni Settanta e Ottanta, ma vale anche oggi per molti artisti, ad esempio nel rap. Cambia il modo, ma il filo conduttore resta: ogni generazione trova la propria forma di espressione e di rottura.
Ricorda la prima volta che ascoltò i Queen?
Ho iniziato ad ascoltare musica nel 1975, quando avevo 14 anni e compravo i primi dischi. Bohemian Rhapsody è il brano che ricordo meglio, anche perché è dello stesso periodo. È un capolavoro. Dal vivo purtroppo non li ho mai visti, anche se ho assistito a molti concerti di altre band degli anni Settanta.
Freddie Mercury è stato molto più di un cantante: che cosa può rappresentare ancora oggi?
Freddie Mercury aveva una straordinaria capacità creativa ed era molto preparato musicalmente. Ha scritto gran parte del repertorio dei Queen e aveva una voce assolutamente unica. C’è poi tutta la sua storia personale, dalle origini a Zanzibar fino al successo internazionale. Era una figura anche trasgressiva sotto molti aspetti, e questo fa parte della sua immagine e del suo mito.
Quanti, secondo lei, torneranno a casa e riascolteranno i Queen?
Oggi la musica è facilmente accessibile: basta una piattaforma digitale per ascoltare qualsiasi cosa. Però resta anche un aspetto più sentimentale, legato per esempio al vinile, che negli ultimi anni sta tornando e ha un suono decisamente migliore. Quando si propone un evento del genere si spera di avvicinare qualcuno in più a una musica che difficilmente tramonterà . Come la musica classica, anche quella dei Queen continua a essere ascoltata nel tempo, mentre altra musica viene consumata e poi dimenticata.
