Anziani: le sale multisensoriali allestiste seguendo l’approccio Snoezelen sono ora una realtà al Centro diurno terapeutico di Porza di Pro Senectute e alla casa per anziani Stella Maris
Entrare in una sala multisensioriale è in primo luogo un’esperienza che coinvolge più sensi con un effetto di stupore e accoglienza. L’allestimento, che segue i principi dell’approccio Snoezelen, e l’accompagnamento dell’operatrice specializzata favoriscono il benessere della persona. Queste camere appositamente create stanno diventando uno strumento sempre più utilizzato nell’ambito della cura delle persone anziane, in particolare di quelle colpite da un deterioramento cognitivo. Il Centro diurno terapeutico di Pro Senectute Ticino e Moesano a Porza ne ha in funzione una dallo scorso ottobre, ma pure diverse case per anziani ne sono dotate. Oltre a sperimentare la camera multisensoriale di Porza, abbiamo visitato le due sale Snoezelen della casa Stella Maris a Bedano, di cui una è aperta al pubblico.
L’approccio Snoezelen è infatti adatto a ogni fascia d’età , dai bambini agli adulti, a chi è più in là con gli anni. Il termine racchiude due verbi olandesi, snuffelen e doezelen, che si possono tradurre rispettivamente con esplorare e sonnecchiare. L’obiettivo dell’approccio è infatti quello di lavorare sui sensi, da sollecitare in alternanza con momenti di rilassamento per favorire il benessere globale della persona. Nato all’inizio degli anni Settanta in Olanda per iniziativa di due psicologi, l’approccio è stato utilizzato dapprima con minorenni disabili, ampliando in seguito l’applicazione ad altre casistiche; oggi i suoi benefici sono riconosciuti anche nella prevenzione del burnout.
Quando si varca la soglia di una sala multisensoriale, gli effetti luminosi sono forse i più coinvolgenti grazie alla colonna a bolle, a fibre ottiche luminose e alle proiezioni sulle pareti. Profumi, suoni, superfici e cuscini morbidi contribuiscono pure a caratterizzare una camera Snoezelen così come il letto ad acqua vibroacustico riscaldato. Al Centro diurno terapeutico di Pro Senectute Ticino e Moesano ci accolgono Monica Bralla e Anna Rusconi, entrambe operatrici Snoezelen qualificate, che spiegano come questo approccio si avvalga di una moltitudine di oggetti sensoriali. Una schiuma che fra le mani produce un crepitio, un’altra che sembra una nuvola (sempre da tenere fra le mani) sono esempi del mondo nel quale permette di immergersi l’approccio Snoezelen. «Gli elementi di base della sala sono fissi, ma l’allestimento è modulabile», spiegano le due operatrici che la utilizzano in modo indipendente ma coordinato. Ognuna accompagna di volta in volta un piccolo gruppo di utenti composto in genere da tre persone. «Uno dei principi di questo approccio – proseguono – è quello di lasciare libera scelta alla persona che può accettare o meno di sperimentare determinate proposte sensoriali. L’operatrice gestisce la permanenza nella camera (in media 40-45 minuti ma dipende dall’utenza) alternando la stimolazione con le fasi di rilassamento». Nel nostro caso la sala multisensoriale è dedicata al tema dell’arancia. «Per questa attività abbiamo utilizzato luci dal tenue colore arancione, disposto fette di arancia nella camera e, durante l’esperienza, stimolato il tatto e persino il gusto, facendo assaggiare pezzetti del frutto», precisano Monica e Anna. La lavanda è invece il fulcro di un prossimo allestimento e allora il mondo ovattato della camera Snoezelen si trasformerà permettendo agli anziani di compiere un altro «viaggio» sensoriale. Il tema del viaggio è evocato dalle due operatrici che indicano come si possa ricreare ad esempio un ambiente marino con le sensazioni che si provano quando si è al mare.
La libera fantasia delle operatrici è comunque sempre rispettosa dei principi dell’approccio Snoezelen, visibili negli arredi e nell’oggettistica utilizzata. Principi ovviamente validi anche per la conduzione della seduta caratterizzata da un accompagnamento relazionale. Al Centro diurno terapeutico di Porza, che accoglie ogni giorno a rotazione una ventina di anziani affetti da declino cognitivo residenti al domicilio, gli utenti apprezzano l’esperienza della camera Snoezelen alla quale hanno accesso con regolarità . «Con il passare del tempo – affermano le nostre interlocutrici – le persone nella sala multisensoriale tendono ad aprirsi maggiormente. Notiamo inoltre l’attenuazione dei disturbi del comportamento talvolta presenti negli utenti».
L’esperienza della casa per anziani di Bedano
Esperienze regolari in una sala multisensoriale offrono benefici psico-fisici al singolo e di conseguenza anche al gruppo. Per chi risiede in una casa per anziani, la camera Snoezelen rappresenta pure un momento privilegiato per staccarsi dalla vita in comunità . Héloïse Denti è operatrice Snoezelen qualificata alla casa per anziani Stella Maris a Bedano dove ha dato avvio all’approccio di origine olandese tre anni fa. Spiega ad Azione: «La prima sala multisensoriale si trova nell’unità terapeutica protetta che ospita le persone con problemi di degrado cognitivo. Sono persone meno autonome rispetto a quelle che risiedono ancora al proprio domicilio, per cui l’accompagnamento nella sala Snoezelen è individuale e il più possibile personalizzato. Procedo sempre per gradi nel rispetto della libertà di scelta. Per chi non è in grado di venire nella sala ho predisposto un carrello multisensoriale con gli elementi principali dell’approccio Snoezelen da portare nelle camere da letto». Héloïse Denti è pure a disposizione degli altri residenti della casa, del personale e degli esterni interessati a effettuare questa esperienza attraverso i sensi. Da circa un anno è stata infatti realizzata una seconda sala multisensoriale di maggiori dimensioni che ha già accolto ad esempio coppie, fratelli e sorelle e appunto impiegati della casa per anziani. Héloïse Denti: «Davanti a questa ampia camera sensoriale abbiamo aggiunto una sala d’attesa multigenerazionale proprio nell’ottica di accogliere persone di ogni età favorendo, in caso di necessità , un percorso graduale di entrata nel mondo Snoezelen».
La sala multisensoriale aperta al pubblico si inserisce in una visione aperta e innovativa del ruolo degli Istituti Case Anziani Vedeggio (ICAV). Lo precisa il direttore Stevens Crameri, ricordando altre iniziative come la pubblicazione di un libro natalizio, la presenza di servizi e di un’assistente sociale per la popolazione locale. «Poniamo l’accento sulla qualità di vita dei residenti e sul valore della persona – afferma Stevens Crameri – operando quale polo sociosanitario e culturale integrato nel territorio e in grado di connettere le generazioni». ICAV comprende infatti la casa anziani medicalizzata Stella Maris (per i Comuni Alto Malcantone, Bedano, Cadempino, Gravesano, Lamone, Manno e Torricella-Taverne) e la casa anziani Alto Vedeggio in fase di ristrutturazione e ampliamento a Mezzovico (per i comuni di Mezzovico-Vira, Monteceneri, Isone). «Dal prossimo mese di ottobre potremo ospitare 193 residenti nelle due sedi dove lavoreranno circa 250 collaboratori. Avremo anche nuovi servizi fra i quali figurano un asilo-nido e un ufficio postale». Già oggi la casa Stella Maris, aperta nel 1991 e con una nuova ala inaugurata nel 2020, è un punto di riferimento, ad esempio nell’ambito della formazione. Maurizio Moroni, responsabile dei servizi, ci mostra la sala multifunzionale dove si svolgono le lezioni teoriche. «Fra i prossimi corsi in calendario – precisa il responsabile – a metà aprile è previsto il modulo Base 1 della formazione Snoezelen con le formatrici Sofia Santori Bassi, docente qualificata ISNA/MSE (International Snoezelen Association/Multi-sensory environment) e Héloïse Denti. Nella casa vengono inoltre preparati pasti per le scuole e per il Servizio a domicilio regionale di Pro Senectute Ticino e Moesano».
Strutture e associazioni che operano a favore della popolazione anziana lavorano quindi in rete per rispondere ai suoi bisogni di cura, benessere e partecipazione alla vita sociale e culturale. Ciò permette di coinvolgere un’ampia gamma di partner inclusi diversi ordini di scuola, ciò che favorisce lo scambio intergenerazionale. A Bedano a questo proposito si sta affinando una collaborazione con il Centro scolastico per le industrie artistiche (CSIA) in modo da arricchire alcune parti della casa Stella Maris grazie alla creatività dei giovani studenti.
