Il Ticino dei torchi a leva

by azione azione
4 Marzo 2026

L’ultimo libro del fotografo Ely Riva è un omaggio ai "testimoni silenziosi" del passato della nostra viticoltura

Il Ticino detiene un primato che forse non tutti conoscono: siamo la regione con la maggior concentrazione di torchi a leva d’Europa. Ancora oggi nel nostro territorio sono sopravvissuti integri o comunque in buone condizioni 27 torchi a leva o «piemontesi», altri 50 sono conservati solo in parte, ma si stima che in passato ne furono in funzione 150. È il fotogiornalista Ely Riva a raccontarci oggi la storia di questi impressionanti manufatti nel suo libro I torchi a leva del Ticino da poco pubblicato da Fontana edizioni.

Ely Riva percorre da molto tempo il nostro territorio alla ricerca di tracce d’arte, edifici, natura e testimonianze lasciate dall’uomo, le documenta con l’occhio esperto del fotografo e la passione dello scrittore. In questa nuova pubblicazione ripercorre la storia del torchio che tanto contribuì al successo e alla diffusione della viticoltura nelle nostre terre. L’elenco ha dell’incredibile, soprattutto se si pensa che questi macchinari sono di dimensioni ragguardevoli: i massici alberi sono di castagno, quercia o noce e di norma sono lunghi una decina di metri. Per la cronaca l’albero di quercia più lungo del Ticino è di quasi 11 metri e appartiene al torchio a leva ben conservato alla Masseria di Cornaredo, l’incisione lo data del 1804. Ma ci sono torchi ben più antichi nelle nostre valli, a Cevio (Boschetto), ad esempio, il torchio risale al 1580 e secondo la dendrocronologia l’albero di castagno di 9,45 metri è stato tagliato nel 1578.

Usati per la spremitura delle vinacce, i torchi erano utilizzati pochi giorni l’anno e furono poi sostituiti alla fine dell’Ottocento con i più piccoli torchi a vite. Circa cento torchi a leva furono completamente smontati, nel Mendrisiotto ad esempio non ne è rimasto nessuno, altri invece sono rimasti intatti, usati fino alla metà del secolo scorso. La concentrazione maggiore si ha tra Semione e Dongio, dove sono ancora dieci i torchi che si possono ammirare. Sempre in Valle di Blenio, a Ludiano, si conserva l’unico torchio a leva ancora utilizzato per pochi giorni all’anno grazie a un gruppo di veri appassionati.

Il libro si conclude con un’escursione tra i torchi a vite del Ticino, tra le tracce e i toponomi rimasti sul territorio e con una ministoria del frantoio, usato soprattutto per estrarre olio da noci e semi di lino, perché «torchi e frantoi sono testimoni silenziosi di un passato che non c’è più, ma che non deve essere dimenticato».