L’urban conquista la classifica italiana

by azione azione
11 Febbraio 2026

Un genere sempre più amato dai giovani, che sarà protagonista anche a Sanremo

Basta guardare le classifiche riferite al 2025 per rendersi conto dell’importanza della musica urban nel panorama italiano. Le classifiche Top of the Music by FIMI-NIQ sono le uniche onnicomprensive di tutti i canali di vendita e ascolto (uniscono vendite fisiche e digitali, audio streaming sia premium sia free e anche video streaming) e quindi ci permettono di capire realmente cosa, nel corso dell’anno, abbia maggiormente conquistato gli ascoltatori di tutte le età. I risultati sono chiari. Se da un lato la stragrande maggioranza dei progetti presenti nella Top 100 degli Album appartengono al repertorio italiano (è l’85%, un dato molto alto), la forza della musica urban, rap e trap è notevole.

Il pop di Olly è alla #1 dei dischi più venduti e ascoltati con il suo Tutta vita (SEMPRE), ma dopo di lui ci sono nella Top 10 quasi solo nomi della scena urban, da Sfera Ebbasta & Shiva a Geolier da Lazza a Marracash, Artie 5ive, Guè, Kid Yugi, Achille Lauro, ANNA, Capo Plaza, Salmo. Insomma: in Italia – a parte alcune eccezioni – si ascolta soprattutto urban. Sembra saperlo anche Carlo Conti, che ha deciso di inserire alcuni esponenti nel cast del suo Sanremo 2026, di cui sarà conduttore e direttore artistico.

A vedere i nomi che ha selezionato immaginiamo che Conti abbia voluto dirci soprattutto una cosa: il rap, l’urban e la trap sono un universo talmente grande e diffuso che è importante conoscerne le diverse sfumature. Ridurre tutto ai testi violenti di alcuni, o alla volgarità a tratti grottesca e pericolosa di altri, è un peccato. E così, accanto a nomi molto noti del genere come J-Ax, Luchè e Fedez (quest’ultimo sarà in coppia con Marco Masini), ha deciso di inserire anche alcune nuove realtà molto forti.

La più interessante è forse Sayf. L’artista italo-tunisino classe 1999 è un astro nascente della nuova scena genovese. Ne siamo certi: grazie alla sua imminente partecipazione al Festival, il pubblico mainstream lo apprezzerà completamente. Ma a dire la verità ha già iniziato a conoscerlo grazie a Sto bene al mare, hit pubblicata la scorsa estate con Marco Mengoni e Rkomi. La forza di Sayf? Quella di tenere assieme tanti mondi apparentemente lontani. Unisce strofe serrate e ritornelli pieni di melodia. Ma soprattutto unisce rap e jazz. E con lui la tromba torna a essere cool per i più giovani.

E poi c’è Tredici Pietro, rapper e cantautore bolognese classe 1997. Il suo vero nome, Pietro Morandi, svela l’identità del padre. Dal Gianni nazionale, lui ha senza dubbio ereditato la capacità di parlare al pubblico. Con le sue canzoni, infatti, Tredici Pietro – nessun talent ma tanta gavetta, prima nella sua Bologna e poi in giro per i locali di tutta Italia – provoca e sfida i perbenismi. Parla di salute mentale, tema caldissimo per la sua generazione, e regala fotografie malinconiche e curiose di momenti comuni. Mette a disposizione la sua innata introspezione, e il suo pubblico lo ama soprattutto per questo.

È molto introspettivo anche Nayt, rapper che debutterà a Sanremo dopo essersi imposto come uno degli artisti più apprezzati dalla sua generazione (per intenderci, dopo un tour sold out nei club si è già portato a casa due show nei palazzetti di Milano e Roma). William Mezzanotte (questo il suo vero nome) ha una scrittura sincera e capace di mettere a fuoco le fragilità di tutti noi. Il rap tradizionale, con lui, si evolve; diventa ancora più catartico, grazie all’incontro con il pubblico, e parla di attualità allontanandosi da ogni vecchio cliché. Ascoltatevi, ad esempio, Di abbattere le mura (18 Donne), dove omaggia, tra le altre, anche Ilaria Cucchi, Liliana Segre, Michela Murgia, Alda Merini e Giulia Cecchettin.

Tra gli esponenti urban di Sanremo 2026 ci sono anche Chiello e Samurai Jay. Il primo (vero nome Rocco Modello, classe 1999) si era fatto conoscere con la trap assieme all’ormai ex collettivo FSK Satellite, ma ora è più legato al cantautorato e a un linguaggio più evocativo. Il suo nome, comunque, è già molto noto; si presenta come un artista che sente molto forte tutto ciò che scrive, tra ansia e disagio sociale. Infine c’è Samurai Jay (vero nome Gennaro Amatore), artista napoletano classe 1998 che tutti hanno conosciuto grazie alla sua hit Halo, certificata disco d’oro, con oltre 50 milioni di stream sulle piattaforme, e diventata quest’estate una delle più virali su TikTok. «È tutto sbagliato, sta andando tutto al contrario di come l’ho immaginato, non si può amare a metà»: il ritornello è nella testa di tutti. Replicherà anche sul palco dell’Ariston con una nuova hit? Staremo a vedere.