Città del futuro, come le vogliamo?

by azione azione
4 Febbraio 2026

Quattro scenari per dare una risposta alla crescita della popolazione nel nostro Paese

È un dato di fatto indiscutibile: la Svizzera sta crescendo. Oggi nel Paese vivono oltre 9 milioni di persone. Secondo lo scenario più plausibile dell’Ufficio federale di statistica, nel 2050 saranno 10,4 milioni, con un aumento di oltre il 40% in mezzo secolo. Poiché la superficie del Paese è limitata e a crescere sono soprattutto le economie domestiche, «dobbiamo trovare soluzioni per convivere e abitare insieme in futuro senza compromettere la qualità della vita. Solo in questo modo i cambiamenti saranno accettati dalla popolazione», spiega Britta Friedrich, responsabile del Fondo pionieristico Migros.

Per questo motivo il Fondo pionieristico Migros ha elaborato quattro scenari futuri che riassumono le attuali tendenze della ricerca. Inoltre, attraverso un sondaggio rappresentativo* condotto dal Gottlieb Duttweiler Institut (GDI), è stato possibile definire le misure possibili relative alla crescita demografica che riscuotono maggiore consenso.

Il risultato più importante è che due terzi degli intervistati nel complesso sono soddisfatti della loro situazione abitativa attuale. Ciò è da ricondursi principalmente al fatto che dispongono di spazio sufficiente, apprezzano il vicinato e possono rimanere nella loro casa a tempo indeterminato. Allo stesso tempo, tre quarti dei partecipanti al sondaggio riconoscono che devono riconsiderare la loro situazione abitativa a causa della crescita demografica. Ma quali cambiamenti sarebbero disposti ad accettare?

Sulla base delle conoscenze acquisite, il fondo pionieristico intende promuovere progetti in grado di offrire soluzioni per l’abitare del futuro. Per questo ha lanciato un bando di raccolta di idee (vedi box).

Città più dense
Lo scenario «compatto e rigenerativo» prevede una densificazione dei centri urbani, anziché la continua espansione degli agglomerati. In altre parole, più persone vivranno nella stessa area. L’80% degli intervistati ritiene la densificazione una misura buona o parzialmente buona per contrastare la carenza di alloggi. Tuttavia, secondo gli intervistati la densificazione dovrebbe avvenire nelle città e nelle periferie, non nelle zone rurali. Perfino gli abitanti delle città la pensano così. La densificazione può avvenire in diversi modi, ad esempio attraverso l’ampliamento di edifici esistenti o la costruzione di edifici più alti. Entrambe le misure sono accolte dal 50% degli intervistati. La conversione di spazi adibiti a uffici in spazi abitativi è valutata positivamente da due terzi degli intervistati. Jakub Samochowiec, ricercatore presso il GDI e autore del sondaggio, spiega questo alto grado di consenso con il fatto che gli intervistati non ne sarebbero toccati. «La loro attuazione non sembra quindi causare grandi problemi».

Una rete di piccoli centri urbani
Lo scenario più apprezzato è quello «Policentrico e interconnesso», valutato positivamente dal 33% degli intervistati. Esso prevede lo sviluppo di piccoli centri urbani interconnessi in tutto il Paese. Gli abitanti beneficiano dei vantaggi di vivere in città e allo stesso tempo di essere vicini alla natura. Secondo gli intervistati i grandi centri urbani sono sempre meno attrattivi. Circa il 60% degli abitanti delle città entro i prossimi dieci anni desidera trasferirsi in una città più piccola. Inoltre, il 40% ca. degli intervistati dice di volersi trasferire in campagna.

A livello generale, la soddisfazione degli intervistati riguardo alla loro situazione abitativa dipende più dalla vicinanza a spazi ricreativi e di svago piuttosto che da un buon collegamento con i mezzi pubblici o da tempi di percorrenza brevi per recarsi al lavoro. Il fatto che lo scenario «Policentrico e interconnesso» preveda l’aumento di spazi di co-working e la promozione del telelavoro riveste quindi un ruolo minimo nella valutazione.

Grandi città? Sì, ma verdi
Lo scenario «Super Cities con cintura verde» risulta convincente per un quarto degli intervistati. In questo caso, gli sviluppi demografici si concentrano su quattro grandi aree metropolitane: Zurigo, Basilea, Berna e la regione del Lago Lemano. La creazione di zone-cuscinetto verdi tra questi spazi urbani dovrebbe provvedere alla tranquillità degli abitanti.

Più della metà degli intervistati ritiene importante che l’urbanizzazione sia accompagnata da una valorizzazione delle aree verdi e naturali. «La popolazione accetta la vicinanza negli spazi pubblici se in cambio ottiene una maggiore qualità, ad esempio attraverso più verde, un’edilizia sostenibile e un ambiente valorizzato», afferma Jakub Samochowiec.

Un Paese agile
Il quarto scenario, «Spazio abitativo in movimento – La Svizzera mobile», immagina un Paese in cui il concetto principale è rappresentato dall’agilità. Gli abitanti si trasferiscono spesso e cambiano appartamento in base alle esigenze del momento. Allo stesso tempo, gli strumenti digitali aiutano ad esempio le persone anziane a trovare uno studente cui affittare temporaneamente una stanza nel loro appartamento, nel tempo diventato troppo grande. Questo scenario risulta tuttavia un po’ troppo futuristico e riscuote il minor successo tra gli intervistati, che attribuiscono grande importanza al comfort e alla privacy. Solo il 15% degli intervistati sarebbe disposto a ridurre il proprio spazio abitativo a favore di spazi comuni. «Perfino la maggioranza dei giovani sotto i 30 anni tra dieci anni abiterebbe volentieri ancora là dove vive oggi», afferma Jakub Samochowiec. «Apparentemente, in questo Paese molte persone non amano cambiare luogo di residenza».

* Il sondaggio è stato condotto online su oltre duemila persone provenienti da tutta la Svizzera.