Sono stati da poco pubblicati i risultati dello studio menuCH-Kids sulle abitudini alimentari dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni
Come si alimentano i giovani? Sul piatto della bilancia ci sono aspetti positivi, ma non mancano serie criticità: circa il 13% dei bambini e adolescenti in Svizzera è in sovrappeso o obeso e il 10% presenta valori ematici associati a un aumentato rischio di diabete.
È questo il verdetto dello studio menuCH-Kids appena pubblicato dall’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria che dopo due anni di indagini eseguite tra il 2023 e il 2024 nelle principali regioni, Ticino incluso, ha portato alla luce per la prima volta dati specifici sul delicato target 6-17 anni. «Il dato è preoccupante, ma non allarmante» – evidenzia da noi interpellato Giacomo Simonetti, primario di pediatria dell’EOC e responsabile dell’Istituto pediatrico della Svizzera italiana, che ha preso parte allo studio in qualità di referente scientifico. «Lo studio mostra anche che la maggior parte dei bambini e degli adolescenti assume una quantità sufficiente di energia. Per la maggior parte di essi la colazione fa parte della vita quotidiana e i pasti vengono consumati insieme a un adulto. Inoltre, i valori dei fattori di rischio per le malattie croniche sono complessivamente più bassi rispetto agli altri Paesi». Simonetti mette in evidenza ambiti in cui esistono potenziali di miglioramento: «I giovani mangiano relativamente poca frutta e verdura, mentre si cibano tanto, troppo di carne e proteine. A merenda mangiano soprattutto snack e bevande zuccherate. Quanto all’attività fisica, in diversi gruppi di età è insufficiente».
Come verranno utilizzati ora questi dati in termini di prevenzione? «Sia a livello dei singoli Cantoni – per cui tuttavia siamo ancora in attesa dei risultati – sia della Confederazione, lo studio è importante perché ci fornisce dei dati che ci consentiranno di intervenire su una prevenzione mirata. Conosciute queste tendenze alimentari, come quella dell’eccessivo consumo di carne, si potrà lavorare con interventi di pediatri sul territorio, in ospedale e con vere e proprie campagne». Il pediatra sottolinea altri risultati dello studio alla voce proteine. «Il rapporto rivela che l’85% dei partecipanti al sondaggio mangia carne non lavorata (bistecche, petto di pollo, eccetera) più di una volta alla settimana, mentre il 9% ne consuma quotidianamente. Inoltre, per quanto riguarda la carne lavorata (gli insaccati) è consumata di frequente: settimanalmente dal 67% e giornalmente dal 4%. I ragazzi adolescenti ne consumano di più, mentre le ragazze con minore frequenza».
Anche per gli zuccheri si accendono delle spie. «Il cioccolato è lo spuntino più consumato: dal 75% almeno una volta alla settimana, dal 12% ogni giorno. Un aspetto in cui è utile compiere una prevenzione mirata riguarda le bevande dolci: lo studio rivela che quasi la metà dei bambini ne fa uso settimanalmente, in particolare i maschi più grandi (oltre il 70% settimanalmente) e il 3% del totale dichiara di berle ogni giorno. Le bevande energetiche vengono scelte soprattutto dai maschi più grandi». Insomma, zuccheri (anche il sale in Svizzera è consumato in eccesso, come altre indagini hanno messo in evidenza nel passato), merendine e carne vanno certamente monitorati.
Tra i responsabili scientifici dello studio abbiamo interpellato anche Suzanne Suggs della Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’USI, che è stata coinvolta dall’inizio alla fine del protocollo, contribuendo allo sviluppo del rapporto di sintesi e focalizzandosi in particolare sugli aspetti comportamentali dell’alimentazione: cosa mangiano i giovani, perché e in quali circostanze. Come vanno interpretati questi risultati dal punto di vista della salute pubblica e quali segnali emergono dal suo osservatorio? «La percentuale di bambini e adolescenti in sovrappeso e obesi è preoccupante. La Svizzera è un Paese ad alto reddito con un buon sistema educativo, accesso a cibi sani e possibilità di svolgere attività fisica e sport: la combinazione di questi fattori dovrebbe porci in una posizione migliore. Essere in sovrappeso o obesi è ovviamente difficile per i giovani in termini di stigma e di movimento, ma aumenta anche il rischio di problemi futuri, come dolori articolari, diabete e malattie cardiache. La situazione è dunque preoccupante sia a livello individuale sia a livello di sistema sanitario. La World Obesity Federation nel 2023 ha previsto che l’obesità infantile potrebbe “più che raddoppiare entro il 2035 (rispetto ai livelli del 2020)” e che “l’impatto economico globale del sovrappeso e dell’obesità raggiungerà i 4,32 trilioni di dollari all’anno entro il 2035 se le misure di prevenzione e trattamento non miglioreranno”. Si tratta in gran parte di costi prevenibili».
In che modo il Canton Ticino e i servizi preposti saranno informati concretamente sui risultati dell’indagine e come si prevede di coinvolgerli attivamente nella messa a punto e nell’implementazione di azioni di prevenzione mirate? Suzanne Suggs: «Abbiamo appena reso disponibili i primi risultati riassuntivi, quindi al momento non ci aspettiamo ancora molte azioni concrete. È necessario comprendere meglio la situazione in Ticino e, una volta ottenute queste informazioni, le autorità locali potranno utilizzarle per decidere le misure da intraprendere. Saremo disponibili per supportare l’interpretazione dei dati e lo scambio di idee. Inoltre, il dottor Giacomo Simonetti e il suo team presso l’Istituto Pediatrico della Svizzera italiana a Bellinzona, con il quale abbiamo una stretta collaborazione, hanno un accesso diretto a bambini e genitori per piani di prevenzione e di cura, oltre alla possibilità di condividere le informazioni all’interno del sistema sanitario. Sono molto fiduciosa che il Ticino, le scuole e i Comuni utilizzeranno questi risultati in modo efficace per la popolazione».
Quali interventi di prevenzione saranno ritenuti prioritari per migliorare le abitudini alimentari di bambini e adolescenti? «In base a quanto sappiamo finora, zucchero e dolci rappresentano una priorità fondamentale su cui concentrarsi. I giovani ne consumano quantità eccessive. Come per tutti i cibi poco sani, la moderazione è essenziale e quindi dobbiamo ridurre la quantità di zuccheri consumati. Tuttavia, concentrerei la maggior parte degli sforzi sull’aumento del consumo di alimenti sani piuttosto che solo su ciò che deve essere ridotto. Nel tempo, sappiamo che quando si mangiano più alimenti sani, il corpo inizia a preferirli e si tende a consumare meno quelli non salutari. La modalità concreta con cui raggiungere questo obiettivo è ancora in fase di definizione, ma le ricerche condotte con il mio team all’USI e uno studio attualmente in corso finanziato dal Fondo nazionale svizzero ci forniranno presto indicazioni utili. Va inoltre evidenziato che sui dati emersi dallo studio menuCH-Kids verranno effettuate ulteriori analisi».
