Buon Natale

by azione azione
22 Dicembre 2025

Film, davanti alla Tv avvolti nella coperta

Basta un lumino acceso, una traccia di cannella nell’aria, ed ecco rifarsi viva la voglia dei mitici film natalizi in stile Hallmark, scontatissimi e proprio per questo perfetti per le feste. La trama è un meccanismo rodato: lei vive nel frastuono urbano, schiacciata da scadenze e notifiche, quando, disillusa e scontrosa, è costretta a partire per un luogo remoto: la casa d’infanzia in campagna, un villaggio montano che sembra un presepe, o un paese fuori dal tempo, Scozia, Canada, Irlanda, ma anche l’America più isolata e dunque, vien da sé, più autentica.

A pochi minuti dall’arrivo, l’inevitabile collisione con lui: burbero solo in apparenza, allergico all’ansia metropolitana, ostinatamente affezionato alla sua routine. Si sopportano a fatica, si punzecchiano, si fraintendono, fino a scoprirsi alleati senza volerlo, complici l’aria gelida e le luci tremolanti. Capita così che, mentre cercano di non rompersi una gamba sulla pista di ghiaccio, o condividono un’ora di tregua davanti a un falò dove si sciolgono marshmallow in bilico su bastoncini troppo corti, scocca l’amore, di solito a causa di una cioccolata calda con la panna, di cui resta un fiocco bianco sul naso di uno dei due. Lo schema è eterno: qui, arriva l’incidente narrativo. Nell’equilibrio appena conquistato si infila un segreto pericoloso. Basta poco: una decisione omessa, un incarico da svolgere nascosto per pudore, un gesto frainteso: uno dei due fugge, l’altro ci resta male. Ma sappiamo già che l’errore si trasformerà in un pegno d’amore, con tanto di bacio sotto il vischio, e la neve che fa il suo rispettando l’ingaggio della produzione.

Anche quest’anno le piattaforme hanno sfornato decine di titoli nuovi alla maniera del divertente Come in un film di Natale, che si fa il verso da solo. Eppure accendere la tele per vederne uno è come accendere l’albero e avviare il vinile con le melodie più conosciute. Lo ammettiamo: anche noi quasi non riusciamo a resistere al fascino di queste traiettorie emotive di cui la matrice originaria risale addirittura al 1945, con Il sergente e la signora (nella foto), di anno in anno rilucidata a nuovo. In fondo, i classici natalizi hanno costruito una grammatica che continua a funzionare perché parla di seconde possibilità e di cuori che, almeno una volta l’anno, si concedono il lusso di fidarsi, riuscendo nell’incredibile impresa di rimetterci un po’ in pace con il mondo.

Forse per la comunità che si muove all’unisono per accendere le luminarie del borgo. Forse per i colori rituali – il rosso che scalda, il verde che promette l’eternità. O per quei piccoli gesti di solidarietà che in queste pellicole sbocciano con naturalezza, come fosse l’unica stagione in cui l’umanità riesce a respirare. O forse solo perché ci piace sapere che, almeno sullo schermo, ogni tanto tutto finisce bene. E mentre fuori il gelo graffia le finestre, un finale lieto ha ancora la forza di rassicurarci più di una coperta. Ecco perché vi auguriamo di potervi concedere il lusso di guardare almeno un film di Natale in questi giorni.