Un atto di fiducia verso i giovani

by azione azione
29 Aprile 2026

La nuova Legge per i giovani e per le colonie è nata da un processo partecipativo e accresce le possibilità di agire dei Comuni a sostegno delle nuove generazioni

La realizzazione di ideali di bellezza e felicità non è un’illusione, bensì un valore ancorato nella Legge sulla promozione delle attività dell’infanzia e della gioventù, approvata nel 2025 e il cui regolamento è entrato in vigore lo scorso 1° marzo. L’innovativo testo legislativo cantonale, frutto di un processo partecipativo offre concrete possibilità alla gioventù di crescere sana e responsabile in una società che, si legge sempre nell’articolo 3 capoverso 3, incoraggia le pari opportunità, l’inclusione, la solidarietà e la sostenibilità. È un atto di fiducia nei giovani chiamati a partecipare, a sviluppare competenze e ad assumersi responsabilità nell’ambito di spazi e attività pensati con e per loro. A sostenerli ci sono i Comuni, gli enti e le associazioni che operano a loro favore sul territorio e il Cantone che offre attraverso questa Legge un supporto finanziario.

Nulla di astratto

Il concetto di legge può sembrare a prima vista astratto, soprattutto in giovane età, ma la Legge sulla promozione delle attività dell’infanzia e della gioventù dimostra che attraverso un percorso adeguato è possibile comprenderne i contenuti e la portata. «È una legge che pone le basi per offrire prospettive di sviluppo, per guardare al futuro», afferma Marco Galli, capo dell’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani del Dipartimento della sanità e della socialità. «La nuova Legge estende il campo d’azione in relazione all’età – ora compresa fra 4 e 30 anni – e ai contenuti. Questi ultimi comprendono ad esempio l’attribuzione di un ruolo consultivo e non solo propositivo al Consiglio cantonale dei giovani sui temi che li riguardano (aspetto esistente finora solo nel canton Vaud) e il sostegno a progetti basati su metodi sperimentati con successo negli ultimi anni da associazioni e fondazioni come l’educazione fra pari e l’accompagnamento educativo tramite le figure dei mentori». Un punto centrale della Legge è sicuramente il potenziamento dell’offerta di spazi aggregativi e dei centri di attività giovanili. Precisa Marco Gallli: «I giovani chiedono spazi in cui riunirsi, luoghi dove trovare stimoli senza essere obbligati a spendere denaro. Oggi esistono 13 centri giovanili sul territorio cantonale, un’offerta che speriamo venga potenziata grazie ai finanziamenti assicurati dalla nuova Legge. Si tratta di un supporto importante – il budget è stato aumentato della metà passando da due a tre milioni di franchi – destinato ai Comuni e agli enti cui spetta il compito di realizzare questi centri. Il nostro Ufficio resta inoltre a disposizione a livello di consulenza». L’esigenza di nuovi spazi è stata d’altronde ribadita anche dai presenti al processo partecipativo svolto per elaborare i contenuti della nuova Legge.

L’avvio

Questo processo ha preso avvio con l’evento #facciamolegge# organizzato dal Dipartimento nell’autunno 2022, seguito nella primavera del 2025 da #dimmicomedirtelo#, incontri che hanno coinvolto nel complesso un centinaio di ragazze e ragazzi di età diverse e provenienti da vari ambiti, oltre agli operatori e ai rappresentanti degli enti. Tre i temi riassunti dal nostro interlocutore: «I giovani hanno manifestato l’esigenza di disporre di spazi di ritrovo, di essere accompagnati nei momenti di difficoltà e di essere ascoltati sulle questioni che li coinvolgono proprio come è avvenuto per l’elaborazione di questa Legge. Simili occasioni sono preziose quali esperienze di cittadinanza attiva e, nel caso specifico, come forma di dialogo fra lo Stato e la realtà giovanile». Grazie a una partecipazione allargata, all’impegno dell’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani nella persona di Guido De Angeli e a una visione condivisa a tutti i livelli, si è potuto giungere a un risultato all’avanguardia in tempi brevi. L’esigenza di un rilancio a favore della gioventù si era d’altronde manifestata in modo ancora più marcato dopo la pandemia e le relative restrizioni.

«Si tratta di una legge di prossimità – prosegue Marco Galli – che non comporta nuovi obblighi per i Comuni, ma li facilita nello sviluppare politiche dell’infanzia e della gioventù. Nel caso di un centro giovanile il sostegno finanziario cantonale può raggiungere la metà dei costi. La Legge punta pure alla formazione, per cui, sempre per i Comuni, è previsto un progetto in questo ambito in collaborazione con la SUPSI. Un’altra iniziativa riguarda la piattaforma delle politiche giovanili convocata dal nostro Ufficio e che riunisce una sessantina di rappresentanti del settore per favorire lo scambio, la presentazione di progetti e il passaggio di informazioni».

Le colonie

Abbreviata in Legge per i giovani e per le colonie (GIOCO), la nuova Legge unifica e rafforza quella sul sostegno e il coordinamento delle attività giovanili del 1996 e quella sul promovimento e il coordinamento delle colonie di vacanza del 1973. Quest’ultimo campo d’azione è di particolare importanza, come ha rilevato l’Associazione delle Colonie Estive di Vacanza (ACEV). «L’aspetto centrale dal punto di vista delle colonie – spiega Paolo Bernasconi, segretario di ACEV – riguarda l’introduzione dell’obbligatorietà del progetto pedagogico. Grazie a questo strumento la riflessione è incentrata sul come fare colonia piuttosto che su cosa fare. Si tratta di ragionare e informare sui principi e i valori alla base dell’azione educativa. Le attività da svolgere sono la conseguenza di queste scelte di fondo. Se un obiettivo è la responsabilizzazione dei partecipanti alla colonia, alcune attività legate ai servizi potranno essere affidate loro in quest’ottica». In tema di colonie il Ticino vanta una lunga tradizione con un ruolo rilevante proprio a livello educativo. Paolo Bernasconi ricorda, fra gli altri, l’esempio citato nel volume di Ilario Lodi (presidente di ACEV) Per nuovi sentieri, pubblicato in occasione dei 70 anni (1923-2023) delle colonie estive dei sindacati di Rodi di cui ritraccia appunto, oltre al profilo storico, il contenuto pedagogico. «Nel 1955 a Rodi – riferisce Bernasconi – si svolge il primo stage di formazione per gli animatori delle locali colonie organizzato dai CEMEA (Centri di Esercitazione ai Metodi dell’Educazione Attiva), evento che segna il passaggio dal concetto di colonia assistenziale a colonia educativa». Oggi le colonie residenziali sono molteplici, affiancate da quelle diurne. L’ACEV riunisce 21 organizzazioni, fra cui alcune federazioni, corrispondenti pertanto a un numero ancora superiore di colonie.

Secondo il segretario di ACEV la nuova Legge per i giovani e per le colonie ha anche il pregio di essere più aperta e flessibile a dipendenza dell’evoluzione dei bisogni della società. «Sono stati presi in considerazione i centri estivi diurni e le colonie sono tali anche con un numero di giorni e di partecipanti inferiori a quelli inseriti nella Legge precedente. Negli anni le offerte sono infatti aumentate diversificandosi. Il vincolo del progetto pedagogico da parte sua permette a bambini e genitori di scegliere l’esperienza più adatta nella certezza di una presa a carico educativa di qualità e rispettosa dei partecipanti. Per garantire questi aspetti, considerando anche l’ampliarsi delle figure di riferimento, sono necessarie competenze adeguate, per cui il finanziamento e il potenziamento della formazione è a nostro modo di vedere un elemento cardine della Legge». Non va inoltre dimenticato che fra i monitori delle colonie – in genere giovani volontari fra i 18 e i 25 anni – vi è un naturale ricambio, per cui la formazione è un ciclo da assicurare a lungo termine. Paolo Bernasconi si sofferma infine sull’aspetto finanziario: «La nuova Legge promette un aggiornamento degli aiuti economici alle colonie e il finanziamento dei centri estivi diurni, ciò che auspichiamo per garantire continuità alle esperienze».

Dagli spazi di aggregazione ai centri giovanili, dai servizi di prossimità alle nuove forme di educazione tra pari e di accompagnamento da parte di mentori, dalle colonie di vacanza ai centri estivi diurni, la nuova Legge per i giovani e per le colonie allarga le possibilità di agire a sostegno delle nuove generazioni. Non da ultimo valorizza i giovani come soggetti e portatori di competenze chiamati a giocare un ruolo attivo per realizzare i loro ideali.