Videogiochi: montagne, villaggi e pianure: "Crimson Desert" invita a esplorare ogni angolo di Pywell, mentre la trama procede senza farsi ricordare
Il genere gioco di ruolo è uno dei meglio rappresentati su computer e console. Esistono in pratica dalla nascita di questa forma d’intrattenimento. Ma questo non significa che sia facile creare dei giochi di ruolo che siano in grado di coinvolgere completamente i giocatori. Che si tratti di sviluppatori europei, americani o giapponesi, gli esempi illustri sono davvero molteplici. Meno noti sono i giochi provenienti dalla Corea del Sud, nonostante si tratti di un Paese che si sta facendo sempre più notare con titoli di grande qualità . L’ultimo uscito è Crimson Desert, gioco sviluppato da Pearl Abyss, studio già molto famoso per giochi multiplayer come Black Desert Online. Ma un gioco di ruolo in solitaria è decisamente una nuova sfida per questo studio basato a Gwacheon, una sfida che non siamo sicuri sia stata vinta al cento percento.
Crimson Desert è un gioco d’azione e di ruolo che può essere giocato sia in terza persona sia in prima, è uscito su PC, Xbox Series, PlayStation 5 e MacOS. La storia del gioco – solitamente il fulcro di un gioco di ruolo – è la parte meno entusiasmante. Nei panni di Kliff Macduff, leader in un gruppo di guerrieri che si fanno chiamare Mantogrigio, vedremo la nostra casa distrutta e i compagni sterminati da un attacco a sorpresa agito da un gruppo rivale, gli Orsi Neri. A malapena sopravvissuti al massacro, dovremo viaggiare in lungo e in largo per il mondo di Pywell in cerca di vendetta.
Kliff è il classico eroe di poche parole, un po’ alla Geralt di Rivia della serie The Witcher, ma dal buon cuore. Sempre pronto ad aiutare il prossimo, cosa che dovrà fare innumerevoli volte nelle oltre ottanta ore che servono a completare l’avventura. Sebbene la storia graviti principalmente attorno a Kliff e ai sopravvissuti del suo gruppo, Crimson Desert non esita a introdurre elementi magici e fantascientifici alla sua altrimenti classica ambientazione pseudo-medioevale. Ma nonostante tutti questi elementi, la storia è piuttosto piatta, con pochi momenti davvero emozionanti. Una scelta fatta con consapevolezza dal team di sviluppo, più avvezzo a giochi concentrati sul gameplay che non sulle storie epiche.
Se la storia è un po’ carente, di sicuro non lo è l’enorme mole di attività in cui potremo cimentarci. Dal combattimento all’arma bianca ai giochi di carte, sfide a braccio di ferro, rotte commerciali, cucina e persino un sistema di arredamento della casa. Beninteso queste attività non sono tutte obbligatorie, anzi la maggior parte sono facoltative. Sebbene ci sia un po’ di tutto per chiunque, quello che manca è la coesione che una storia forte avrebbe potuto dare al gioco. Soprattutto perché molte attività sono fini a sé stesse: si intasca al massimo qualche moneta, senza ottenere punti esperienza. Insomma, a parte il ritorno monetario, c’è poco altro che ci spinga a impegnarci davvero. Senza contare che, in molti casi, le spiegazioni di cosa effettivamente si debba fare sono piuttosto confuse.
È molto interessante, invece, l’esplorazione del mondo di gioco, Pywell. Visivamente molto riuscito, sia su console sia su PC, è composto da varie zone con biomi tutti diversi. Zone enormi e piacevoli da esplorare ma forse meno zeppe di quelle soprese inattese che sono un po’ alla base di questo genere di giochi. La colonna sonora è azzeccatissima, con la giusta epicità . Il doppiaggio purtroppo non è disponibile in italiano.
Per quanto riguarda invece il combattimento, Crimson Desert è, ancora una volta, un po’ altalenante. Se da un lato affrontare i nemici comuni è piuttosto semplice e divertente, il combattimento contro i boss è tutta un’altra storia. Senza quasi preavviso i combattimenti diventano più tattici e tecnici, cosa per la quale non siamo inizialmente preparati, vista la relativa semplicità degli scontri normali. Peccato che la difficoltà non sia dovuta solo al fatto che i boss sono forti, furbi o dotati di tecniche speciali, ma anche a qualche problema puramente tecnico.
Non ci sembra fuori luogo immaginare che Crimson Desert puntasse a eguagliare titoli famosissimi come The Witcher 3, The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom o anche Elden Ring. Giochi diversi tra loro e dai quali Pearl Abyss sembra aver preso idee a piene mani. Troviamo un po’ di tutto, in un amalgama che funziona abbastanza bene ma non benissimo. Insomma, per essere un primo gioco di ruolo «classico» da parte di questo team, il risultato soddisfa ma non entusiasma. Sicuramente dalla sua ha una grande varietà , sia di attività sia di ambientazioni. Quello che manca è, in un certo senso, l’anima. Personaggi a cui affezionarsi, storie da ricordare. Quello che resta è comunque un mondo vastissimo in cui possiamo fare davvero molto. E per taluni, già questo è più che sufficiente.









