Peppe Servillo e Costanza Alegiani al LAC
Il nome Kurt Weill forse, ai più, non dice molto. Nemmeno quando viene associato a uno dei padri del teatro del Novecento come lo è stato Bertolt Brecht, a lungo suo partner artistico, mentore, ispiratore e ispirato. Il compositore Kurt Weill, nato a Dessau nel 1900, ha però attraversato la storia della musica disseminandola di tracce, di qua e di là dall’Atlantico. Dapprima, negli anni europei tra le due guerre, concedendo le proprie attenzioni all’Espressionismo e alla Nuova Oggettività tedeschi (v. articolo a sinistra), affiancato dalla carismatica moglie Lotte Lenya (sposata addirittura due volte). Poi, negli Stati Uniti, in fuga dalla furia nazista, dove lavorò per Broadway e Hollywood.
Morì nel 1950, ma ancora oggi lo troviamo in alcuni standard del repertorio jazzistico come September Song (ad esempio nella versione di Ute Lemper), in The Alabama Song (da Mahagonny) nelle interpretazioni di David Bowie o dei Doors, così come in Surabaya Johnny nelle voci di Marianne Faithfull o Nina Hagen. Ma lo riconosciamo anche in Mackie Messer (Opera da tre soldi), cantato da Domenico Modugno o Milva (Giorgio Strehler giocò un ruolo chiave nella traduzione e nella diffusione dell’opera di Weill in italiano). Oltre Oceano, Mackie Messer diventò Mack The Knife, grazie anche all’inconfondibile interpretazione di Louis Armstrong.
Nel corso del recital che vedrà protagonisti il prossimo primo aprile Peppe Servillo e Costanza Alegiani al LAC di Lugano, è proprio a celebrare il teatro di Brecht e il genio di Weill, che sarà invitato il pubblico. Di cosa vive l’uomo è infatti un viaggio nel grande teatro musicale del Novecento, in cui la big band jazz italiana Monday Orchestra – nata a Milano nel 2006 su iniziativa del trombettista e arrangiatore Luca Missiti – accompagnerà il carisma della jazzista contemporanea Costanza Alegiani e di Peppe Servillo degli Avion Travel. Un appuntamento imperdibile per chi ama le storie, la Storia, il jazz, in un’immersione nostalgica e di riflessione.
