Il prossimo 15 giugno nell’aula del Gran Consiglio ticinese è prevista la seconda Sessione cantonale delle persone con disabilità
Sono una trentina. Formano un Parlamento, ma lontano dalle logiche partitiche, uniti da una condizione comune – la disabilità – e dalla volontà di contribuire con le istituzioni a trovare soluzioni concrete per migliorare la quotidianità delle loro vite e di chi è costretto a confrontarsi con uno svantaggio fisico, psichico o cognitivo. Dopo la prima Sessione parlamentare cantonale delle persone con disabilità inaugurata nel 2024, ecco la seconda, due anni dopo, pronta a prendere il via il prossimo 15 giugno fra i banchi del Palazzo delle Orsoline a Bellinzona.
Danilo Forini, vanta un duplice sguardo sulla tematica: quello di direttore della Regione Sud di Pro Infirmis e di deputato in Gran Consiglio. «L’iniziativa – dichiara – nasce tre anni fa, da una prima sessione parlamentare federale, sostenuta anche da una campagna promozionale di Pro Infirmis, con l’obiettivo di stimolare la partecipazione delle persone con disabilità alla vita pubblica in generale, sia politica che associativa. Abbiamo organizzato a tal fine anche dei corsi di formazione dedicati, alla presenza di politologi ed esperti della comunicazione. Questo per offrire alle persone con disabilità – che rappresentano il 22% della popolazione in Svizzera – strumenti mirati per affrontare ad esempio una campagna elettorale. È partendo da questa iniziativa che l’allora presidente del Gran Consiglio ticinese, Nadia Ghisolfi, si è fatta promotrice di inaugurare la prima sessione parlamentare cantonale per persone con disabilità, la cui organizzazione pertiene proprio all’Ufficio presidenziale. E la seconda puntata in calendario il 15 giugno è stata promossa dall’attuale presidente Fabio Schnellmann e dall’attuale vice Daria Lepori che ad aprile assumerà la carica di presidente. Il progetto ha ottenuto il benestare dell’Ufficio Presidenziale, dei Servizi del Gran Consiglio, del Dipartimento della sanità e della socialità, del Fondo Swisslos gestito dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport e dell’Amministrazione cantonale in generale. Come Pro Infirmis, abbiamo quindi ricevuto il mandato di coordinare l’organizzazione della seconda seduta che riprenderà i temi affrontati nella prima».
Disabilità e inclusione, adesso! è stata la risoluzione scaturita dai lavori del 2024, discussa e accolta all’unanimità dai 29 deputati presenti, che richiede interventi in materia di inclusione, accessibilità, lavoro e sensibilizzazione. Sui risultati concreti Danilo Fiorini spiega che «da quella risoluzione sono sfociate tre petizioni che sollevano più sensibilità legate ai diversi aspetti della disabilità, perché abbiamo una pluralità di persone non vedenti, audiolese, con problemi motori o con deficit cognitivo. Sono dunque stati identificati bisogni concreti che vanno migliorati. Le tre petizioni sono state inoltrate, una al Governo, una al Gran Consiglio e una ai Comuni. Se Governo e Parlamento hanno nel frattempo già risposto agli atti parlamentari, non si può dire altrettanto per i Comuni, dei quali solo sette hanno dato reale seguito. Il 15 giugno i lavori proseguiranno, visto che in ogni caso non tutti i punti contenuti nelle petizioni sono stati evasi».
Ma com’è la rispondenza da parte delle persone con disabilità sul fatto di poter prendere parte attiva a un loro Parlamento? Danilo Fiorini: «Una certa disaffezione alla cosa pubblica che vediamo nella società in generale è percepibile. Abbiamo anche nei nostri Comuni ticinesi partiti storici che non riescono a raccogliere un numero sufficiente di candidati. Viene meno l’abitudine di esprimere la propria opinione. Questa iniziativa si propone dunque di rilanciare la partecipazione alla vita politica. Per rispondere alla domanda, il problema si pone sia per le persone con, sia per le persone senza disabilità, in eguale misura. Come Pro Infirmis ci adoperiamo affinché le persone con disabilità possano entrare in politica. Questa Sessione del 15 giugno può rappresentare una prima esperienza per poi entrare in Parlamento. D’altronde esempi non mancano, basti pensare all’esperienza politica dell’ex Consigliere di Stato Manuele Bertoli. Il mio auspicio per le persone con disabilità, visto che ci avvicianimo al biennio 2027-2028, quando avrà luogo la prossima tornata elettorale, è che si facciano avanti nei vari partiti e si candidino ai vari livelli: cantonale, federale e comunale».
La sfida è anche logistica, la sala del Gran Consiglio è predisposta ad accogliere la seconda sessione dei deputati con disabilità? «Per organizzare la prima sessione – spiega Fiorini – abbiamo dovuto lavorare con i servizi della logistica e con l’amministrazione cantonale per rendere più accessibile la sala del Gran Consiglio, che lo era solo parzialmente. Ora, in vista della seconda seduta, il lavoro sarà più facile. L’aspetto importante non sarà certo il colore partitico dei deputati, quanto piuttosto che i parlamentari siano rappresentativi dei vari tipi di disabilità, perché evidentemente le problematiche di una persona non vedente sono molto differenti da quelle di chi è in carrozzella. I deputati con deficit cognitivo parteciperanno alla sessione con degli accompagnatori e saranno aiutati con strumenti ausiliari: tutta la seduta sarà tradotta in “lingua facile”, così pure i diversi documenti. Sarà inoltre in uso la lingua dei segni, vi saranno apparecchi specifici per le persone audiolese che ne amplificano la voce. Tutta questa tecnologia potrà essere disponibile anche in vista dell’arrivo in Gran Consiglio di persone con disabilità nel prossimo quadriennio 2027-2031. Fra l’altro, Pro Infirmis sta collaborando anche all’organizzazione della seconda Sessione parlamentare federale per persone con disabilità, in programma il 21 ottobre a Palazzo federale, su invito del presidente della Camera bassa Pierre-André Page. E in questo caso una vera e propria campagna elettorale è in atto, dal momento che per accedervi occorre essere eletti. Si tratta di un’ulteriore possibilità, nel segno del rafforzamento dell’inclusione. Tengo ad evidenziare che tutti i contenuti delle sessioni sono decisi, trattati e approfonditi solo ed esclusivamente dalle persone con disabilità, in assoluta indipendenza. Il nostro ruolo si limita all’accompagnamento, non interveniamo nella definizione dei testi».
All’organizzazione della seconda Sessione cantonale delle persone invalide è coinvolto anche l’Ufficio degli invalidi del DSS. Evidenzia il responsabile, Christian Grassi: «Questa iniziativa rappresenta un momento di straordinaria importanza civile, politica e culturale per l’intero Cantone. In un contesto in cui il tema dell’inclusione è spesso centrale nel dibattito pubblico, questa iniziativa offre alle persone con disabilità la possibilità concreta di partecipare attivamente alla vita democratica, prendendo la parola all’interno di uno spazio simbolico e istituzionale importante come la sede del Gran Consiglio. Le persone con disabilità, troppo spesso e a torto considerate unicamente come destinatarie di politiche sociali, diventano protagoniste del dibattito, portando proposte concrete, esperienze dirette e vissute, così come riflessioni maturate nella quotidianità. Le proposte che emergeranno durante la seconda sessione potranno avere ricadute tangibili sul dibattito pubblico e politico e a livello cantonale nonché comunale».
