Viale dei ciliegi

by azione azione
11 Marzo 2026

Bridget Marzo, Il mio primo migliore amico. Una storia dell’età della pietra, Il Castor (Da 5 anni)

Questo albo illustrato ha tanti pregi: prima di tutto è una bella storia, molto ben illustrata. Poi è ambientata nella preistoria, e – pur evitando, intelligentemente, pesantezze didattiche – ci dice cose interessanti su di essa, e lo fa con cognizione e documentazione. Poi è perfetta per la lettura ad alta voce, perché la narrazione, e la rappresentazione dell’ambiente preistorico, procedono anche attraverso i suoni e i rumori in cui la storia è immersa. «Tap tap clink!» fanno i genitori della piccola Mo, scheggiando la selce; «tump tump!», fa la nonna, sbattendo la polvere dalle pellicce invernali, e così via, con una suggestiva colonna sonora di gente al lavoro, di esclamazioni di bimbi, di versi di animali. Un altro pregio è che l’autrice crea una protagonista con cui molte piccole lettrici potranno identificarsi, non importa se lontane cronologicamente da lei migliaia di anni, anzi, questo saper rendere universali le emozioni è una qualità dei migliori autori.

Mo è una bambina dell’età della pietra, ma è anche una «sorella maggiore», che a volte sente il peso di un fratellino da preservare dal pericolo (quando si avvicina troppo a una fiamma) o da arginare nel suo tentativo di impadronirsi del mondo (quando gli vieta di agguantare un uccellino caduto dal nido), che a volte si sente un po’ sola, e allora – come potrebbe fare anche una bimba di oggi, se volesse scrollarsi di dosso il ruolo troppo stretto di sorella maggiore – va nel suo rifugio segreto, «ad ascoltare il mondo». Qui avverrà un incontro, che darà la svolta alla storia, e che ne costituirà il focus. In un cespuglio trova un cagnolino ferito, «una bestia selvaggia» nella prospettiva di Mo (attraverso cui è raccontata la vicenda), la quale non ha mai visto un cane. Ma basterà poco perché la «bestia selvaggia», «piccola e tutta sola, proprio come Mo», entri in relazione giocosa e fiduciosa con la bambina, la quale saprà trovare tutta la sua autorevolezza per convincere la comunità che il cane «non è una bestia selvaggia! È il mio nuovo amico». Un nuovo amico che diventerà pure un piccolo eroe, perché salverà il fratellino di Mo da una lince affamata. Qui potremmo sottolineare anche il tema del pregiudizio nei confronti del diverso, e dell’importanza dell’accoglienza, che è certo un altro pregio del libro; ma mi interessa sottolineare il fatto che Mo, nel coraggio di opporsi al pregiudizio della sua comunità, si faccia «più grande che può», e venga anche disegnata grande sulla pagina, più grande degli adulti, così che la forza simbolica conferita all’immagine rende la storia anche un piccolo racconto di crescita.

Un racconto che, come si accennava, per l’ambientazione si basa su fonti serie e citate nella prima pagina; mentre le ultime pagine sono dedicate alle tecniche di sopravvivenza dell’età della pietra, e soprattutto alla scoperta che ha dato l’ispirazione all’autrice, ossia il fatto che nella grotta di Chauvet, in Francia, siano state ritrovate le impronte di un bambino e di un cane che camminano fianco a fianco, impronte risalenti a 26’000 anni fa. Queste impronte sono peraltro raffigurate nei risguardi del volume, conferendo ad esso un ulteriore plus di raffinatezza e di compiutezza.

Collana, Il mondo in tasca, Terre di Mezzo (Per tutti)

Sono piccole, sono fatte a cartoncini tenuti insieme con un anello (che ti puoi agganciare allo zaino, o alla cintura), sono agili, belle e precise. E ti invitano a uscire all’aria aperta, e a prenderti il tempo di osservare. Ad esempio, gli alberi, gli insetti, gli uccelli, o anche le nuvole. Ad ognuno di questi temi è dedicata una piccola guida della collana «Il mondo in tasca», un progetto spagnolo che l’editore Terre di Mezzo propone ora ai lettori di lingua italiana: ogni cartoncino di cui è composta la guida è una scheda che ha sul fronte l’illustrazione (dell’albero, dell’insetto, della nuvola o dell’uccello in questione) e sul retro un breve testo di spiegazione scientifica. Le illustrazioni sono affidate ad Anna Sanjuan, esperta di pittura paesaggistica, botanica e animale; i testi ad esperti del tema in questione.

In un’epoca in cui la guida tascabile è prevalentemente il cellulare, con le sue varie app o intelligenze artificiali, queste piccole guide naturalistiche fatte di schede a cartoncino sono una scelta coraggiosa e intelligente. E anche rilassante, perché ci inducono a rallentare per vedere le piccole meraviglie che ci stanno accanto, anche sul più quotidiano dei nostri cammini.